Video intervista a Silvia Baraldini: gli ideali, l’arresto, il processo e gli scontri politici

di Raùl Zecca Castel

Il nome di Silvia Baraldini, in Italia, è legato in modo particolare alla vicenda giudiziaria di cui è stata – suo malgrado – protagonista e, soprattutto, richiama alla memoria lo scontro politico-parlamentare relativo alla sua estradizione dalle carceri statunitensi, avvenuta nel 1999. Ma il percorso di vita e l’esperienza rivoluzionaria che hanno segnato la sua gioventù rappresentano ancora oggi una preziosa testimonianza storica estremamente utile per la comprensione di un’intera epoca e restano, da ogni punto di vista, un esempio incorruttibile di abnegazione.

Nata a Roma nel 1947, Silvia Baraldini si forma negli USA, dove il padre lavora come diplomatico presso l’ambasciata italiana. Qui si avvicina ben presto al grande moto giovanile di protesta sorto per manifestare il proprio dissenso alla guerra in Vietnam, ma che trova nelle rivendicazioni femministe e anticolonialiste altrettante direttrici di opposizione ad un unico sistema capitalistico ed imperialista, riconosciuto come fonte di tutte le disuguaglianze sociali e dunque come nemico da combattere ma, soprattutto, da sconfiggere.
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