Senza tregua, il falso cessate il fuoco

di Alberto Negri Antonio Guterres, segretario generale dell’Onu, il 23 marzo si era rivolto ai paesi in guerra chiedendo un cessate il fuoco per impedire che in zone già devastate e indebolite dai conflitti il coronavirus potesse mietere ancora più vittime. Nessuna grande o media potenza se lo è filato, tranne qualche gruppo di guerriglia […]

Lacrimogeni greci sui rifugiati. Turchia: «30mila in arrivo»

Grecia. Atene: 66 migranti arrestati, 4mila respinti. Ankara chiede altri soldi all’Europa. Si fa strada l’idea di trasformare le isole in campi dove rinchiudere profughi e migranti, una proposta che risveglia i ricordi peggiori…   di Argiris Panagopoulos La polizia greca ha respinto, utilizzando almeno due volte lacrimogeni e bombe assordanti, i profughi e i migranti […]

La verità delle donne nelle parole di Kelly Echeverry: il racconto di 3 anni di atrocità (video)

di Noemi Pulvirenti e Patricia Tough In questi giorni si è concluso il viaggio in Italia dell’attivista colombiana Kelly Echeverry de La Ruta Pacifica de las Mujeres che ha presentato il libro “La verità delle donne”, tradotto dalla Rete delle Donne in Nero italiana. In questo testo, atto femminista e di rivendicazione, sono state raccolte […]

L’Italia dica no alla guerra

di Maurizio Acerbo Mentre Salvini si congratula con Trump per l’attacco terroristico ingiustificabile sul piano del diritto internazionale, chi si riconosce nei principi della Costituzione ha il dovere di mobilitarsi perché prevalgano le ragioni della pace. La condanna della folle iniziativa dell’amministrazione USA non può che essere senza se e senza ma. L’assassino del generale […]

Clima e migranti, dal Rojava una svolta

di Guido Viale Si fanno le guerre per appropriarsi del petrolio e poi si usa il petrolio per fare altre guerre (le emissioni mondiali degli apparati militari ammontano al 15% di quelle totali, ma non sono contabilizzate nell’accordo di Parigi). Le guerre producono profughi e per respingere i profughi si fanno altre guerre, come oggi […]

#OperationWarSunset: un video per una campagna contro la guerra e la repressione dei curdi

di Martina Fang Lu La chiamano “Operation Peace Spring”. Sorgente di pace. Noi rispondiamo con la “Operation War Sunset”. Affinché la guerra nel Nord della Siria possa finire. Affinché questa terra, come da molti viene chiamata, il Rojava, che significa “tramonto”, possa essere il tramontare della guerra. Le persone iniziano a morire e le loro […]

Ustica: sappiamo tutto, ora serve la verità

di Daria Bonfietti Ricordiamo il 39° Anniversario della strage di Ustica e continuiamo il cammino verso la verità. Sappiamo già molto di quello che è accaduto nel cielo: sappiamo che «il DC9 è stato abbattuto all’interno di un episodio di guerra aerea, guerra di fatto e non dichiarata», come ci rivela il giudice Rosario Priore […]

Dopo Assisi e Cagliari, anche Bologna dice no alla guerra

di Dora Palumbo, presidente del gruppo consiliare misto Nessuno Resti Indietro

Si spera che tanti altri comuni accolgano l’invito del “Comitato Riconversione RWM per la pace ed il lavoro sostenibile” presente il primo gennaio a Bologna alla Marcia della pace. Una sua rappresentante ha raccontato della guerra “invisibile” in atto in Yemen dal 2015 per la quale quotidianamente continuano a morire, nell’indifferenza generale, centinaia di migliaia di bambini e civili, per fame, sete e bombardamenti.

Nell’agosto 2018, una relazione dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha concluso che «vi sono ragionevoli motivi per ritenere che tutte le parti implicate nel conflitto nello Yemen abbiano commesso crimini di guerra» e che «le forze di entrambe le parti del conflitto sono state accusate di aver utilizzato armi pesanti in zone edificate e densamente abitate, attaccando anche ospedali e altre strutture non militari»;

Il conflitto in Yemen vede l’impiego anche di bombe fabbricate dalla RWM Italia S.p.A., una società del gruppo tedesco Rheinmetall Defence, che ha sede a Domusnovas (Sardegna sud-occidentale). In questa terra, come avviene in molti altri posti, i lavoratori si trovano di fronte a veri e propri ricatti, costretti a lavorare in industrie che hanno conseguenze negative sulla vita di altre persone o sull’ambiente, altrimenti si trovano disoccupati.
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