Per la morte di un maestro: omaggio a Predrag Matvejević

di Luca Mozzachiodi

Si è spento il 2 febbraio a Zagabria Predrag Matvejević, lo scrittore jugoslavo ed europeo, difficilmente avrebbe accettato di buon grado altre denominazioni, che ci aveva abituati a uno stile intellettuale inimitabile fatto di lucidità nell’analisi e passione nel ripensare costantemente i concetti di socialismo, identità, cultura, frontiera e nazione, libertà a contatto con la storia.

Tra i suoi libri il maggiore, certamente il più noto, è il breviario poetico Mediterraneo, edito in Italia da Garzanti che fa degnamente il paio con Danubio dell’amico Magris e che ha rappresentato il modello di una nuova conoscenza da contrapporre allo scientismo che ubriaca quelle che una volta si sarebbero dette le scienze dell’uomo.

In quelle pagine il ritratto di un’intera area della civiltà, antica quanto gli stessi concetti di città e di commercio, viene tratteggiato mescolando analisi sul campo, antropologia, archeologia, storia, sociologia ma anche filosofia, memoria personale e, appunto, poesia; l’esempio che ne abbiamo potuto cavare è la spinta a una storia letta come viva nel paesaggio in torno a noi, l’esortazione, così tanto politica al fondo, a pretendere, dalle istituzioni e dai governi non meno che da noi stessi, di vivere in un mondo a quattro dimensioni, non nell’eterno presente della fine della storia e delle ideologie.
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Ex Jugoslavia: la memoria collettiva negata

reportage di Samuel Bregolin

I Balcani producono più storia di quanta ne possono digerire, disse un giorno il primo ministro britannico Winston Churchill, ma quanta ne producono così ne dimenticano, in un eterno tentativo di far scordare ai propri figli un passato pieno di massacri e orrore, nel tentativo di dargli un futuro migliore. Così vengono inghiottite dal dimenticatoio la prima e la seconda guerra mondiale, la caduta della Jugoslavia, si cancellano e si nascondono i numeri, i nomi, i fatti.

Ma è proprio dall’aver dimenticato, confuso, mescolato i fatti che la storia può tornare a ripetersi, basata su menzogne e manipolazioni politiche semplici per chi non riconosce più la verità, anche se qui una sola verità forse non è mai esistita.
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