Stop F35, ultima possibilità

di Giulio Marcon Nel giro di un paio di giorni i mezzi di informazione ci hanno prima informato che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha rassicurato il segretario di Stato americano Mike Pompeo sul nostro impegno per gli F35 (si va avanti, nessun ripensamento) e poi che i primi sei F35 italiani sono stati […]

“Moralismo e moralità”: i giovani e la scelta antifascista nella battaglia delle idee

di Rossana Rossanda Si è svolto il 18 luglio 2019 nella biblioteca del Senato a Roma il convegno intitolato “Antonio Banfi, intellettuale e politico”. Promosso dal Presidente del Comitato per la biblioteca e l’archivio storico del Senato, Gianni Marilotti, in collaborazione con l’Ufficio studi del Gruppo Pd, sono intervenuti Aldo Tortorella, Roberto Rampi e Fabio […]

Il Brasile sull’orlo dell’abisso

di Angelo d’Orsi

“Babel”, un festival dedicato alla traduzione e alla letteratura, che si svolge a Bellinzona, capitale del Canton Ticino, Babel, nella sua XIII Edizione (14-16 settembre), dedicata al Brasile, non ha potuto evitare di trattare il versante politico e sociale. Negli stessi giorni, il Premio Nobel per la pace, l’argentino Adolfo Perez Esquivel, presidente della Lega Internazionale per i Diritti umani e la liberazione dei popoli, rendeva noto una sua lettera aperta in cui chiedeva al mondo di difendere Lula, già presidente della Repubblica Federale del Brasile, ora in carcere: difendere Lula, significa difendere non solo il suo diritto alla libertà e alla partecipazione alla imminente elezione presidenziale, ma anche il diritto del popolo brasiliano all’esercizio della scelta. Com’è noto, in tutti i sondaggi pre-elettorali, Lula era dato come sicuro vincitore, e lo scopo di quello che la quasi totalità dei giuristi di ogni nazione ha chiamato “golpe bianco” appare in tutta la sua nuda e dura evidenza: impedire a Lula di ritornare al potere.

Il golpe era iniziato nel 2014, con una campagna contro la corruzione – male endemico in Brasile, dal quale sono immuni ben pochi soggetti, individuali o collettivi – guidata da un giudice, tale Sergio Moro, il quale diceva di ispirarsi alla campagna di Mani Pulite in Italia. Moro, uomo di destra, sostenitore delle politiche neoliberiste, non faceva mistero delle proprie intenzioni, in accordo con l’ex candidato alla presidenza, Aécio Neves, sconfitto da Dilma Roussef, la “delfina” di Lula, che diventava così il primo bersaglio.
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Dicembre 2015: viaggio in Palestina

Dicembre 2015: viaggio in Palestina

testo e foto di Silvia R. Lolli

Nella dignità delle persone palestinesi incontrate nei giorni di viaggio con AssopacePalestina, negli occhi dei bambini, delle donne e degli adulti, sono pochi i vecchi, si leggono appunto dignità, attesa, non certo curiosità, forse ancora un po’ di speranza rivolta a noi cittadini del mondo che parliamo dei diritti umani.

Nei villaggi, nei campi profughi, ormai definitivamente nella zona B o C, ma anche nelle stesse città palestinesi di zona A, vive una popolazione ormai assediata, accerchiata che fa della sua esistenza la forza per sopravvivere sul suo territorio sempre più frammentato dai muri, dai check point, dalle zone militari ed ambientali volute e definite unilateralmente dal governo israeliano.

“La prima vittima delle guerre è la verità”, diceva qualche secolo fa Erasmo da Rotterdam; è sulla ricerca della verità che dobbiamo riflettere e farci, come ci hanno chiesto le persone di questi luoghi, testimoni della loro verità quotidiana.

Viaggio di conoscenza e solidarietà in Palestina (28 dicembre 2015-4 gennaio 2016) di Lutz Kühn


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Cie: le istituzioni totali sono dure a morire

La prima cosa che viene in mente proposito del Cie sono gli studi di Foucault sui luoghi del “grande internamento”. Infatti il Cie è una istituzione totale nata, come è ovvio,  per recludere migranti (poveri). Il percorso che dobbiamo avviare per demolirlo è simile a quello attuato dai movimenti di lotta contro le istituzioni totali: i secoli passano, i metodi cambiano, ma non sono meno nocivi. Noi sosteniamo con forza il pari diritto alla salute, alla vita ed alla sicurezza per tutti e dunque non possiamo accettare l’esistenza del “reato di povertà” né possiamo accettare che una illegittima privazione della libertà sia gravata da ulteriori discriminazioni.
Intervento di Vito Totire
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