Sinistra

Ricostruire la sinistra “non per vincere domani, ma per operare ogni giorno”

di Angela Pascucci

Siamo in piena dinamica post elettorale. Non è vero che i giochi siano fermi, paralizzati dai veti reciproci. L’elezione dei presidenti della Camera e del Senato ha mostrato linee di frattura, margini di manovra e possibilità che consentono alla dialettica istituzionale di arrivare a qualche risultato, il minimo dei quali potrebbe essere un governo di transizione che faccia una riforma elettorale, ritocchi i costi della politica, tamponi le emergenze più gravi e porti a nuove elezioni in autunno. Inquietante, e da incoscienti che sia, la fase attuale è percepita da tutti gli attori in gioco come transeunte e l’unica cosa che conta sembra essere come arrivare più forti alla fase successiva. A meno che la realtà degli spread e della finanza non decida ancora una volta di intervenire pesantemente e dettare le sue regole. Gli scricchiolii di Cipro (vera cloaca finanziaria piazzata nel cuore del Mediterraneo) preannunciano tempesta, ma di un tipo nuovo.

Prima domanda. Ci interessa intervenire in questo piano del discorso che punta a una fase di transizione? E se sì, quale potrebbe essere una proposta che non sia pura testimonianza e abbia qualche possibilità di incidere? E ammesso che ci sia, di quali strumenti potrebbe essere dotata? Gettiamo anatemi contro il M5S e lanciamo un’offensiva per sottrargli l’acqua in cui nuota oppure ci uniamo al coro di quel 10% dei “nostri” che ha votato Grillo e chiede oggi un’alleanza organica e durevole a sinistra?

Questi interrogativi, ai quali io non so rispondere, potrebbero essere il punto di partenza di una discussione ma sono convinta che la dimensione del breve e medio periodo purtroppo non si attaglia alla portata delle vere questioni che dovremmo affrontare. In qualche modo convergo dunque con il ragionamento di Tiziana quando afferma nel suo intervento che “dobbiamo creare qualcosa di totalmente nuovo”. Cerchiamo però prima di capire che cos’è il “nuovo” che avanza e che ci ha preso alle spalle.
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Foto di Claudio Riccio

Il futuro del Manifesto: la proposta di statuto per la nuova cooperativa elaborata dal circolo di Bologna

Ecco la proposta di statuto (pdf, 169 kB) che il circolo del Manifesto di Bologna a inviato a Roma, al giornale, per contribuire al futuro del giornale. Dopo l’invio, Mauro Chiodarelli ha ricevuto questa risposta da Rossana Rossanda:

Caro compagno, ho ricevuto ieri la tua lettera e oggi il quadro dello statuto. Se vorrai potrai leggere quel che penso da tempo. Non è semplice. Per me l’essenziale è quale politica a medio termine si vuole perseguire. Spero che l’assemblea lo decida o almeno ne imposti la discussione. Grazie intanto a te e ai compagni di Bologna per quel che fate.

Venendo alla proposta di statuto, alla fine dopo un lungo articolato e faticoso lavoro, condotto con grande maestria culturale e politica da Guido Ambrosino e Giacinto Cimmino, il circolo di Bologna ha approvato la proposta di statuto di cooperativa di lettori, sostenitori e collaboratori, giornalisti e poligrafici, destinata a rilevare la testata del Manifesto, se sarà la volontà collettiva e condivisa di tutti coloro che parteciperanno a questa discussione.
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