Il lato “maledetto” della Rete contro le donne

di Vincenzo Vita

Sulla scelta, condivisibile, della presidente della camera dei deputati Laura Boldrini di denunciare coloro che insultano on line si è già scritto molto. E qui non sono in gioco giudizi politici. Il manifesto ha affrontato il tema generale, con gli articoli di Bia Sarasini e di Guido Viale (18 e 22 agosto). Si pone a questo punto, però, il lato «maledetto» del problema, da tempo in incubazione, oggetto di infiniti dibattiti, e tuttavia poco affrontato in termini davvero operativi.

Vale a dire il nodo dei limiti della libertà nella e della Rete. Ovviamente, guai solo a pensare che Internet possa essere imbavagliato, magari con nobili intenzioni.

Hanno ragione coloro che sottolineano come la nuova «realtà allargata» valichi i vecchi confini analogici ed esprima zone di conflitto che qualche grida non rimuove. Come le solite proposte di istituire specifiche «autorità» o di estendere i compiti delle attuali istituzioni di garanzia. Ciò non toglie che l’incitamento all’odio («hate speech»), attraverso le diverse forme con cui si esprime, configuri una degenerazione inquietante, tale da chiudere anche simbolicamente l’era dell’innocenza del web.
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Antifascismo: Laura Boldrini e la goccia che fa traboccare il vaso

Fascismo - Foto di Ian M.
Fascismo - Foto di Ian M.
di Gianfranco Pagliarulo

Quando c’è un vaso, prima o poi c’è la goccia che lo fa traboccare. È forse il caso della vicenda della “festa nazionale” di CasaPound, con tutto ciò che ne è conseguito: Milano, Castano Primo, e così via. La goccia è essenzialmente questa: davanti a iniziative che, in modo diretto o indiretto, si richiamano all’ideologia, alla pratica o all’organizzazione tipica del partito fascista, come si comporta lo Stato italiano? In che modo incarna lo spirito costituzionale, che si manifesta in ogni parola della Carta, ispirata ad un arcobaleno di valori esattamente opposti a quelli del fascismo? Come mette in pratica il primo capoverso della XII Disposizione finale della Costituzione (“È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”)?

I fatti: informato delle due iniziative pressocchè contemporanee di Forza Nuova a Cantù e di CasaPound a Milano, il 2 settembre il Presidente nazionale dell’ANPI Carlo Smuraglia invia una lettera al Presidente della Repubblica, ai Presidenti delle Camere, al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Interni. Smuraglia richiede l’immediato intervento delle istituzioni, “perché il primo compito e primo dovere d’intervento spettano alle Istituzioni democratiche che devono sapere, e far sapere, che i diritti di libertà trovano un limite imprescindibile nella natura democratica e antifascista del nostro Stato”.
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Laura Boldrini: l’odio non serve, meglio concentrarsi su Costituzione e democrazia

Laura Boldrini - Foto di Giorgio Montersino
Laura Boldrini - Foto di Giorgio Montersino
di Nunzia Catena

Una persona rara: con testa, cuore e passione, così mi è apparsa nei giorni scorsi Laura Boldrini con il suo discorso alla stazione di Bologna per la strage del due agosto. E deve essere stato così anche per tutti i partecipanti alla manifestazione se è vero che hanno applaudito costantemente e lungamente. Ieri, il lutto che si ripete da trentatré anni, per la prima volta nella mia memoria, è stato un vero lutto, profondo nel suo significato di perdita di vite umane, profondo nel senso di ciò che viene dopo ogni tragedia.

Ci si aspettava da tempo, come per ogni lutto, prima di tutto, parole di rispetto della morte e della vita, che non sono mai arrivate fino a ieri. Per una strage come questa di Bologna, e per le altre che la Boldrini ha giustamente e con forza ricordato, si attendevano risposte a domande con frasi ed atti di serietà istituzionale. A cominciare da come continuare a cercare la verità e tenerla stretta nella memoria del nostro Paese, per i più giovani, ha detto Lei, per tutti quelli che non possono dimenticare, dico io.

Boldrini ha detto molte cose, ha parlato di mandanti delle stragi da trovare, ma anche di come non si può denigrare chi non riesce ad affidarsi e credere nelle istituzioni che non funzionano, che non ci rappresentano. Lei stessa si è detta in una qualche difficoltà nel suo ruolo di rappresentante istituzionale a cui però, evidentemente, non ha voluto sottrarre un confronto reale con un’intera città colpita. La sua personale vicinanza è diventata la personale vicinanza dello Stato, per una volta.
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