Giulietto Chiesa

Giulietto Chiesa: “Credere che i valori dell’Occidente siano dominanti ci rende più deboli”

Loris Campetti

“Vogliono farci credere che il terrorismo dell’Isis sia un fenomeno islamico, inquietante ma estraneo. È una falsità, un’ipocrisia dell’Occidente: l’Isis è stato creato dall’Occidente e dagli Usa, e siccome non è una creatura autonoma dev’essere analizzato come effetto di una strategia ad ampio raggio”. Per chi non si accontenta della verità propinata dal pensiero unico, una chiacchierata con Giulietto Chiesa può essere stimolante. Scrittore, giornalista militante (l’abbiamo intervistato alla vigilia di una mobilitazione contro la Nato di cui è tra i promotori) con una lunga storia da inviato e corrispondente nell’Urss e poi in Russia, Chiesa “fa scandalo”, cita Marx e Paul Craig Roberts, rimanda il lettore al passato ricordando il ruolo della Trilateral o della P2 di Gelli per leggere il presente. Da qui le accuse un po’ facili di dietrologia.

Nelle tue analisi sembra che tutto si tenga e ogni evento di politica internazionale risponda a un unico progetto per il dominio del mondo. Un progetto magari complesso, con molti attori (e servizi segreti, o parte di essi) ma il cui centro è sempre a Washington.

I nessi esistono, non li ho inventati io, semmai io li svelo. Anche restando agli ultimi eventi tragici, da Parigi a Colonia, quel che emerge è che essi rispondono a un unico progetto. Un progetto Usa per mettere in ginocchio l’Europa. Persino fatti che sembrano totalmente estranei, come lo scandalo della Volkswagen e della Renault, rispondono al medesimo progetto. Colpiscono e indeboliscono i gruppi dirigenti dei Paesi occidentali, alleati ma non più totalmente allineati. Gli Usa vogliono solo vassalli, e con Paul Craig Roberts possiamo dire che colpiscono chiunque ostacoli la dottrina militare Usa per evitare l’insorgere di ogni sia pur timido tentativo di conquistare un’autonomia. È la dottrina Wolfovitz.
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