Giulio Andreotti - Foto di greo77

Andreotti: parabola della politica italiana attraverso le storie nere della Repubblica

di Pasquale Cuomo, Università di Pisa

Ho aspettato un po’ prima di scrivere sulla morte di Andreotti, ascoltando la lettura degli articoli imbarazzati e laudatori su di lui, come di quelli critici ma distaccati. Scoperto da De Gasperi mentre preparava la tesi di laurea sulla marina pontificia, il giovane dirigente della Fuci ha ricoperto quasi ininterrottamente incarichi di governo dal 1946 al 1992. È stato il sottosegretario di De Gasperi con delega alla censura cinematografica scagliandosi contro il neorealismo perché i “panni sporchi vanno lavati in casa”. Frase ripresa per criticare il Divo da parte di un’elegante signora che vanta come merito quello di essere la compagna di un fascinoso industriale-finanziere che è riuscito a semi-distruggere l’azienda dell’ex suocero.

Andreotti ha sempre rappresentato il sacramento del potere con quell’atteggiamento curiale e cinico che ricordava la Roma papalina e le sue frequentazioni vaticane. Filo atlantico da sempre, ha strizzato l’occhio più volte alla destra fascista nel suo collegio elettorale (il frusinate) e a Roma. Da ministro della difesa per sei anni ha plasmato le forze armate negli anni sessanta e poi ha fondato la sua corrente basandola su due pilastri: il Lazio e la Sicilia. Per questo motivo ha sempre avuto ottimi rapporti con i palazzinari e con ambienti mafiosi.

A fare da contorno c’erano poi alcuni giovani politici campani, calabresi e anche lombardi. Per questo motivo non ha mai ambito a diventare il segretario della Dc ma ad essere l’ago della bilancia e scalare il potere ministeriale. Ha rappresentato l’essenza più alta della democristianicità: il potere per il potere, il rapporto con la chiesa, il cinismo, l’affarismo mai esibito, la cattiveria condita di sapidità e una certa civetteria. È stato il grande difensore di Sindona, addirittura appellandolo “salvatore della lira”, mentre il banchiere siciliano era intento in pericolose e fallimentari speculazioni valutarie.
Leggi di più a proposito di Andreotti: parabola della politica italiana attraverso le storie nere della Repubblica

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi