La diseguaglianza non è un fatto naturale

di Salvatore Cannavò Dopo Il capitale nel XXI secolo, pubblicato nel 2013 e con 2,5 milioni di copie all’attivo, Thomas Piketty esce in Francia con un nuovo libro, anche questo monumentale, 1.200 pagine, che costituisce una prosecuzione ideale del primo: Capitale e ideologia. E la tesi è chiara, già nel titolo, e nello sviluppo del […]

Democrazia economica: dieci idee per riformare la Costituzione

di Enrico Grazzini

Occorre avviare fin da ora un ampio dibattito sulle possibili riforme della Costituzione per rinvigorire la democrazia italiana, che è gravemente malata. Non so se la nostra Costituzione sia la più bella del mondo, ma certamente è molto avanzata, preziosa, e da difendere con le unghie e con i denti dai tentativi di stravolgimento, come quello che abbiamo appena sventato. Tuttavia credo che occorra aprire una profonda discussione non solo su come attuarla – dal momento che la Carta Costituzionale, come noto, è ancora in gran parte inattuata, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti sociali – ma anche su come aggiornarla e migliorarla in senso progressivo.

Le riforme della Costituzione dovrebbero aumentare innanzitutto la democrazia, che, lo ricordo, alla radice è niente di meno e nulla di più che il potere del popolo. Ma devono riguardare anche la sfera dell’economia. Esistono infatti pochi dubbi che democrazia e sviluppo qualitativo dell’economia siano strettamente correlati: il benessere sociale ed economico dei cittadini è strettamente collegato alla capacità di esercitare una democrazia sostanziale. Sviluppo sostenibile, democrazia economica e democrazia politica si rafforzano l’un con l’altro. Il dibattito sulle possibili riforme della Costituzione con l’obiettivo di potenziare la democrazia e lo sviluppo qualitativo dell’economia dovrebbe avere un carattere culturale, prima ancora che essere finalizzato a obiettivi politici immediati.

La discussione sulla Costituzione, ovvero sui principi fondativi della democrazia moderna, è tanto più importante e urgente considerando a) la crisi della democrazia; b) la crisi dell’euro e la possibilità molto concreta, e magari vicina, che l’euro crolli con gravi danni all’economia e alle democrazie europee: la miseria si concilia infatti difficilmente con la democrazia; c) la necessità che la sinistra e le forze progressiste tornino a ragionare sui principi fondativi della democrazia: libertà, uguaglianza, giustizia, solidarietà.
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Principessa precaria - Foto di Marcella Tambuscio

Generazioni a confronto: infine forse la ricostruzione, seppur lenta, non è impossibile

di Fosca Ranieri

Caro Sergio, questa lettera è per te da parte di Noemi Pulvirenti, che per tutto questo tempo si è firmata Fosca Ranieri. Un nome falso è come un impermeabile durante la pioggia, ti nasconde e ti ripara.

Nella poesia “Dualismo” di Boito, lui scriveva che siamo luce e ombra; io nella mia vita ho combattuto per anni tra due anime. Sai Sergio ora torno indietro, a quando ero bambina e scrivevo che da grande volevo fare la scrittrice. Ero una bambina di provincia che alle medie scriveva poesie, temi pieni di errori e prendeva sempre delle insufficienze. Questo fino alle superiori, poi dopo l’università ho cominciato a scrivere sceneggiature e ci ho preso gusto.

Ho sempre sognato di scrivere, qualcosa dentro mi fermava. La paura di non farcela. La paura di non essere all’altezza. Penso che i sogni, i desideri quelli veri, siano difficili da ammettere a se stessi. Perché comportano tanto sacrificio, perché ci mettono alla prova, e in discussione. E guardarsi dentro è così difficile per tutti. E vedo tante persone che ci rinunciano Sergio, che non ascoltano quei moti che soltanto i nostri cuori ci sussurrano.

A 18 anni giravo con Il Manifesto sotto braccio, esattamente 10 anni dopo è arrivato questo esperimento letterario con te. Mi hai ascoltata e sostenuta, come dovrebbe fare un maestro con un’allieva. Ti sei preso cura di me come un padre con una figlia, fuori dalle pagine e dentro con le parole.
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