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Grecia, la battaglia sul debito

La crisi in Grecia

di Dimitri Deliolanes

L’accordo tecnico raggiunto tra il governo greco e i creditori il 2 maggio porta a compimento il processo di accordo politico intrapreso dal premier Alexis Tsipras fin dal vertice di Malta: usando la consueta strategia di rifiutare sempre ogni concezione “tecnica” e “puramente economica” delle strategia imposta al paese, Tsipras aveva sollecitato la cancelliera Merkel e i massimi responsabili dell’UE a mettere freno al pericoloso gioco che portava avanti il Fmi con la complicità del ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schauble. Il risultato è stato un compromesso, doloroso per Atene, ma necessario per portare avanti lo scottante problema del debito.

Si può dare per scontata la conclusione favorevole della seconda valutazione, che era in sospeso fin dalla fine di novembre, alla prossima riunione dell’Eurogruppo. Obiettivo importante per Atene, non tanto per la tranche di quasi 8 miliardi che saranno versati per il pagamento di varie scadenze del debito. L’importanza consiste nel fatto che la Grecia può ragionevolmente sperare di potere oramai entrare nel programma Quantitative Easing della Bce.

Tsipras ha correttamente compreso che la parte più importante dell’adesione a questo programma non consiste nei miliardi che saranno incassati, quanto invece nel messaggio che Draghi manderà ai mercati e a chi studia possibili investimenti: un messaggio di svolta rispetto al passato: il paese si accinge a entrare in una fase di sviluppo.

2017, l’anno cruciale di Atene

La crisi in Grecia

di Dimitri Deliolanes

Il 2017 sarà un anno cruciale nel lungo confronto tra il governo di Alexis Tsipras e le autorità europee che, proprio sul caso greco, dovranno prendere decisioni importanti anche per gli equilibri di tutta l’eurozona.

Un primo assaggio delle intenzioni della Commissione si avrà a metà gennaio, quando il “quartetto” (ex troika) tornerà ad Atene per concludere la seconda valutazione. Si tratta di una scadenza importante perché dalle loro conclusioni dipenderà l’ingresso della Grecia nel programma di quantitative easing della BCE e anche l’inizio di un primo tentativo di tornare ai mercati finanziari internazionali.

Se i creditori metteranno al primo posto delle loro richieste questioni che riguardano il nuovo diritto del lavoro, allora sarà evidente che si cerca una mediazione ragionevole. Il governo di Alexis Tsipras ha già manifestato la sua disponibilità ad andare incontro alle richieste europee, mantenendo in vigore il diritto del lavoro europeo. In pratica, si tratta di abbandonare le richieste radicali, espresse dal FMI l’anno scorso, di legalizzare le serrate e i licenziamenti in massa ma di mettere ordine nel diffuso lavoro nero, ridurre i casi di falso lavoro autonomo, disciplinare i permessi sindacali e altre questioni del genere.

Se invece i creditori adotteranno le richieste del FMI di imporre già da ora nuovi tagli di bilancio per 4,2 miliardi di euro per gli anni 2019- 2020, allora è evidente che sarà difficile trovare una mediazione.

Il medico attivista Giorgos Vichas: “Farmaci e latte in polvere, in Grecia c’è bisogno di tutto”

Giorgos Vichas

di Thomas Giourgas, traduzione di Haris Lamprou

A parlare è Giorgos Vichas, medico, attivista e cofondatore dell’Ambulatorio sociale metropolitano di Ellinikò (Mkie), ad Atene.

Come è la situazione all’Ellinikò e come possiamo sostenere concretamente questo importantissimo lavoro di solidarietà?

La situazione è la stessa come quella degli ultimi anni. Persino dopo la legge che hanno votato per le persone prive di assicurazione sanitaria che continuano a venire al ambulatorio perché non hanno altra scelta. Sto parlando sia degli assicurati che dei non assicurati.

Ci sono delle malattie che sono in aumento?

Recentemente ci sono le malattie psichiche in aumento. In una sola giornata abbiamo avuto tre casi di persone provenienti dall’ospedale di Dromokaition he sono venuti per prendere le loro farmaci. A un paziente che protestava e faceva ‘casino’ hanno detto che stavano sistemando la farmacia per evitare di dirgli che non avevano i farmaci. In generale, sono aumentati i casi di depressione e il consumo di psicofarmaci. Da semplici tranquillanti sino a pesanti antidepressivi.

Questo aumento è legato alla crisi economica?

Spagna, Italia ed Europa: il no è un no collettivo

Referendum - Comitato per il no

Referendum – Comitato per il no

di Roberto Musacchio e Massimo Torelli

È il segretario (ex) dei socialisti spagnoli, Sanchez l’ultima vittima di quella che nella discussione in corso si definisce contraddizione tra governo e rappresentanza. Eletto col voto popolare è stato defenestrato in una riunione ristretta. Chiedeva che fosse un congresso a precedere il governo. Per altro Sanchez un governo lo voleva, ma non con Rajoy e non in continuità con la austerità. Quindi il tema non è governo o rappresentanza ma impedire una rappresentanza e governi alternativi. Sappiamo di ciò che ha passato, e passa, la Grecia.

Era poi aprile di questo anno quando Mario Draghi prendeva parola davanti al Consiglio di Stato portoghese. Era stato da poco eletto il nuovo Presidente del Consiglio, Costa, socialista sostenuto dalle sinistre e con un programma anti austerità. Le parole del capo della BCE, come riportato dalla stampa, non si limitavano a “difendere le riforme”, cioè le lacrime e sangue imposte dai vari memorandum, ma ripropongono concetti “cari” a Draghi per il quale le Costituzioni nazionali sono spesso di ostacolo a riforme come quelle fatte. Per aggiungere che tra quelle necessarie c’è anche la modifica della legge elettorale, nell’ottica della governabilità (come è importante allora che Tsipras abbia riproposto il proporzionale!). Non sono concetti nuovi ma riprendono un refrain che sta a cuore a Draghi ma anche a molti altri protagonisti della grande finanza, JP Morgan in testa.

La Grecia lotta per liberarsi dal debito

Alexis Tsipras - Foto di Wikipedia

Alexis Tsipras - Foto di Wikipedia

di Argiris Panagopoulos

Probabilmente la parola “χρεος”, che vuol dire “debito”, sarà la prossima che passerà nel vocabolario europeo dopo Syriza, Tsipras e oxi.

La Grecia continua ad accumulare punti nella sua battaglia contro i “falchi” nel neoliberismo, mentre l’ottimismo dalle decisioni dell’Eurogruppo del 9 maggio ha portato Tsipras, Tsakalotos e il vicepresidente del governo greco Dragasakis di puntare direttamente sullo sviluppo e la creazione di nuovi posti di lavoro a breve. Le riunioni dell’Eurogruppo il 24 maggio e della Bce il 2 giugno sembra che decideranno la valutazione positiva del programma greco, la tranche per il pagamento dei debiti in scadenza e una forte iniezione di liquidità dell’economia reale con 9-12 miliardi e del sistema bancario greco con 5-6miliardi permettendo ad Atene di trattare con ancora più determinazione la questione del debito contro i pochissimi ma sempre pericolosi “falchi” che sono rimasti fedeli a Schäuble.

Dragasakis aspetta a breve 9-12 miliardi all’economia reale

“Il 24 maggio avremo un accordo, forse meglio di quanto ci aspettassimo”, ha detto il vicepresidente del consiglio dei ministri Giannis Dragasakis, sottolineando dagli schermi di Alpha TV che dopo la valutazione del programma greco ci saranno le condizioni per il recupero dell’economia e la sua e crescita.

La crisi della Grecia si vede dai denti dei bambini

La crisi in Grecia

di Karolina Tagaris, traduzione di Federico Ferrone

Era la prima volta da settimane che Anthoula Papazoi cucinava della carne. Aveva stufato il pezzo di manzo, regalato da un amico, a fuoco basso per tutta la mattinata. Ma lo stufato è rimasto lì, intatto, perché Papazoi si è dovuta preoccupare del dente di sua figlia Nikoleta, di 13 anni. L’adolescente, lunghi capelli neri e unghie con smalto blu elettrico, è uscita dalla stanza da letto in pantaloncini e canottiera. Aveva dormito quasi tutto il giorno ed era in ritardo per un appuntamento, troppo a lungo rimandato, per un intervento di devitalizzazione a un dente.

“Abbiamo degli antidolorifici?”, ha chiesto frugando nell’armadietto della cucina. “Sto impazzendo”.

“No che non li abbiamo. Preparati per il dentista”, le ha risposto Papazoi.

“Abbiamo del latte?”, ha chiesto Nikoleta.

Poi ha tirato via lo scotch di carta che teneva chiusa la porta del frigo, ha rovistato dentro e ha afferrato un cartone di latte. In una grande tazza bianca ha mescolato il latte con la polvere di cioccolato e cinque cucchiai di zucchero, e si è spaparanzata su una sedia.

“Alzati e vai”, le ha ordinato sua madre.

In pochi i posti le ferite della crisi economica della Grecia sono più evidenti che nelle bocche dei suoi cittadini più giovani. Stando alla maggior parte degli indicatori sulla salute dentale, la Grecia è uno dei posti meno sani d’Europa. I greci di 16 anni o più con problemi dentali non curati erano il 10,6 per cento nel 2013, secondo l’agenzia statistica europea Eurostat. Il dato medio dell’Unione europea è del 7,9 per cento.

Perché Tsipras ha fatto il bis. Parla Deliolanes

Alexis Tsipras - Foto di Wikipedia

Alexis Tsipras - Foto di Wikipedia

di Sveva Biocca

Il partito del premier vince le elezioni, le quinte in sei anni, distaccando gli avversarsi ben oltre quanto si aspettavano stampa e politica (seppur il tasso di astensionismo sia stato molto alto). E a quanto pare aveva ragione il giornalista e saggista Dimitri Deliolanes quando, appena un mese fa, affermava che la popolarità di Tsipras, anche dopo le sue dimissioni, non sarebbe stata intaccata.

Ma chi ha votato Syriza? Cosa pensava chi non è andato a votare? Che cosa dovrà affrontare adesso la Grecia? Ecco le risposte di Deliolanes, ex corrispondente per il canale televisivo greco Ert in Italia e osservatore delle cose politiche (e non solo) di Atene, che sferza un po’ i giornalisti italiani…

In Italia si è scritto che la minoranza scissionista a vocazione Varoufakis esce sconfitta dal voto greco e Syriza acquista una centralità nel suo paese senza la parte sinistra di Syriza

È una cosa demenziale. Queste analogie forzate non le sopporto. Ma Tsipras quindi per loro dovrebbe essere Renzi e Lafazanis (capo minoranza Syriza ora leader di “Unità popolare”) dovrebbe essere Bersani?

Per loro chi?

Per i giornalisti italiani: hanno seria difficoltà a capire e interpretare cosa succede in Grecia. Oppure sovente è frutto di un pensiero fortemente provinciale.

Grecia: Alexis Tsipras dopo la vittoria l’abbraccio della gente

Bologna con Tsipras

di Vittorio Da Rold

È una calda sera di fine estate. L’esultanza dei militanti di Syriza in piazza Klafthmones è alle stelle quasi quanto i decibel di “Bella Ciao”, la versione cantata dai Modena City Ramblers sparata a tutto volume, quando il maxi schermo annuncia i primi exit poll che vedono il partito del leader Alexis Tsipras in testa su Nea Dimokratia.

Poi la gioia esplode con l’arrivo dei risultati delle proiezioni che danno minuto dopo minuto a 145 seggi il bottino finale del partito di maggioranza relativa, un risultato incredibile se confrontato con i 149 seggi conquistati a gennaio con il vento tutto a favore.

I greci hanno creduto in larga maggioranza alla “versione” di Tsipras che ha detto di essersi battuto come un leone e di aver trattato per 17 ore il miglior piano di aiuti possibile con i creditori. Persa una battaglia a Bruxelles, Tsipras ne ha vinta un’altra, la terza in nove mesi, ad Atene. E si ricomincia da domani, dice al Sole 24 Ore George Stathakis, il consulente economico di Syriza, cercando di «approvare le riforme promesse e di fare investimenti per bilanciare l’austerità contenuta nel Memorandum». Insomma la partita contro l’austerità non è finita ma continua sotto altre forme.

Poi Tsipras arriva in auto direttamente nella piazza dove lo attendono i militanti e un gruppo di italiani tra i quali spicca il bandierone della Lista Un’altra Europa con Tsipras. Il leader di Syriza e dei Greci indipendenti, Tsipras e Panos Kamenos, vanno sullo stesso palco in mezzo a una esultanza da stadio per festeggiare la vittoria elettorale che consentirà loro di formare un Governo di coalizione «sotto la bandiera dell’onestà». «È un mandato di quattro anni che dedico a tutti coloro che lottano, come me, per un altro domani» in Grecia e in Europa.

Grecia: tutte le lingue del mondo per seguire su Twitter le elezioni


Tweet da tutto in mondo, in tante lingue, greco, inglese, francese, spagnolo, italiano. Molte voci per seguire la serata dello spoglio dopo il voto in Grecia di oggi.

Alexis Tsipras: un uomo concreto

Alexis Tsipras - Foto di Wikipedia

Alexis Tsipras - Foto di Wikipedia

di Aldo Di Benedetto

Abbiamo assistito con un misto di ammirazione e, da ultimo, di amara comprensione. alla dura battaglia che si è combattuta nelle sedi della Commissione Europea fra Alexis Tsipras, capo del Governo greco, ed i capi di governo degli altri paesi del continente, affiancati dai rappresentanti delle istituzioni monetarie mondiali nella loro veste di “creditori” nei confronti dello stato ellenico. Una battaglia senza esclusione di colpi, al termine della quale il capo del governo greco ha dovuto arrendersi ed accettare le condizioni imposte dall’Europa o, per meglio dire, dal Ministro delle finanze tedesco.

Una “visione” di Tsipras, connotata di spirito cristiano, lo rappresenterebbe come l’uomo umile davanti al banchetto dei notabili. Unica arma che lo sostiene, e qui introdurrei elementi di analisi socialista, è la fiducia e l’unità del popolo Greco. Mi sento di affermare che oggi, nuovamente, dopo decenni di corruzione della vita politica e finanziaria, un popolo ha fiducia in un uomo, politico e di sinistra. Non è un fatto di poco conto. Pure gli alti notabili europei si sono accorti dell’uomo umile e del suo popolo, e hanno impiegato sette mesi di contrattazioni per piegarli entrambi.

Pochi giorni fa, Alexis Tsipras si è dimesso dall’incarico di capo del governo, questa mossa per portare il popolo Greco ad elezioni anticipate il prossimo 20 settembre. Perché? Perché la firma dei Memorandum imposti dai creditori alla Grecia, cambia le carte in tavola in terra ellenica, necessita un nuovo riconoscimento democratico: la svolta radicale non è avvenuta; un piano “B” non esisteva; la fiducia di Tsipras nei paesi europei, ed in particolare nell’appoggio che avrebbe potuto arrivare dai “governi di sinistra” di Italia e Francia è stata mal riposta; il partito di Tsipras, Syriza, perde 25 deputati, passati a formare un gruppo anti-memorandum (Unità popolare) con Lafazanis (ex ministro dell’energia), ed altre defezioni si sono già verificate; a detta di molti, le condizioni imposte alla Grecia, aggraveranno la situazione interna del Paese.