Verso il 25 Aprile. Riflessioni urgenti sulla necessità di rompere il vetro e tornare in strada

di Wu Ming Questo articolo, pubblicato su Giap il 21 Aprile 2020, propoone dei contenuti rispetto ai quali è quantomeno urgente riflettere, soprattutto oggi, nel giorno della Resistenza e della Liberazione [Ndr]. Oggi, 21 Aprile, celebreremo a modo nostro l’anniversario della Liberazione di Bologna. Non in “telepresenza”, ma nello spazio fisico. Niente “convocazioni”, ci muoveremo […]

Trame che narrano la Resistenza

di Francesco De Nicola   Sono passati settantacinque anni dal 25 aprile 1945: in Italia la seconda guerra mondiale era finalmente finita. Da allora tutto è cambiato e proprio adesso stiamo vivendo un’altra terribile guerra, questa volta contro un nemico senza divisa e invisibile, e quando sarà finita si moltiplicheranno le testimonianze e le rappresentazioni […]

Il manifesto in rete. Comunicato per il 25 aprile

Nelle Resistenza donne e uomini di diversa estrazione sociale e culturale, si sono uniti per abbattere la dittatura fascionazista. In decine di migliaia hanno dato la vita perché si ponesse fine ad ogni prevaricazione ed altri potessero vivere con dignità in pace e libertà, senza distinzioni di genere, etnia o credo religioso. Per i Comunisti […]

Carlo Smuraglia: la nuova Resistenza

di Pietro Raitano “Non sono portato per il racconto autobiografico”, spiega ad Altreconomia il professor Carlo Smuraglia nel suo studio a Milano. “Per me, parlare della Resistenza non è parlare della mia Resistenza. A me della Resistenza interessano, soprattutto, il contenuto, il significato, il processo formativo che è valso per me come per tanti” (non […]

La biografia partigiana di Otello “Battagliero” Palmieri

di Simeone Del Prete Non è la vita di uno degli uomini ex, come li ha definiti Giuseppe Fiori nell’omonimo romanzo ispirato alle gesta di alcuni esuli politici italiani nella Cecoslovacchia dell’immediato dopoguerra. La vita del partigiano bolognese espatriato «Battagliero», al secolo Otello Palmieri, ricostruita da Alfredo Mignini ed Enrico Pontieri nel libro-intervista Qualcosa di […]

Nessuno riuscirà a cancellare il 25 aprile

della Presidenza e della Segreteria nazionali dell’Anpi Il 25 aprile è Festa nazionale. La Festa della Liberazione dell’Italia dal giogo nazi-fascista. Essa vedrà migliaia e migliaia di persone nelle piazze e nelle vie di tantissime città e paesi. Nessuno riuscirà a cancellarla. Ci riferiamo, in particolare, a chi cerca di negarla, paragonandola ad uno scontro […]

Il caso Riace: un appello internazionale per la libertà immediata di Mimmo Lucano

di Angelo d’Orsi

Il caso Lucano come specchio di un’Italia spaccata, anzi frantumata. Se l’arresto del sindaco di Riace suscita indignazione tra le persone oneste, gli italiani perbene, a prescindere dalla loro appartenenza politica, nel contempo eccita l’iroso gaudio di quella parte d’Italia (forse maggioritaria) che si è lasciata persuadere che i migranti costituiscano il problema del nostro presente (e del nostro futuro). V’è pure, minoritario, un “terzo partito”, a cui ha dato voce Marco Travaglio, sul “Fatto Quotidiano”, con un articolo stizzosamente in punta di diritto, che però manca la questione principale, o piuttosto finge di non capirla: la questione è che oggi, lo schieramento pro o contra Mimmo Lucano è non soltanto inevitabile, ma necessario.

La questione principale è che, da prima dell’insediamento di questo governo per il quale i flussi migratori sembrano rappresentare l’unica (in realtà fittizia) preoccupazione, grazie a una serie di atti di legge a dir poco discutibili (Turco/Napolitano, Bossi/Fini…), e all’ascesa al ministero di polizia di Marco Minniti, Lucano è entrato nell’obiettivo di quella parte d’Italia che, subornata da una martellante campagna mediatica e politica, ha accettato l’equazione migrante=pericolo.

Ci rubano il lavoro, sono troppi, delinquono, offendono il decoro delle nostre città… Tre giorni fa il renzianissimo sindaco di Firenze, Nardella, ha twittato complimentandosi con gli agenti di polizia che avevano bloccato e segnalato per il rimpatrio due ragazze che esercitavano lo scandaloso mestiere di mimi da strada, “molestando” perciò stesso, i turisti che hanno ben altro per la mente: le borse di Ferragamo, ad esempio, a cui Firenze ha dedicato un lussuoso museo nel cuore della città.
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Libere: il film che parla della Resistenza vista dagli occhi delle donne

di Carmen Palma per MiFaccioDiCultura

Il 20 aprile è uscito nelle sale di tutta Italia Libere, il nuovo docufilm scritto e diretto dalla regista Rossella Schillaci. Distribuito da Lab 80 film in occasione della festa della Liberazione, Libere è un racconto sull’emancipazione femminile durante la Resistenza, un ritratto di un’epoca apparentemente lontana che ha ancora molto da insegnarci.

Il documentario raccoglie storie di ogni genere: i momenti di battaglia, il rapporto delle donne partigiane con la società, frammenti di vita quotidiana.

LIBERE un film di Rossella Schillaci from Lab 80 film on Vimeo.

Questo film ha una particolarità: non vedrete volti narrare le vicende che segnarono l’Italia durante il conflitto, non vedrete sguardi segnati da rughe profonde perdersi in ricordi di un tempo lontanissimo. Libere è fatto di tante voci fuori campo, voci flebili e sottili ma cariche di intensità. Niente volti, niente nomi. Solo limpide voci di donne che accompagnano immagini e video d’epoca. Due mani frugano tra le fonti conservate presso l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, recuperando metri e metri di pellicole, vecchi articoli di giornale, fotografie, cinegiornali, documenti personali. Sono le mani della storia, che dispiegano frammenti di vita sotto ai nostri occhi come tanti piccoli quadri.
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La Liberazione vista da una ragazza di 14 anni

di Aurora Sapigni

Ormai dobbiamo essere rimasti in pochi che in quel lontano 21 aprile 1945 erano in Piazza Maggiore a Bologna per festeggiare la Liberazione. Io c’ero, avevo 14 anni. Sono una signora di 85 anni: potrei fare l’uncinetto, guardare la televisione, invece no, la mia testa gira alla rovescia e mi riporta a giorni tanto lontani nel tempo, al 21 aprile di 71 anni fa, giorno della Liberazione di Bologna.

Il fronte da 7 mesi era fermo sugli Appenini, a Bologna si sopravviveva a stento tra bombardamenti e rastrellamenti. Chi aveva denari da spendere per mangiare ricorreva al mercato nero, tanti erano andati a vivere nei rifugi ed erano organizzatissimi. Ricordo che al rifugio del Meloncello un calzolaio aveva impiantato il suo banco di lavoro per riparare le scarpe.

Chi era sfollato e aveva salvato la casa a Bologna tornava in città, magari in coabitazione, bisognava arrangiarsi. Nemmeno in campagna si viveva bene, tanti contadini furono costretti a venire in città con le loro mucche, anche nel nostro cortilino nel Pratello avevamo due mucche ospiti, devo dire che mi sono sfamata grazie al loro latte. Mia madre se riusciva a rimediare un po’ di riso lo cuoceva nel latte che aveva una bella panna ed era buono.
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