Quando la scuola pubblica apre i cancelli ai finanziamenti privati

La buona scuola che non vogliamo
La buona scuola che non vogliamo
di Andrea Avantaggiato,
docente

Chiariamoci le idee: l’ingresso dei privati nella scuola pubblica sta già avvenendo e aumenterà esponenzialmente con le tante implicazioni che avrà la legge 107 approvata dal Pd di Renzi a luglio.

A Bologna, ad esempio, Unindustria sta proponendo per il secondo anno l’adesione ad un progetto da loro interamente finanziato destinato a classi (non a istituto) di scuole medie da loro scelte, in tutta la provincia. Il progetto prevede il potenziamento della lingua inglese (+ 2 ore con insegnante madrelingua), l’assistenza durante la mensa (+ 5 ore), attività laboratoriali (+ 2 ore) e assistenza ai compiti nel pomeriggio (+ 4 ore), per un totale di 13 ore in più rispetto al normale tempo scuola settimanale.

Unindustria offre anche tablet per tutti gli alunni della classe, una lavagna interattiva multimediale, nuovi arredi, banchi polifunzionali e persino l’assistenza postdatata nel primo biennio delle superiori per la lingua inglese a tutti coloro che frequenteranno il corso destinatario del progetto. Le scuole devono proporsi in questi giorni, poi sarà Unidustria-Bologna a decretare le classi e i territori che “vinceranno” il pacchetto di potenziamento.

Cosa chiedono in cambio? La possibilità di fare le loro lezioni laboratoriali al mattino con lo scivolamento di alcune ore curriculari al pomeriggio, la disponibilità degli stessi insegnanti della scuola ad effettuare l’assistenza ai compiti al pomeriggio, l’ingresso a pieno titolo nella progettazione didattica del consiglio di classe, la mensa obbligatoria per la classe coinvolta.
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Scuola: ed ora quale applicazione della legge?

La buona scuola che non vogliamo
La buona scuola che non vogliamo
di Silvia R. Lolli

Il mese di ottobre 2015 sarà veramente impegnativo per i docenti interessati e chiamati a contribuire alla stesura dei piani di offerta formativa (POF) per l’anno scolastico in corso mentre per il piano triennale (PTOF) il quale il Miur ha appena disposto una proroga al 15 gennaio 2016. Non dimenticando che l’anno scolastico è iniziato e i ritmi delle lezioni e dell’apprendimento degli allievi non potranno essere troppo sconvolti – gli obiettivi curricolari si dovranno pur mantenere – la legge prevede che le IS scrivano i piani per accedere, nell’anno in corso all’organico di potenziamento e nei prossimi tre anni all’organico dell’autonomia, definiti a livello territoriale.

Così le varie componenti scolastiche sono chiamate a svolgere un surplus di lavoro, senza avere troppi emolumenti in cambio, per definire in questi primi giorni di scuola la programmazione. Può capitare però che in alcune situazione, probabilmente anche per abbreviare i tempi di stesura dei documenti, saranno pochi i docenti coinvolti nella scelta delle aree da indicare come prioritarie. Ci sarà la consultazione da parte del collegio dei docenti, ma il coinvolgimento democratico su queste decisioni potrebbe non esserci sempre.

Le scuole si cimentano dunque sull'”AGODGPER” emanato dalla Direzione generale per il personale scolastico il 21 settembre che ha per oggetto:
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