Gino Strada: “Siamo dentro un nuovo fascismo”

di Chiara Cruciati «Com’è possibile aver fatto negli ultimi 200 anni delle scoperte incredibili, realizzato cose impensabili in tutti i campi, nella medicina, la chimica, le nanotecnologie, ma non essere stati capaci di progredire sul piano etico? Capire che ammazzarsi tra noi è un non senso, è contronatura». Gino Strada la guerra la conosce bene. […]

Aboliamo insieme la guerra: un’utopia da realizzare adesso

Gino Strada
Gino Strada
di Gino Strada

Io sono un chirurgo. Ho visto i feriti (e i morti) di vari conflitti in Asia, Africa, Medio Oriente, America Latina e Europa. Ho operato migliaia di persone, ferite da proiettili, frammenti di bombe o missili. A Quetta, la città pakistana vicina al confine afgano, ho incontrato per la prima volta le vittime delle mine antiuomo. Ho operato molti bambini feriti dalle cosiddette ‘mine giocattolo’, piccoli pappagalli verdi di plastica grandi come un pacchetto di sigarette. Sparse nei campi, queste armi aspettano solo che un bambino curioso le prenda e ci giochi per un po’, fino a quando esplodono: una o due mani perse, ustioni su petto, viso e occhi. Bambini senza braccia e ciechi. Conservo ancora un vivido ricordo di quelle vittime e l’aver visto tali atrocità mi ha cambiato la vita.

Mi è occorso del tempo per accettare l’idea che una ‘strategia di guerra’ possa includere prassi come quella di inserire, tra gli obiettivi, i bambini e la mutilazione dei bambini del ‘Paese nemico’. Armi progettate non per uccidere, ma per infliggere orribili sofferenze a bambini innocenti, ponendo a carico delle famiglie e della società un terribile peso. Ancora oggi quei bambini sono per me il simbolo vivente delle guerre contemporanee, una costante forma di terrorismo nei confronti dei civili.

Alcuni anni fa, a Kabul, ho esaminato le cartelle cliniche di circa 1.200 pazienti per scoprire che meno del 10% erano presumibilmente dei militari. Il 90% delle vittime erano civili, un terzo dei quali bambini. È quindi questo ‘il nemico’? Chi paga il prezzo della guerra?
Leggi di più a proposito di Aboliamo insieme la guerra: un’utopia da realizzare adesso

Foto di Luca Rossato

Fine pena mai, firme contro l’ergastolo

di Marco Del Ciello

Lo statista democristiano Aldo Moro, l’oncologo di fama internazionale Umberto Veronesi e l’ergastolano-scrittore Carmelo Musumeci: tre uomini diversi per formazione e cultura, ma accomunati dalla convinzione che il fine principale della pena sia la rieducazione del condannato e dal proposito di eliminare l’ergastolo dal nostro ordinamento giuridico.

LO STATISTA ALDO MORO. Nel 1976, due anni prima della sua tragica scomparsa, Moro spiegava ai suoi studenti dell’università La Sapienzala pena dell’«ergastolo, che priva com’è di qualsiasi speranza, di qualsiasi prospettiva, di qualsiasi sollecitazione al pentimento e al ritrovamento del soggetto, appare crudele e disumana non meno di quanto lo sia la pena di morte» (Aldo Moro, Lezioni di Istituzioni di diritto e procedura penale, Cacucci, 2005). Il suo impegno però risaliva agli anni dell’Assemblea Costituente, quando l’allora giovane politico si batteva per abrogare la legislazione penale fascista.

LO SCIENZIATO UMBERTO VERONESI.Veronesi ha invece affidato le sue riflessioni in materia al settimanale Panorama, in un’intervista rilasciata alla giornalista Annalisa Chirico: «L’ergastolo ostativo è di fatto una pena di morte civile o una pena fino alla morte» sostiene l’ex ministro della Sanità del secondo governo Amato. «Una persona, che entra in cella sapendo di essere destinata a morirvi, è condannata a un’agonia lenta e spietata». Non solo, ma l’ergastolo è anche una pena contraria alla scienza: «il nostro sistema di neuroni non è immutabile, ma si rinnova perché il cervello è dotato di cellule staminali in grado di generare nuove cellule. Quindi la persona che abbiamo chiuso in un carcere non è la stessa vent’anni più tardi. Per ogni uomo esiste la possibilità di cambiare ed evolversi» («No all’ergastolo, lo dice la scienza», Panorama, 17 ottobre 2012).
Leggi di più a proposito di Fine pena mai, firme contro l’ergastolo

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi