Fermo: quando il linguaggio dell’odio non viene combattuto è fascismo

di Sergio Sinigaglia

Ora è un diluvio di condanne, di dichiarazioni contro il razzismo e quant’altro. Poco fa il ministro Alfano in conferenza stampa, con un mezzo sorriso di autocompiacimento, ha annunciato che la moglie di Emmanuel avrà il via libera per la richiesta di asilo. Ma è un diluvio di ipocrisie, di frasi fatte. Si tenta di far passare i due aggressori come dei “balordi”, degli “invasati”. Don Vinicio ha parlato di “scatole vuote”. Ma noi sappiamo che non è così. Se i due figuri hanno potuto pestare a morte Emmanuel Chidi Namdi è perché c’è un clima diffuso di intolleranza, di razzismo, di rancore verso gli immigrati, fomentato ad arte, che ognuno di noi può verificare quotidianamente. E anche in questo caso c’è stata probabilmente un’omertà da parte di chi sapeva e per ore ha cercato di nascondere l’accaduto.

Massimo Rossi, consigliere comunale a Fermo, eletto in una lista di sinistra, ci ha raccontato che l’aggressione è avvenuta martedì alle 14.30 in un posto sicuramente isolato della città, ma successivamente sono intervenuti i vigili urbani. Dopo cinque ore si è tenuta l’assemblea consiliare. Possibile che nessuno sapesse nulla? Lui è venuto a conoscenza dell’accaduto alle due di notte ascoltando la radio. Il sospetto che non si sia voluto far girare la notizia è inevitabile.

Così come inizialmente è stato riferito che l’aggressione non aveva avuto testimoni, mentre ora iniziano ad arrivare le prime ammissioni: qualcuno ha visto e ha taciuto. E fornisce ricostruzioni quanto mai “equilibriste”, come si volesse dividere le responsabilità tra aguzzini e vittima. Eppure i due aggressori erano seduti su quella panchina già da tempo e anche in questo caso trapelano testimonianze di ragazzi di colore anche loro vittime di insulti razzisti, come se i due squadristi cercassero il pretesto per picchiare. Tutti elementi che andranno certamente verificati e confermati, ma che rendono ben chiaro il contesto in cui è accaduto questo gravissimo fatto.
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