Tagli alla sanità: basta, verso la mobilitazione del 7 aprile

di Gianluigi Trianni, medico della sanità pubblica, L’Altra Emilia Romagna – Forum Salute Italia

La Conferenza Stato-Regioni del 23 febbraio 2017 ha visto una intesa tra Governo, Regioni e Province autonome in attuazione della legge di stabilità 2016 relativamente al “contributo alla finanza pubblica” delle regioni a statuto ordinario per l’anno 2017 la riduzione da 113 miliardi di euro a 112,578 miliardi del Fondo Sanitario Nazionale.

Il taglio è di ben miliardi 3,592 di euro a fronte dei 116.170 previsti dal Def 2016 e addirittura di mln 356 mln di euro rispetto ai miliardi 112.934 certificati da AgeNas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) come costi nel Ssn nel 2015 (sic!).

A ciò si aggiunga che a carico dei miliardi 112, 578 saranno sia i costi aggiuntivi dei rinnovi contrattuali sia l’incremento dei costi atteso per l’erogazione dei nuovi Lea, le attività assistenziali finalmente riconosciute a carico del servizio sanitario nazionale, e non della spesa privata dei cittadini, sia l’aumento dell’1% dell’inflazione nel 2017 attualmente registrato dall’Istat.
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Archivi e archivisti

Gli archivi e gli archivisti sono un lusso? Una settimana di mobilitazione

di Marco Carassi [*]

A che cosa ci potrebbe servire un cellulare se avessimo perso memoria di chi sono le persone in rubrica? E un mazzo di chiavi in tasca come potrebbe esserci utile se avessimo dimenticato dove abitiamo? Se per una persona perdere la memoria è certo una tragedia delle più terribili, qualcosa di simile si potrebbe dire per una amministrazione che non sia in grado di documentare in modo affidabile le sue attività ai fini dell’efficacia dell’azione quotidiana e per la tutela propria e dei suoi dipendenti, come anche nell’interesse più generale dei diritti dei cittadini e della trasparenza democratica.

Le persone normali si domandano quali siano i motivi dell’inquietudine che serpeggia tra chi si è dedicato alla cura della memoria delle nostre pubbliche istituzioni. Ma è proprio il tema del valore civile degli archivi, e dei pericoli che li minacciano, che sta suscitando decine di iniziative nella settimana dal 14 al 19 marzo in tutta Italia, e per solidarietà in vari altri paesi del mondo.

Il manifesto degli archivisti italiani pubblicato sul sito www.archivisti2016.it è uno degli strumenti della mobilitazione. Gli archivisti avevano già lanciato il loro grido d’allarme nel 2011 con le manifestazioni “E poi non rimase nessuno…” (slogan gentilmente prestato da Agatha Christie). Purtroppo a quasi cinque anni di distanza rimangono d’attualità le preoccupazioni per il mancato ricambio generazionale, per il progressivo degrado del patrimonio archivistico storico e per la confusione metodologica che non di rado si verifica nella produzione, gestione e conservazione degli archivi correnti, specialmente di quelli digitali.
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Donne e violazione dei diritti umani: una mobilitazione senza tregua

Sciopero delle donne
Sciopero delle donne
del Comitato promotore dello sciopero delle donne del 25 novembre

All’assemblea con l’avvocata Barbara Spinelli hanno partecipato circa 30 donne, dopo il dettagliato racconto dei gravissimi episodi di violazione dei diritti umani in particolare a Cizre e in generale nei territori curdi, ed avere constatato l’assoluto silenzio di tutti i media main streem, che anzi hanno ripreso l’utilizzo di termini come “terroristi”, “separatisti” nei confronti delle forze di autodifesa e di avere valutato come da parte delle istituzioni sia locali che centrali e internazionali non c’è stata nessuna presa di posizione netta nei confronti di questi massacri abbiamo deciso che:

  • faremo il possibile per rompere il silenzio che è complice, a livello di controinformazione, con i mezzi di cui disponiamo, per fare circolare il più possibile le informazioni, soprattutto il dossier scritto da B.S. con l’informativa completa delle violazioni;
  • entro i prossimi 15 giorni entreremo e faremo pressione con una dichiarazione al Consiglio Comunale di Bologna, per fare in modo che prenda posizione e denunci i massacri. Su questo punto invitiamo tutte/i ad entrare nei propri Consigli Comunali per avere più forza nella denuncia e fare in modo che non resti un singolo momento isolato di lotta;

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