Lettera di un cittadino della Valsamoggia: “Imu agricola, perché ho deciso di non pagarla”

Valsamoggia
Valsamoggia
di Vittorio Monzoni

Oggi sono un cittadino del comune di Valsamoggia, comune nato dalla fusione di cinque comuni: Bazzano, Crespellano, Monteveglio, Castello di Serravalle, Savigno. Sino al 2013 ero un cittadino di Savigno.

Savigno, Castello di Serravalle e Monteveglio erano classificati comuni di montagna e i terreni agricoli, campi, boschi e pascoli, non pagavano l’Imu. (Per essere precisi Monteveglio era parzialmente montano, ma solo due piccole aree pagavano). Con la fusione Valsamoggia è diventato comune parzialmente montano.

Cosa comporta questa modifica? Che molte persone che pagavano l’Imu sui fertili terreni agricoli di pianura (Bazzano e Crespellano)non la pagano più (circa € 300.000 di entrate in meno al comune) e molte persone che non la pagavano sui difficili terreni collinari e montani (Savigno, Castello e Monteveglio) dal 2014 devono pagarla (circa € 70.000/80.000 di entrate in più al comune).

In sintesi il risultato è uno scambio tra chi paga: prima non pagavano i più svantaggiati, ora non pagano i meno svantaggiati Uno scambio chiaramente iniquo per i cittadini contribuenti e con un saldo negativo per il comune di circa € 230.000. Quindi doppiamente iniquo se pensiamo alle funzioni di sussidiarietà e solidarietà che il comune dovrebbe svolgere.
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L’incompenetrabilità della casta

La casta - Foto di Federico Lucchini
La casta - Foto di Federico Lucchini
di Maurizio Matteuzzi, università di Bologna

Qualcuno una volta si chiese, provocatoriamente, cosa sarebbe successo se Bill Gates fosse nato in Italia (intendiamoci, ho il massimo rispetto per le capacità imprenditoriali del suddetto, anche se lo considero, tecnicamente, tutto fuor che un genio. Ma assumo l’icona per quel che è preso nel sentire industrial-popolare; e che un genio sia, da tutti i punti di vista).

Bene, il signor Guglielmo Cancelli, con quattro dipendenti in un garage e un’idea buona, che fortuna avrebbe fatto in Italia? È chiaro non sarebbe stato in grado di pagare la mini-IMU: il 40% del delta tra l’aliquota e l’incremento deliberato dal proprio comune del reddito catastale non rivalutato. Ohibo’, cavolo; e poi ci vuole il “codice tributo”. Qual è? A due giorni dalla scadenza nessuno lo sa. Ma se, non capendoci più un acca (sono un signore), non paghi, che succede? Pesanti multe, eccheccavolo (di nuovo faccio il signore). Il signor Guglielmo avrebbe pensato, detto, dichiarato: “Andate ben tutti a fanbagno” (faccio il signore, ma è l’ultima volta).

Magari io ho delle idee del piffero (trasgredisco, ma poi smetto); ma mettiamo di no, tanto per provare un esperimento mentale. Bene, allora cerco di avere interlocutori, di parlare con chi conta, di confrontarmi sulle idee. Ricominciamo l’esperimento mentale. Il sig. Cancelli, uomo probo, vuol pagare. Va allo sportello. Prende fuori una mazzetta di dollari. Dice: “Quant’è?”. E chi lo sa, e poi lei non può pagare così, lei deve fare l’effeventiquattro.
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Lo scossone e la sveglia: la particolarità italiana e l’incompreso disagio sociale / 2

Crisi - Foto di Roberto Giannotti
Crisi - Foto di Roberto Giannotti
di Aldo Tortorella

Nel deserto di iniziative adeguate, le denunce urlate da Grillo assumevano il sapore di una verità indiscutibile e le grida, gli insulti, le parole di odio apparivano a moltissimi giustificate o giustificabili. Segnali clamorosi erano arrivati anche elettoralmente da anni nelle elezioni comunali e, infine, nelle regionali siciliane. Berlusconi ha reagito, secondo il suo codice di mercato, con un’offerta pubblica di acquisto del voto (in parlamento la compera era stata clandestina) a livello di massa: «Vi tolgo l’Imu. Anzi, vi rendo i soldi».

Il centrosinistra non solo in campagna elettorale, ma ancora prima di essa è apparso balbettante se non reticente, pur enunciando probi propositi cui non crede più nessuno e che sono apparsi come il tentativo di spegnere l’incendio del palazzo con un innaffiatoio. Molti elettori hanno votato per il centrosinistra solo perché hanno avvertito che c’era il rischio di una nuova vittoria della destra berlusconiana. E infatti Grillo andava visibilmente dissanguando a grandi sorsate Pd e Sel. Se il vampiro avesse succhiato ancora un pochino, Berlusconi avrebbe potuto festeggiare una sua nuova maggioranza assoluta alla Camera sulla base di una legge elettorale da lotteria, che stavolta per un soffio ha favorito alla Camera il centrosinistra.

Ma bisogna ricordarlo: tra quei centoventimila in più (in cui ci sono anche i quasi centocinquantamilamila della Südtiroler Volkspartei) e tra tutti gli altri elettori del centrosinistra molti hanno dato il voto per salvare se stessi e l’Italia da una nuova e intollerabile umiliazione, non per approvare le politiche di Monti o la debolezza sui temi della riforma della politica.
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Amnesia totale: elezioni, sparisce la crisi, trionfa il populismo

Crisi - Foto di Antonio MumoloPubblichiamo la posizione espressa da Valentino Parlato fermo restando che l’indicazione del circolo di Bologna è e rimane quella di votare a sinistra senza indicare uno specifico schieramento partitico.

di Valentino Parlato

Eugenio Scalfari, nel suo editoriale di domenica 10 febbraio, ha scritto: “Questa campagna elettorale è tra le più agitate e confuse dell’Italia repubblicana”. Alcuni giorni prima, sempre su la Repubblica, Guido Crainzscriveva: “La crisi drammatica di trent’anni di storia sembra affacciarsi nel dibattito politico solo come riferimento generico e quasi rituale.” E aggiungeva: “Una campagna in cui le battute di Maurizio Crozza inquietano qualche leader più degli attacchi degli avversari.”

È così. C’è la più grave e pericolosa crisi economica e politica, e sociale del dopoguerra. Si legge e si parla di crisi globale di disastro finanziario, di disoccupazione crescente, di perdita di competitività, le delocalizzazioni ci dicono che non solo i lavoratori ma anche le industrie hanno preso la via dell’emigrazione.

In questa campagna elettorale i problemi reali sono stati tutti rimossi e – aggiungerei – da parte di tutti. Vedere il dibattito elettorale in TV è assolutamente deprimente: scambio di battute, accuse più o meno fondate, demagogia fiscale al punto che anche Monti si è messo in gara (aveva detto che abolire l’Imu avrebbe comportato raddoppiarla subito dopo) ma adesso fa concorrenza a Berlusconi. Siamo – per quasi tutto – in un bagno di demagogia irresponsabile. Ciascuno fa finta di pensare che dopo la campagna elettorale la situazione italiana – non so per quale miracolo – possa cambiare e tornare a fare la solita politica che ci ha portato a questo disastro.
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