La parola contraria: Erri De Luca o dell’istigazione

di Luca Mozzachiodi

Perché recalcitrate a quella voglia
a cui non puote il fin mai esser mozzo,
e che più volte v’ha cresciuta doglia?
(Dante, Inferno IX)

Ricordo i giorni di fine estate in cui ci arrivò notizia della denuncia contro Erri De Luca depositata da LTF, la ditta che ha in carico la costruzione della linea di alta velocità Torino-Lione, l’ormai famigerata Tav; in quel momento ho pensato: stanno denunciando uno scrittore per quello che dice, sono forse decenni che non succede! Che sia un segno di salute del mondo culturale italiano? Possibile che qualche potere sia ancora in difficoltà di fronte alla parola di uno che scrive poesie e romanzi?

A dimostrazione del fatto che non sempre e non tutti i processi danno un’immediata notorietà devo dire che, almeno personalmente, non corsi in libreria a comprare i libri di De Luca e mi limitai a seguire le vicende giudiziarie, finché poco tempo fa, in concomitanza con la ripresa autunnale delle udienze e con la richiesta, da parte dell’accusa, di otto mesi di reclusione per istigazione al sabotaggio, ho ceduto al consiglio di un amico lasciandogli vincere la mia ritrosia nei confronti dei narratori italiani contemporanei e ho letto La parola contraria (Feltrinelli, 2015).
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