Foto di Monica Arellano

Movimenti e associazioni per il reddito minimo garantito. Parte la campagna per una legge di iniziativa popolare

di Maria Chiara Patuelli, coordinatrice Forum Welfare Sel Bologna

L’Italia e la Grecia sono gli unici paesi europei ad essere totalmente privi di una misura di integrazione al reddito per le persone in situazione di povertà. Questa assenza, segno di un sistema di welfare che non ha il riequilibrio delle disuguaglianze economiche tra le sue priorità, è particolarmente grave in una situazione di crescente impoverimento.

Nel 2011 l’11% della popolazione italiana (oltre 8 milioni di persone), era sotto la soglia di povertà relativa, con una soglia fissata a 1.011,03 euro di spesa disponibile mensilmente per una famiglia di due componenti (dati Istat). I bambini sono tra i più poveri in Italia: il 27,8% delle famiglie con 3 figli minori è in situazione di povertà. La media è più alta anche tra gli anziani, tra chi ha titoli di studio bassi e tra gli operai.

Il sistema di welfare italiano è noto per essere tra i meno efficaci a livello europeo per il contrasto alle disuguaglianze: la spesa sociale pro-capite è nella media, ma incide molto meno sulla riduzione della povertà. La causa principale di questa asimmetria è la sproporzione nella spesa per il welfare del nostro paese, che è molto sbilanciata a favore della spesa per le pensioni (che riproducono le disuguaglianze nel reddito della vita lavorativa).
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