Anna Frank, l’oblio dalla parte del vincente

di Enzo Collotti

La vicenda che in questi giorni chiama in causa Anna Frank ha più risvolti. Da una parte mira a banalizzare e a infrangere un simbolo, quello che al di là di ogni lettura critica, è diventato l’emblema della Shoah; dall’altra, impone una riflessione approfondita sulle radici di una incultura che consente di sfidare impunemente la sacralità di una memoria che sintetizza un mondo di valori che pensavamo fosse ormai diventato patrimonio dell’intera società.

E invece non è così. A ottant’anni dalle leggi razziali del 1938 dobbiamo constatare non solo che così non è, ma che nella guerra della memoria l’oblio tende a collocarsi dalla parte vincente.

Brandire nello scontro tra tifoserie l’immagine di Anna Frank non è soltanto un oltraggio che immiserisce in molti significati che sono racchiusi in ciò di cui essa è simbolo, è la rivelazione della distanza che separa fasce più o meno larghe della popolazione dal senso del pudore che attutisce l’abisso dell’ignoranza e stravolge il senso del sacrificio di cui Anna è stata vittima.
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Biogas a Galliera: il Tar del Lazio respinge la sospensione d’urgenza

Centrale a biomassedi Massimo Corsini

Non è ancora giunta al termine l’epopea del biogas a Galliera. I giochi sembravano fatti dopo il parere negativo del Consiglio di Stato sulle istanze dei comitati contro la centrale che ritenevano non ci fossero le condizioni per autorizzarla, ma adesso segnano un punto a favore degli “indignados” del biogas. Il Tar del Lazio avrebbe respinto la richiesta di sospensione d’urgenza delle prescrizioni richiesta dalla Bg Monghidoro (alias Bg Galliera) relative ad alcune opere di carattere urbanistico. Per essere chiari: non ne ha respinto il ricorso in sé, bensì la sospensione d’urgenza.

Facciamo un passo indietro. Una volta che il Consiglio di Stato ha rimesso nelle mani dell’amministrazione comunale e provinciale i destini della centrale, giocando così a favore della parte proponente e, qualcuno sostiene, levando così dall’imbarazzo l’amministrazione di Galliera, incapace di prendere una posizione, veniva stabilito che la centrale si sarebbe fatta a patto che venissero effettuati alcuni interventi (l’allargamento via Coronella,la costruzione della pista ciclabile a San Vincenzo dalla Chiesa sino all’incrocio con via Sant’Alberto principalmente).
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Scandalo Lazio

La politica e lo scandalo Lazio: fallimento morale e antropologico

di Alberto Burgio

La governatrice del Lazio ha rassegnato le dimissioni. Tanto doverose quanto insufficienti per sanare una democrazia ferita. Al punto che l’idea stessa di rappresentanza suona ironica. Oggi la casta è sinonimo di separatezza, oltre che di corruzione. Nei suoi comportamenti si manifesta la malattia terminale di un sistema politico in sfacelo. Fallimentare sul piano dei risultati materiali e impresentabile sul terreno morale e «antropologico».

È un fenomeno talmente grave, che il discorso morale non basta più. Talmente organico che ricondurlo al solo profilo (im)morale dei protagonisti sarebbe riduttivo. Assodata l’esigenza di punire il malaffare, restano aperte altre questioni. Se l’impressione che in Italia la corruzione politico-amministrativa abbia passato il segno ha fondamento, occorre riflettere su due fattori: la qualità della «classe politica» e le occasioni che le vengono offerte di abbandonarsi a comportamenti indecenti. Si tratta di aspetti connessi perché nessuna tentazione potrebbe fare breccia in un incorruttibile e perché gran parte di quelle tentazioni sono generate in piena autonomia da quanti ad esse cedono. Come dire che qui Sant’Antonio è il diavolo stesso.
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