“Lodo Moro”: per comprenderlo bisogna conoscere chi era Stefano Giovannone, il “Lawrence d’Arabia italiano”

Attentato Romadi Tommaso Fabbri

Secondo un’ipotesi descrittiva del “lodo Moro” fornita da Francesco Cossiga e pubblicata da Valerio Fioravanti, “l’Italia avrebbe lasciato libertà di passaggio ai palestinesi; in cambio, i palestinesi s’impegnavano a non fare altri attentati in Italia, a non dirottare aerei italiani, a non colpire cittadini italiani all’estero. Inoltre, l’Italia s’impegnava ad impedire che i servizi segreti israeliani continuassero a compiere “omicidi mirati” di palestinesi sul suolo italiano”.
(Tratto da http://www.lesenfantsterribles.org/sette-gennaio/nar-in-principio-era-lazione ).

Questa ipotesi è riduttiva ma contiene un punto, l’ultimo, che merita di essere chiarito. Dire che l’Italia s’impegnava ad impedire nel proprio territorio l’esistenza stessa di attività sanguinarie israeliane contro i palestinesi significa che il “lodo Moro” presupponeva il coinvolgimento non solo dell’Olp ma anche dello Stato israeliano. E, com’è ovvio che fosse, comportava qualcosa in cambio non solo ai palestinesi ma pure ad Israele da parte dell’Italia. Il “lodo Moro” era quindi un accordo molto complesso. Ideato da un vero e proprio stratega politico e negoziato da qualche “tecnico”. Non a caso il sibillino ma intelligente ex diplomatico Sergio Romano così ne parla:

“Vi fu probabilmente un accordo, ma negoziato da qualche «tecnico» e composto da silenzi e ammiccamenti più che da clausole precisamente definite. Non è la prima volta comunque che un Paese, per evitare di essere coinvolto in un conflitto o di subirne le conseguenze, fa qualche concessione a uno dei contendenti, se non addirittura, a tutti e due” (“Craxi, Libia e «lodo Moro». Le ragioni dell’Italia”, Corriere della Sera, 15 novembre 2008).

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“Lodo Moro”: prevenire e vietare in Italia il manifestarsi del sanguinoso conflitto israelo-palestinese

Strage alla stazione di Bolognadi Tommaso Fabbri

Una leggenda metropolitana degna di personaggi neocon statunitensi come Michael Ledeen (il supervisore, fra l’altro, del famoso depistaggio del gennaio 1981 sulla strage di Bologna), a volte ripresa anche da qualche giornalista proveniente dalla sinistra degli anni ’70, racconta che, in grande segreto e per molti anni, l’Italia avrebbe permesso ai palestinesi di trasportare liberamente armi nel territorio italiano in cambio della cessazione degli attentati sanguinari all’interno dei propri confini:

Dal punto di vista dell’effettiva segretezza, il lodo Moro rappresenta un caso per alcuni aspetti unico e paradossale. Tutti sanno della sua esistenza almeno a partire dal 1978 ma tutti fingono di ignorarla per i successivi quarant’anni. Le allusioni all’esistenza di un qualche patto segreto tra Italia e Olp si moltiplicano nel corso dei decenni. Tuttavia l’esistenza del lodo resta formalmente segreta fino al 2008, quando l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga ne parla per la prima volta ufficialmente.
(pagina 122, “Trame. Segreti di Stato e diplomazia occulta della nostra storia repubblicana” di Andrea Colombo, Cairo Publishing, 2012).

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