Elezioni del bolognese: metti una sera (civica) a Castenaso

di Sergio Caserta La campagna elettorale molto politica e poco europea impazza in tutta Italia, tra un assalto alla famiglia rom di Casalbruciato e indagini a tutto campo su abusi, corruzione, collusioni mafiose. Insomma il Belpaese, appare sempre più brutto a guardarlo dai canali televisivi. Fortunatamente non è proprio tutto così e se ci soffermiamo […]

Bologna, lista civica: un altrove esiste e passa dai territori

Bologna
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di Mauro Zani

Dopo il voto regionale in Emilia Romagna mi son consolidato ancor più nella idea che non c’è altra strada, nelle prossime amministrative a Bologna, che quella di una lista civica. Non una delle tante. La denuncia e la protesta insieme alla sfiducia e alla rassegnazione sono già ampiamente evidenziate nell’altissima astensione dal voto.

Non si tratta di semplicemente di lucrare qualche voto o posto in consiglio comunale raccogliendo genericamente il disagio sotteso a questa diffusa protesta. Tanto per far un dispetto ai ragazzi dello zoo di via Rivani. Che, i dispetti se li fanno già per conto loro.

Al di là e ben prima delle ragioni contingenti che hanno contribuito all’astensionismo, anche di ampi settori dell’elettorato del PD (in primo luogo l’affaire di rimborsopoli) conviene prendere in considerazione un ambito storico, politico più ampio.

Il tempo in cui viviamo. Il tempo del precariato diffuso a tutta la società. Senza eccezioni. Il tempo in cui del doman non c’è certezza. Nel presente si sbarca un faticoso lunario. L’un contro l’altro armati. Condizione resa necessaria dall’assenza di qualsiasi patto sociale.

Tipica la messa in discussione radicale dei diritti acquisiti spacciata come opera riparatrice di giustizia sociale. Non diamo diritti a chi non li ha. Togliamoli a coloro che li hanno ottenuti. Così tutti saranno ugualmente nella merda. Giusto. No?
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Mi domando: una lista civica per Bologna è possibile?

Bologna
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di Mauro Zani

Mi domando. Se sia possibile mettere in piedi e in campo in tempi brevi una lista CIVICA per governare Bologna.

Mi domando. Se sia possibile fare quello che non si è mai davvero fatto: una lista di CITTADINI che s’impegnano in prima persona per una rinascita di Bologna.

Mi domando. A tal fine, se sia possibile recuperare lo spirito UNITARIO che contraddistinse l’esperienza dell’Altra Europa per Tsipras. Per andare oltre. Molto oltre.

Mi domando. Se sia possibile mettere da parte pur legittime ambizioni e protagonismi personali e di partito per trovare subito un candidato che rappresenti l’insieme delle esperienze compiute a Bologna. Dal movimento per l’acqua pubblica, a quello per la scuola pubblica, alle diverse associazioni impegnate nella solidarietà attiva nei confronti della parte più esposta della popolazione.

Mi domando. Se una proposta di questo tipo possa far tornare in campo anche competenze, idee, persone in carne ed ossa col loro carico di esperienze e delusioni presenti in gran numero nei mondi ancora vitali della società bolognese. Da quello del lavoro, in tutte le sue forme, a quello amplissimo e diversificato della cultura. Ma anche quel mondo dell’impresa che non s’identifica semplicemente con i padroni.
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Val Samoggia, fioriscono le liste civiche

Civicamente Samoggia
Civicamente Samoggia
di Sergio Caserta

Nel cuore di Bazzano, sulla pedecollina bolognese, nella sede di quel che fu il primo partito operaio italiano, tra foto di Marx, Bakunin, Pertini e Berlinguer, si riuniscono i cittadini che hanno dato vita a “civicamente Samoggia” associazione che raggruppa cinque liste civiche dei comuni di Bazzano, Crespellano, Castello di Serravalle e Monteveglio.

L’esperienza delle liste civiche nella Valle del Samoggia, territorio in cui Bologna e Modena s’incontrano e più che altrove, intrecciandosi in un unicum ambientale e storico e sociale, non è di oggi; nel corso degli ultimi dieci anni, per strade diverse, in questi comuni ad alto tasso di “civismo politico”, dove la tradizione partecipativa è stata molto forte fin dai tempi più antichi, la crisi della politica ufficiale dei grandi e piccoli partiti, ha determinato una reazione più attiva dei cittadini e un protagonismo dal basso.

Sono nate così le liste Civicamente Bazzano, Civicamente Crespellano, Gente di Castello, Monteveglio Bene Comune e Civicamente Monteveglio. Queste liste hanno partecipato alle elezioni comunali raggiungendo percentuali medie del 20% con punte del 25%, sono composte da persone provenienti da esperienze politiche diverse, accomunate dal desiderio di difendere il buon governo, i beni comuni, l’acqua e la scuola pubblica, il territorio dalla pervasiva espansione edilizia, che sta mettendo a rischio un habitat socio-economico, ai più alti gradi di qualità. Leda Diano, Simone Rimondi, Pina Alaimo ed Enrico Suffritti, raccontano la genesi di queste liste originate da battaglie su temi molto concreti, ma scaturite soprattutto dalla crisi dei partiti, dal chiudersi degli spazi di partecipazione, da forme di gestione del potere sempre più distaccate dal senso comune.
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