Matera 2019: “bellezza” è la parola più conformista di oggi e fa male alla città dei sassi

di Michele Fumagallo Non c’è alcun dubbio: la parola “bellezza” batte oggi il primato del conformismo. Volete chiudere, nel nostro tempo, la mente e ogni spirito critico democratico? Condite il vostro discorso con la parola “bellezza” e tutto, o quasi, è fatto. La demagogia è assicurata. E’ quindi oggi, a differenza di ieri, una parola […]

Matera 2019: “La scaletta”, circolo culturale con 60 anni di impegno

di Michele Fumagallo “La scaletta” è un circolo culturale di Matera che ha compiuto la bella età di 60 anni. In anni lontani nacque dopo altri gruppi di tendenze politico-culturali diverse (sinistra, “olivettiani”) che avevano prodotto in città dibattiti e studi. Oggi è in pratica l’aggregato culturale più vecchio che ha attraversato tutta la storia […]

Matera 2019: se la città si distrae al bivio di una nuova trasformazione

di Michele Fumagallo Come Giorgi Ramorra, protagonista di un racconto di Rocco Scotellaro (“Uno si distrae al bivio”), Matera rischia di distrarsi al bivio di una nuova trasformazione e una nuova modernità. Questo è il pericolo che corre la città dei Sassi e, se questo avvenisse, non ci sono alibi: sarebbe soltanto responsabilità di Matera, […]

Matera 2019: vittoria del centro-destra alle regionali, restano la crisi e le stesse domande

di Michele Fumagallo Risultati delle elezioni regionali del 24 marzo in Basilicata: centro-destra 42,2%; centro-sinistra 33,11%; Movimento5stelle 20,32%; Basilicata Possibile 4,37%. Consiglieri eletti (20 in totale più il presidente di Regione): centro-destra 12 (6 alla Lega, 3 a Forza Italia, 1 a Fratelli d’Italia, 1 a Idea, 1 a Bardi presidente), centro-sinistra 5 (2 Comunità […]

Matera 2019: domani le regionali in Basilicata. Magari di basso profilo, ma da non guardare con snobismo

di Michele Fumagallo

Domani, domenica 24 marzo, ci sono le elezioni regionali in Basilicata che sono anche un primo test sulle iniziative di “Matera capitale europea della cultura”, l’operazione particolare che vive la città dei Sassi e che è stata conquistata nell’autunno 2014, e viene gestita in gran parte adesso, da personale di area Partito Democratico. Cercheremo di commentare i risultati elettorali dopo le elezioni, adesso invece mi preme dire qualcosa non solo su liste e candidati ma sulla politica generale in una regione che è sempre stata governata dal centro sinistra.

In Basilicata il centro sinistra ha saputo mantenere una continuità amministrativa anche quando la coalizione subiva pesanti sconfitte a livello nazionale. Ma questa specificità locale non è eterna evidentemente: le elezioni nazionali dell’anno scorso hanno evidenziato che la sicurezza (anzi la sicumera) con cui ci si muoveva era finita, ed era invece iniziato un declino che le inchieste della magistratura sulla sanità hanno accentuato.


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Matera 2019: tutto torna nell’eternità dell’uomo. Il fascino della civiltà della rupe

di Michele Fumagallo

Per questa puntata della rubrica Qui Matera Qui Europa faccio un po’ il turista (chiedo scusa, non accadrà più). Ripropongo un vecchio articolo di circa 10 anni fa (14 ottobre 2009) apparso sul quotidiano “Il manifesto”. È un breve viaggio nella Basilicata rupestre.

Lo ripropongo per due motivi, anzi tre: uno è per rimarcare la completezza e complessità dell’habitat umano, specificamente un allargamento del concetto di “centro storico”; l’altro per sottolineare la “modernità” del valore delle cose apparentemente più distanti e arcaiche a riprova non solo dell'”eternità” dell’uomo (tutto torna) ma anche, in qualche modo, dell’indistruttibilità delle cose. Il terzo motivo è legato specificamente a Matera: senza l’antica “civiltà della rupe” che sarebbe della città dei Sassi? E delle tante altre cittadine (pugliesi) che affacciano sui canyon, sulle gravine? Poco probabilmente.

E per tornare al turismo, c’è poco da scherzare. È un punto forte del nuovo sviluppo del territorio. “Nuovo”, cioè radicalmente diverso dal turismo “neoliberista” che ci sta soffocando da ormai troppi anni e rischia di soffocare anche la città dei Sassi. Ne riparleremo
Ma ecco qui sotto il pezzo sul rupestre.
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Matera 2019: 8 marzo, le occasioni perdute delle donne in Basilicata. Ma l’Europa non nascerà senza l’autonomia femminile

di Michele Fumagallo

Sono passati nove anni (17 marzo 2010) dalla scoperta del corpo di Elisa Claps nel soffitto della Chiesa della Santissima Trinità a Potenza. Un corpo ridotto naturalmente a poco più che “polvere” nei circa diciassette anni di “abbandono” in un angolo di un sottotetto pieno di calcinacci. Una scoperta angosciosa per svariati motivi: l’atrocità del delitto di una ragazza di 16 anni (violentata e uccisa da un giovane di qualche anno più grande di lei) avvenuto sopra una chiesa frequentata da molta gente in una città che è, nel suo centro storico, poco più di un paese; la “banalità” della scoperta del male dove meno te lo aspetti; il dibattito seguente che, se ha commosso moltissima gente e mobilitato molti per reclamare giustizia, ha anche allontanato tanti (e tante) dall’affrontare in modo adeguato (e politico) il nodo dei rapporti uomo-donna che un simile delitto portava con sé.

Sono passati sei mesi (15 settembre 2018) dal delitto di Angela Ferrara, 31 anni, avvenuto a Cersosimo, piccolo paese del Pollino. Uccisa dal marito che si è poi suicidato, Angela era una poetessa e scrittrice di storie per bambini. Amava dire: “Gli occhi dei bimbi / ciò di più bello al mondo”. Aveva al suo attivo alcune pubblicazioni ed era molto impegnata nel sociale.
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Matera 2019: una lezione sulle “fabbriche” della cultura che viene da quattro paesi lucani

di Michele Fumagallo

Prima di offrire ai lettori, in questa puntata, un mio pezzo pubblicato due anni fa su Alias, inserto culturale de “Il manifesto”, voglio aggiungere alcune brevi considerazioni. Il pezzo riguarda l’esperienza di ACAMM – acronimo che sta per i paesi lucani di Aliano, Castronuovo Sant’Andrea, Moliterno, Montemurro – che ha rilanciato alcune strutture culturali in decadenza e ne ha create di nuove. Un’esperienza di successo, merito tra gli altri di un critico d’arte rigoroso come Giuseppe Appella, che ha seminato grumi di speranza in paesi difficili tanto che anche altri Comuni (Grassano, Teana, Grumento Nova, Missanello, Sant’Arcangelo) hanno chiesto di parteciparvi.

I consumi fine a se stessi in ambito culturale (intendo quelli finanziati da denaro pubblico, perché il denaro privato può fare ciò che vuole) sono diventati da almeno venti anni ripetitivi, quindi dannosi, e anzi distruttivi del progresso autentico che sta oggi, in ambito culturale e spettacolare, nel finanziamento dei consumi emanazioni delle “fabbriche della cultura”. Mi spiego: si finanziano le biblioteche e queste mettono in atto il festival di poesia, non il contrario. Chi vuole organizzarsi il suo festival al di fuori della “fabbrica” lo faccia ma con il finanziamento giusto, cioè quello privato.


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Matera 2019: la “riscoperta” dei sassi è merito di una tenace “minoranza”

di Michele Fumagallo

No, non è buona la melassa “ottimistica” che si respira su Matera, con la complicità del conformismo dei media, e che viene però anche inoculata da classi dirigenti locali che dimenticano la storia. Che dimenticano, ad esempio, che i quartieri antichi dei Sassi sono stati abbandonati e letteralmente lasciati nell’incuria e nel degrado per alcuni decenni. La difesa dei Sassi dall’abbandono totale, fin dall’inizio della storia dell’evacuazione, è stata patrimonio di una minoranza di architetti e urbanisti, cittadini “resistenti” e preveggenti, qualche circolo culturale.

La grande maggioranza delle forze politiche ha sposato l’abbandono totale dei Sassi e l’ha mantenuto per molti anni. La “minoranza” invece voleva -, prima e dopo le affermazioni di Togliatti che auspicava la fine di quella “vergogna nazionale” e le decisioni di De Gasperi che approntò la legge speciale sullo sfollamento dei Sassi -, il risanamento degli antichi quartieri con l’evacuazione di una parte notevole degli abitanti ma non tutti.

Complice il progresso vorticoso del dopoguerra con gli appetiti di nuova edilizia e nuove costruzioni che allora imperversavano ovunque, la spinta della maggioranza delle forze politiche fu decisiva e inarrestabile e i Sassi non furono “curati” ma “morirono”. Si spense letteralmente anche la luce e i quartieri antichi dove un tempo abitavano fino a sedicimila persone, a due passi dal centro cittadino “borghese”, restarono lì al buio a memoria della mancanza di coraggio degli uomini (anche quelli migliori della Prima Repubblica) e della distruzione conformistica del passato. Grazie a dio non furono abbattuti.
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Matera 2019: primo, liquidare le “sottoculture” sudiste qui e in tutto il sud

di Michele Fumagallo

Prima di addentrarci nel “caso Matera”, analizzando pezzo per pezzo le sue strutture culturali e l’impatto che quest’anno di “capitale europea della cultura” può avere anche sugli altri impianti del vivere civile (la cultura non è mai separata dal resto) e prima di vedere cosa fanno quelli che per me (questa rubrica è un piccolo diario di un comunista) sono i due soggetti forti del cambiamento egualitario, cioè il mondo del lavoro dipendente e sfruttato e il mondo femminile, proseguiamo il nostro cammino prendendola un po’ alla larga.

Nella precedente puntata abbiamo parlato dell’imprescindibile (nuova) autonomia municipale se si vuole costruire, a Matera e altrove, la “nuova” (e democratica) Europa. Oggi dedichiamo questo spazio al sudismo (con annesso neo borbonismo), la micidiale sottocultura che ha imperversato al Sud negli ultimi decenni e che è la causa culturale “locale” dell’emarginazione meridionale.

Noi non dovremmo più discutere, se non in sede storica, dell’Unità d’Italia. Ma, complice la Lega Nord di tempo fa, oggi tramutata in Lega nazionale ancor più insidiosa perché cerca di far passare dalla finestra ciò che non le è riuscito a far passare dalla porta (una secessione di fatto), la problematica del Meridione è precipitata in un cul di sacco. La risposta alle scelte politiche ed economiche dei governi nazionali, sovente indirizzati da interessi della parte più sviluppata del paese, è stata una riscoperta dei peggiori istinti conservatori delle popolazioni meridionali.
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