L’appello: Bologna, la scuola dell’infanzia comunale deve rimanere gratuita per tutti

di Scuola e Costituzione Bologna

Più di 1.500 cittadine e cittadini bolognesi hanno sottoscritto in 24 ore la petizione La scuola dell’infanzia comunale deve rimanere gratuita per tutti. La richiesta esplicita è che rimanga nel Regolamento la dizione di cui all’art. 2 “la scuola comunale è gratuita per tutti”. Prendiamo atto che Amministrazione e sindacati confederali hanno raggiunto un accordo che manterrebbe la gratuità introducendo una tariffa di frequenza.

E’ un gioco di parole ipocrita. Ormai l’amministrazione motiva questa grave scelta solo con un risparmio dell’Irap che non è contenuto nella delibera attuale e che, in base a meccanismi non ancora resi noti, potrebbe nelle casse comunali 1,3 milione in più sottratto però alla casse regionali. Sindacati e amministrazione non sono stati capaci di ascoltare i genitori delle scuole dell’infanzia che nell’assemblea convocata all’ultimo momento dall’assessore Pillati con i presidenti dei comitati di gestione di nidi e infanzia svoltasi ieri 14 dicembre hanno detto chiaramente che non accettano che considerazioni economiciste calpestino il principio fondante della scuola pubblica ovvero che è aperta a tutti e quindi gratuita ai sensi dell’art. 34 c. 1 della Costituzione.

Questo è stato il senso dell’operazione di Giunta e questo hanno ben capito i genitori. Che hanno fatto anche proposte ragionevoli:
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“Il mese più lungo”: una guerra disastrosa e una pace spezzata

"Il mese più lungo" di Gabriele Polo
"Il mese più lungo" di Gabriele Polo
Venerdì prossimo, 13 marzo, l’Associazione Il Manifesto in Rete presenterà a Bologna (Centro Costa, via Azzo Gardino, 18.30) il libro di Gabriele Polo Il mese più lungo (Marsilio). Qui iniziamo a propone una recensione.

di Sergio Caserta

“E ora state per partire…”
“Sono pronto per ripartire e quando lo faccio, è per concludere. Prima di andare ti avviso, poi ti tengo aggiornato, fidati”.
“Mi fido”.
“Poi, se tutto andrà bene,ci saranno le feste. E chi vorrà incassare. Lo sai che il Governo ci punta assai, ad esibire «il Manifesto» come un trofeo”.
“Non credo potranno. Questo non ci fa paura”.
“Berlusconi sarà raggiante, in prima fila, sarà lui a rivendicare il successo, non noi…”
“Beh, mica mi obbligherai ad abbracciarlo?”
La battuta strappa meno di mezzo sorriso, non c’e’ spazio per la leggerezza, al massimo per un augurio.
“Quando tutto questo sara’ finito usciamo un sera a cena, magari con le famiglie”.
“Certo ma parliamo d’altro, non di sequestri”.
Due mani s’incrociano in un quasi abbraccio. Calipari se ne va nella pioggia.

È il momento più significativo, perfino struggente della vicenda umana che Gabriele Polo, ha mirabilmente descritto nel suo libro “il mese più lungo” (edizioni Marsilio) che narra la vicenda del rapimento della giornalista del Manifesto, Giuliana Sgrena. La sua liberazione, dopo appunto un mese di prigionia, in mano ai rapitori sunniti, attraverso un lunga e complessa trattativa. La corsa verso la libertà, in auto con gli agenti del Sismi che l’avevano prelevata e l’imprevedibile agguato da parte di uno strano posto di blocco di soldati americani, la morte istantanea di Nicola Calipari, generale dei servizi, protagonista della trattativa e della liberazione di Giuliana, trapassato dai proiettili USA, nell’estremo atto di proteggere la giornalista al prezzo della sua vita.
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