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Social Justice Index, l’Italia agli ultimi posti

di Bruno Montesano

Quest’anno la pubblicazione del Social Justice in the EU. Index Report 2017, curato da Daniel Schtraad-Tischer e Christof Schiller, è avvenuta il giorno prima del vertice di Goteborg, dove si è discusso del Pilastro sociale europeo. Nel rapporto elaborato dalla Bertelsmann Stiftung – un think tank legato alla Bertelsmann GA, colosso mondiale dell’informazione – si plaude alla proposta della Commissione di istituire un Pilastro sociale europeo, sostenendo che, assieme al rapporto stesso, il pilastro potrebbe fungere da guida per permettere ai governi di affrontare i problemi sociali dei rispettivi paesi.

Il Pilastro sociale europeo dovrebbe essere basato su pari opportunità e accesso al mercato del lavoro, condizioni di lavoro eque e inclusione sociale. Tra le principali proposte c’è il salario minimo in ogni paese dell’Unione Europea, a cui Emma Marcegaglia, presidente di Business Europe (l’associazione delle imprese europee), si è subito detta contraria sentenziando che “Non è con nuovi interventi legislativi a livello europee che si possono creare nuovi posti di lavoro”. Al contrario, la Confederazione europea dei sindacati (ETUC), pur nell’attesa di vedere come verrà messa effettivamente in pratica, ha accolto positivamente la proposta.

Lavoratori, sindacato e sinistra in Italia oggi Roma: le conclusioni di Aldo Tortorella / 8

Concludiamo con la pubblicazione degli interventi dell’incontro promosso dall’ARS e da Critica Marxista sul futuro della politica italiana attraverso la sinistra e il sindacato. Dopo l’intervento di Aldo Tortorella, Alfiero Grandi, Stefano Fassina, Roberto Speranza, Anna Falcone, Maurizio Landini e Vincenzo Colla, ecco le conclusioni affidate di nuovo a Tortorella.

Lavoratori, sindacato e sinistra in Italia oggi Roma: Vincenzo Colla / 7

Nuovo video degli interventi dell’incontro promosso dall’ARS e da Critica Marxista sul futuro della politica italiana attraverso la sinistra e il sindacato. Dopo l’intervento di Aldo Tortorella, Alfiero Grandi, Stefano Fassina, Roberto Speranza, Anna Falcone e Maurizio Landini, ecco Vincenzo Colla.

Lavoratori, sindacato e sinistra in Italia oggi Roma: Maurizio Landini / 6

Nuovo video degli interventi dell’incontro promosso dall’ARS e da Critica Marxista sul futuro della politica italiana attraverso la sinistra e il sindacato. Dopo l’intervento di Aldo Tortorella, Alfiero Grandi, Stefano Fassina, Roberto Speranza e Anna Falcone, ecco Maurizio Landini.

Lavoratori, sindacato e sinistra in Italia oggi Roma: Anna Falcone / 5

Un altro video degli interventi dell’incontro promosso dall’ARS e da Critica Marxista sul futuro della politica italiana attraverso la sinistra e il sindacato. Dopo l’intervento di Aldo Tortorella, Alfiero Grandi, Stefano Fassina e Roberto Speranza, ecco Anna Falcone.

Lavoratori, sindacato e sinistra in Italia oggi Roma: Roberto Speranza / 4

Ancora un video degli interventi dell’incontro promosso dall’ARS e da Critica Marxista sul futuro della politica italiana attraverso la sinistra e il sindacato. Dopo l’intervento di Aldo Tortorella, Alfiero Grandi e Stefano Fassina, proseguiamo con Roberto Speranza.

Lavoratori, sindacato e sinistra in Italia oggi Roma: Stefano Fassina / 3

Avanti con la pubblicazione degli interventi dell’incontro promosso dall’ARS e da Critica Marxista sul futuro della politica italiana attraverso la sinistra e il sindacato. Dopo l’intervento di Aldo Tortorella e Alfiero Grandi, ecco quello di Stefano Fassina.

Lavoratori, sindacato e sinistra in Italia oggi Roma: Alfiero Grandi / 2

Proseguiamo con la pubblicazione degli interventi dell’incontro promosso dall’ARS e da Critica Marxista sul futuro della politica italiana attraverso la sinistra e il sindacato. Dopo l’intervento di Aldo Tortorella, ecco quello di Alfiero Grandi.

Lavoratori, sindacato e sinistra in Italia oggi Roma: Aldo Tortorella / 1

dell’Associazione il manifesto in rete

Le ultime vicende politiche, in particolare l’imposizione, manu militari, da parte del PD attraverso il governo, della fiducia per votare in pieno accordo con Berlusconi, Salvini e Verdini la nuova legge elettorale in grave difetto di costituzionalità, evidenziano come sia indispensabile al Paese la ricostruzione di una forza di sinistra in grado di cambiare il Paese, oggi del tutto assente.

Nello scorso mese di giugno, abbiamo lanciato come associazione il manifesto in rete, un appello su change.org che ha raccolto 230 firme, per la costruzione di uno “schieramento unitario” della sinistra con l’approssimarsi della scadenza elettorale, sforzandoci di indicare sommariamente anche un metodo per tenere insieme realtà diverse con modalità organizzative e partecipative democratiche, in vista di un processo di lungo termine per la nascita di un vero e proprio nuovo soggetto politico.

Nel frattempo l’iniziativa al Brancaccio di Anna Falcone e Tomaso Montanari ha raccolto molti consenso e acceso speranze, iniziando un suo cammino di carattere programmatico e politico, mentre le altre forze organizzate, partiti e gruppi preesistenti o scaturiti dalla rottura interna al PD, conducono anch’essi un percorso verso la scadenza elettorale.

Italia e Germania: storie parallele, verso quale futuro?

di Susanna Böhme-Kuby

A un mese dalle elezioni parlamentari tedesche anche nella stampa italiana (p.es. l’Espresso 35/2017) si parla già di una “beatificazione” della Cancelliera Merkel ripetendo il cliché, caro alle destre, di un suo presunto “spostamento a sinistra” – dall’accoglienza dei migranti nel 2015 alle recenti riforme civiche. Eppure non si tratta d’altro che dell’abile pragmatismo conservatore della cancelliera che riesce spesso a cogliere delle tematiche nell’aria facendole sue, smontandole e rendendo obsolete le rispettive richieste politiche dell’ opposizione. Questo è una prassi conservatrice collaudata in Germania, basti ricordare le riforme di welfare ante litteram di un Bismarck, che introdusse nell’ Ottocento di fronte alla temuta avanzata della SPD già una prima previdenza sociale o del Cancelliere Adenauer, che varò nel lontano 1957 un consistente aumento delle magre pensioni di vecchiaia e il loro aggancio dinamico ai salari, assicurando con ciò la maggioranza assoluta alla sua CDU nelle elezioni successive.

Secondo tutte le previsioni la cancelliera seguirà dunque i suoi predecessori Kohl e Adenauer ponendosi per un quarto mandato alla guida del governo della Bundesrepublik, più che altro per la non-esistenza di una vera alternativa politica, ritornello ripetuto da anni dalla stessa Merkel. «Keine Experimente» (nessun esperimento): in Germania vince ancora quella vecchia massima della CDU, anni ’60, contro cui la SPD già allora seppe contrapporre solo un timido: «Osare più democrazia!» (“Mehr Demokratie wagen”.)