Le troppe illusioni del neoliberismo

Luciano Gallino

di Filippomaria Pontani

Nel leggere il recente rapporto dell’Università di Amsterdam sulla crescita elettorale di forze definite come “populiste” e “anti-sistema” in Europa, può venire in mente il cupo pannello dedicato ai flussi elettorali degli anni 1920-30 nel Museo della Villa della Conferenza di Wannsee fuori Berlino (dove il Nazismo varò nel 1942 la soluzione finale, ora centro di documentazione sui totalitarismi).

Ma chi abbia memoria più fresca, potrà ricordare le pagine finali di un libro di Luciano Gallino (Finanzcapitalismo, Einaudi 2011), nel quale il sociologo torinese constatava come le politiche di austerità, combinate con la mancanza di regolazione dell’economia a dominante finanziaria, con l’abbattimento diffuso del welfare, con la debolezza (corrività) delle istituzioni, stessero portando a un’affermazione crescente di formazioni di destra e di tendenze più o meno autoritarie.

Sull’attualità del pensiero di Gallino, scomparso nel 2015, e i suoi potenziali sviluppi torna ora il volume Le grandi questioni sociali del nostro tempo curato da Pietro Basso e Giuliana Chiaretti (scaricabile dal sito delle Edizioni Ca’ Foscari), volto a demistificare alcuni mantra del pensiero unico. Ne citeremo qui tre.
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Luciano Gallino, l’Olivetti e il pensiero di comunità

Luciano Gallino
Luciano Gallino
di Francesco Sutti

Con Luciano Gallino se n’è andata una parte importante della storia, del pensiero e del vissuto di molti di noi; non si tratta ora di unirsi alle commemorazioni e ai tanti enfatici coccodrilli; si deve invece far riemergere quell’insieme di pensieri, esperienze che hanno unito a lui persone che ora possono impegnarsi a farli vivere in avanti

Entrai in Olivetti nel 1971, proprio quando Gallino usciva dal suo ruolo di ‘Direttore del Servizio Ricerche sociologiche e Studi sull’organizzazione’ per andare a dedicarsi interamente all’incarico nell’Università di Torino; da quella cattedra ha continuato a produrre, da studioso attento e rigoroso, presenza e cultura. Abbiamo dunque condiviso la Olivetti e il pensiero di Comunità, Economia e Urbanistica e ne abbiamo fatto una griglia culturale attraverso cui leggere la realtà economica, il paesaggio, la politica, lo spazio e la sua forma; e, soprattutto, il lavoro.

Gallino, insieme con altri, è stato il vero ideologo di come si tratta il lavoro, elemento nobile e fondante dell’essere persone in una società; ne abbiamo diffuso in azienda e fuori di essa il pensiero, dominato da una curiosità permanente e acuta, dal conoscere, dallo scoprire nuove forme, fisiche e sociali, di collegamento tra fabbrica, territorio e cultura. Abbiamo dunque definito dignità e nobiltà del rapporto tra comunità di lavoro e città.
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Ancora su Luciano Gallino: il suo pensiero sull’unificazione del mondo del lavoro

È di pochi giorni fa la notizia della scomparsa di Luciano Gallino. Sul sito dell’Ars (Associazione per il rinnovamento della sinistra), che esprime profondo cordoglio, viene rilanciata l’intervista in due parti a proposito dell’unificazione del mondo del lavoro. Nonostante l’intervista sia del 2013, è da riascoltare ancora oggi per quanto attuale.

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