Keynes, il costo morale del rischio

di Massimo De Carolis All’indomani di una crisi economica globale, tuttora lontana dall’aver esaurito la sua spinta destabilizzante, non può sorprendere che un’opera come la Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta torni oggi alla ribalta, accendendo di nuovo l’interesse non solo degli economisti di professione, ma di chiunque si sforzi di capire cosa stia […]

Il voto per la Sinistra Europea: un invito e un chiarimento

Riceviamo la segnalazione di questo appello pubblicato da Inchiesta Online il 16 maggio 2019 e riproponiamo. di Enrico Pugliese Il panorama politico europeo è quanto mai confuso con una frammentazione che attraversa gruppi e coalizioni. Anche l’Italia dà il suo contributo in questo senso con un partito che non si dichiara né di destra né […]

Caro diario, cercavo lavoro ma è finito

di Francesca Fornario 1991. Caro Diario, comincio il liceo. Papà e mamma non hanno completato gli studi perché sono andati in fabbrica. Dicono che io, invece, posso ambire a un impiego pubblico che è il più sicuro: “Ci sono tante aziende pubbliche: Iri, Eni, Enel, Italsider…”. 1992. Caro Diario, sono stata promossa. Papà e mamma […]

Primo Maggio: tra attacco neoliberista a lavoro e Costituzione e necessità di ricostruire

di Alfiero Grandi Il 1° maggio negli anni è diventato per troppi un giorno di festa tra gli altri, dimenticando che è giorno di riscatto e di ricordo delle lotte per e nel lavoro. Così, il lavoro, i suoi drammatici problemi, la memoria delle faticose conquiste nel corso dei decenni, la scarsità di lavoro disponibile […]

L’attualità di Philip K. Dick per capire le tendenze del capitale

di Vittorio Capecchi L’attualità di Philip K. Dick è confermata dai libri scritti sulla sua opera (consiglio tra i più recenti Philip K. Dick and Philosophy a cura di D. E. Wittkower, 2011) e dalle profonde suggestioni che ancora emergono dalle sue opere. Per capire il mondo in cui viviamo è utile la rilettura del […]

Landini: “Un altro genere di sindacato oggi è possibile”

di Rossana Rossanda Maurizio Landini è stato eletto da poco segretario della Cgil ed è assediato da mille impegni. Tanto più gli sono grata di avermi concesso un’intervista. Ragione di più anche per non prenderla alla lontana sul tema che mi preme. Puoi dirmi perché avete rifiutato di partecipare allo sciopero generale dell’8 marzo? Non […]

Ravenna, Logistica Ferrari: restituita dignità ai lavoratori

di Ravenna in Comune La lotta per riottenere quanto non doveva mai essere tolto nella vicenda dei lavoratori dei subappalti “Marcegaglia” (provenienti dalla Logistica Ferrari) ha dato ragione ai lavoratori. Una brutta vicenda iniziata nell’agosto 2017 in cui anche parte del mondo cooperativo e sindacale ha avuto un ruolo non positivo ha trovato una conclusione […]

Usiamo il reddito di cittadinanza per ridurre orario e disoccupazione

di Piergiovanni Alleva

Il reddito di cittadinanza costituirà un’importante misura sociale “anti-povertà”, ma anche un impegno finanziario molto pesante per il bilancio statale, e da più parti è quindi giunta la domanda se non sarebbe meglio cercare di eliminare la povertà abolendo anzitutto la disoccupazione, che affligge oltre 3 milioni di cittadini, di cui moltissimi giovani.

Erogare al giovane disoccupato e povero – si è detto – un reddito di cittadinanza è, in sé, giusto ed umano, ma sarebbe infinitamente meglio procurargli un lavoro, così da consentirgli di vivere davvero, e non solo di sopravvivere. La legge, per il vero, prevede che i Centri per l’Impiego agiscano in tal senso, e addirittura che l’importo del reddito di cittadinanza vada al datore di lavoro che eventualmente assuma quel giovane, ma non c’è assolutamente alcuna certezza che giungano davvero offerte di lavoro, ed in numero sufficiente.

Eppure, a nostro giudizio, c’è una via per riassorbire ed abbattere la disoccupazione, in specie giovanile, in modo certo, sicuro e rapido, e, soprattutto, senza aumentare l’onere che le finanze pubbliche si sono accollate con il reddito di cittadinanza. La via – lo anticipiamo subito – è quella di utilizzare le risorse finanziarie che sarebbero assorbite dal reddito di cittadinanza per redistribuire il lavoro “che c’è”, riducendo, senza penalizzazione economica, gli orari di lavoro, ed allo scopo forniremo esempi numerici assumendo, in via convenzionale e dimostrativa, l’importo “standard” del reddito di cittadinanza che è di € 780,00 mensili.
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Navigator: i precari che si occuperanno del reddito di cittadinanza

di Annalisa Camilli

Il secondo figlio era nato da appena quindici giorni quando Valeria Morando, 36 anni, precaria dell’Agenzia nazionale politiche attive del lavoro (Anpal), ha ricevuto una telefonata dell’ufficio risorse umane che le comunicava che il suo contratto di lavoro non le sarebbe stato rinnovato alla scadenza. “Per via del decreto dignità il mio contratto a tempo determinato di 24 mesi non è stato rinnovato alla sua scadenza nel luglio del 2018”, spiega la donna che, dopo quattro anni di lavoro precario con diverse tipologie di contratto per la stessa azienda che dipende dal ministero del lavoro, è rimasta a casa in disoccupazione.

“Il paradosso”, spiega Morando, “è che saranno dei precari, addirittura dei lavoratori con un contratto a progetto, a doversi occupare di aiutare i disoccupati a beneficiare del reddito di cittadinanza, la nuova misura simbolo del governo a maggioranza cinquestelle”. Il ministro del lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio ha annunciato che tremila persone, i cosiddetti navigator, saranno assunte per sostenere il personale dell’Anpal nei centri dell’impiego dopo l’introduzione del reddito di cittadinanza. Ma anche i navigator saranno solo dei collaboratori e dovranno essere formati, in teoria, dagli stessi lavoratori dell’Anpal che in molti casi hanno dei contratti di collaborazione (cococo).
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