Bologna, centrale a biogas di Galliera: dove sono le carte attese?

Inizio lavori per le biomasse a Galliera
Inizio lavori per le biomasse a Galliera

di Massimo Corsini

Continua la storia infinita della centrale a biogas di Galliera. A maggio di quest’anno, infatti, era stata presentata una variazione del piano di approvvigionamento della centrale: veniva introdotta una variante relativa alle forniture di biomassa, si chiedeva cioè di poter inserire scarti di origine agroindustriale, ad esempio farina di mais o impasti misti di generi vari anziché le semplici e solite colture come il mais o il sorgo.

Ad agosto, pertanto, veniva chiesto a quella che una volta era la commissione per la costruzione della centrale, e che oggi per forza di cosa è diventata più semplicemente la commissione ambiente, di votare in fretta e furia questa variazione poiché pareva una questione davvero urgente. A questo punto la commissione chiede di poter visionare la documentazione relativa alla variazione del piano di approvvigionamento per potersi orientare rispetto a un’eventuale posizione da prendere.
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Galliera, bassa bolognese: Sel e quel nodo della difesa dell’ambiente

Inizio lavori per le biomasse a Galliera
Inizio lavori per le biomasse a Galliera
di Massimo Corsini

Che fine hanno fatto le lotte e le polemiche fino a poco fa ancora vive intorno ai problemi ambientali della bassa, primo fra tutti quello delle biomasse? Molti dei fuochi accesi sono stati ormai addomesticati: le amministrazioni non hanno fatto nulla, nonostante le proteste dei cittadini, per impedire che fossero costruiti gli impianti e molti comitati si sono arresi. Così non si parla più di Budrio o di San Pietro in Casale ad esempio (che con Medicina detiene il primato di centrali a biogas), l’unico fronte ancora aperto, forse, è Galliera.

SEL ha candidato Maurizio Lodi alle prossime elezioni regionali del 23 novembre, alle quali fra l’altro si sta facendo una magra pubblicità, proprio in nome della difesa dell’ambiente. Maurizio Lodi ha fatto parte, sin dalla prima ora, del comitato contro la centrale all’interno del PD. “Ma come?” Si chiederanno molti degli avversari di Lodi (l’amministrazione comunale probabilmente in prima fila). Effettivamente quest’ultimo ha storicamente fatto parte del PD fintanto che dalle sue parti non hanno cercato di costruire la famosa centrale.

Poi, come chiunque provi la minaccia del danno sulla propria pelle, ha fatto opposizione al tentativo, mai realmente osteggiato da parte dell’amministrazione comunale di Galliera, di costruire l’impianto a biogas fino a dimettersi dal circolo del PD di Galliera. Tuttavia ha prima tentato di cambiare l’orientamento dell’amministrazione partecipando alle primarie del suo partito, come renziano, per l’elezione a sindaco del suo paese: come è noto l’esito è stato negativo.
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Biogas a Galliera (Bologna): quel confine sottile tra chi autorizza e chi è autorizzato

Inizio lavori per le biomasse a Galliera
Inizio lavori per le biomasse a Galliera
di Massimo Corsini

Cambiare tutto per non cambiare niente. Questa potrebbe essere la sintesi dell’infinita serie di novità che riguardano la vicenda della centrale a biomassa di Galliera: quella che devono costruire da ormai tre anni ( la costruzione è stata rinviata grazie alle lotte dei cittadini) e quella che prima era della BG Galliera, nella cui società comparivano alcuni attori che hanno recitato la loro parte anche nell’enorme impianto di Budrio costruito a ridosso dell’Oasi faunistica di Mezzolara, ma che adesso ha cambiato a quanto pare compagine societaria.

I paralleli con Budrio potrebbero essere semplicemente casuali. Potrebbero, ma non lo sono. Guarda a caso le novità sulla centrale di Galliera hanno a che fare proprio con Budrio. Cambiare tutto per non cambiare niente. A quanto pare, nella nuova società che gestisce adesso l’impianto, c’è anche il comune dell’ocarina, che partecipa all’impresa attraverso la società Service Cento, detenuta al 100% dalla Fondazione Benni di proprietà a sua volta è del Comune.

A essere più precisi la nuova società, sempre e ancora nominata BG Galliera, che detiene ad ora l’impianto è formata da altre due società: l’Athesia, proprietaria all’ottanta per cento, che fa capo a Michael Ebner, discusso ex europarlamentare altoatesino sostenuto dall’Ulivo e facente parte dell’allora commissione per l’agricoltura; mentre il restante 20% è in mano alla Holding 288 di cui circa il 50% è di proprietà della società Service Cento appunto.
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Inizio lavori per le biomasse a Galliera

Galliera: riconferma del sindaco e al via nel bolognese i lavori per la centrale a biomasse

di Massimo Corsini

Sarà soltanto una coincidenza. Bisogna però raccontarlo a tutti quelli che hanno creduto che il sindaco di Galliera, Teresa Vergnana, avesse veramente intenzione di dire di no alla costruzione della centrale a biogas. Tuttavia, non appena viene riconfermato l’attuale sindaco a queste ultime elezioni, partono i lavori di costruzione dell’impianto. La storia della centrale a biomasse di Galliera è ormai considerata a pieno titolo un esempio del vecchio modo di fare politica, evidente soprattutto a livello locale, che non vuole morire.

Già la settimana scorsa si sono viste le prime ruspe che lavoravano e sono state recintate le aree di confine. Ancora si parla di questa benedetta centrale dopo anni in cui i comitati hanno provato a far valere le loro ragioni di un fermo “no” alla centrale, i costruttori e gli investitori a premere per il loro business, e l’amministrazione, in troppi dicono, a far finta di essere contro la centrale e dalla parte dei cittadini. Fatto sta che il sindaco Vergnana aveva affermato sui più importanti quotidiani locali che tra i principali punti del suo programma, e ovviamente, aggiungiamo noi, tra le maggiori leve per intercettare il voto dei cittadini.

C’era proprio il suo “no” alla centrale. A questo punto i casi sono due: o a Galliera l’amministrazione conta troppo poco (è arcinoto che altrove i comuni hanno fatto scelte diverse impedendo la costruzione di impianti), oppure quello che è stato detto in campagna elettorale non era vero e non lo è mai stato. D’altra parte che il PD da queste parti lavorasse su due binari s’era già visto un po’ di tempo fa, due o tre anni fa per l’esattezza, quando la protesta contro la centrale era piuttosto viva e sembrava che l’amministrazione perdesse consensi. Addirittura Raffaele Donini indisse allora una conferenza stampa per proclamare la contrarietà del PD alla centrale.
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Discarica di Galliera: nel bolognese prosegue lo scontro sul consumo del territorio

Rifiuti - Foto di Radio Città del Capo
Rifiuti - Foto di Radio Città del Capo
di Massimo Corsini

In clima elettorale la storia della discarica di Galliera la dice lunga su come la politica nella bassa fa le cose. O meglio: come non dovrebbe farle. Anche perché, in chiave elettorale, a qualcuno potrebbe suggerire come orientare le proprie scelte. Giovedì 15 maggio il capogruppo del gruppo consiliare di minoranza “Uniti per Galliera”, Diego Baccilieri, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti dell’Emilia Romagna perché si faccia chiarezza sulla vicenda della discarica gestita da Gal.A., società di cui facevano parte anche i comuni di Galliera e Baricella, e da cui l’estate scorsa hanno deciso improvvisamente di uscire.

Non si ferma dunque in questa parte della bassa bolognese la battaglia sul consumo del suolo portata avanti dall’opposizione, interna ed esterna alla maggioranza, sulla discarica e le scelte fino ad oggi compiute dall’attuale amministrazione del sindaco Teresa Vergnana. C’è chi è pronto a giurare che la visita di Errani, mercoledì 21 Maggio a Galliera, sia servita non solo a sostenere la corsa a sindaco dell’attuale primo cittadino, ma anche a sedare gli animi scontenti per il caso Gal.A.
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Amministrative a Galliera (Bologna): M5S contro Pd, una campagna giocata sull’affare biogas

Biomasse - Foto di Simone Fratini
Biomasse - Foto di Simone Fratini
di Massimo Corsini

Adesso anche Galliera ha il proprio candidato 5 Stelle. La decisione è stata presa la settimana scorsa quando l’avvocato Anna Maria Calzoni, presidente del comitato Territorio e Vita, ha deciso di dare ufficialmente battaglia per le amministrative di maggio all’attuale sindaco Teresa Vergnana, che potremmo definire il nemico di tutta la scorsa legislatura.

Un nemico tale soprattutto in virtù della condotta dell’amministrazione in merito all’affare biogas, gestito a Galliera in modo “ambiguo”, come ebbe a definirlo lo sfortunato sfidante alle primarie Maurizio Lodi, che con l’avvocato Calzoni ha condiviso praticamente tutte le battaglie sulla costruzione della centrale. Come si legge nel comunicato di presentazione alla propria candidatura, è “da sempre impegnata nella difesa del territorio e nella lotta contro la realizzazione delle centrali per la produzione di energia rinnovabile in violazione delle norme comunitarie e nazionali, dell’ambiente, della salute, del paesaggio, del patrimonio storico e artistico”.
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Pd, i renziani allo scontro: un aventino nella bassa bolognese?

Renziani nel bolognese
Renziani nel bolognese
di Massimo Corsini

Bisogna chiedersi quanto quello che accade in provincia possa essere un indicatore dello stato di salute della politica bolognese. È un duro colpo quello ricevuto giovedì notte dal Pd di Galliera e in generale dal Pd bolognese. Tutti i componenti renziani del direttivo del partito locale si sono dimessi. Circa la metà dei suoi membri, e non “alcuni” come avrebbe sminuito il segretario del Pd di Galliera Rocco Bartolucci.

Probabilmente non si può dire si tratti di un colpo di scena: dopo la sconfitta del candidato renziano alle primarie, Maurizio Lodi, e la sua uscita dal partito si poteva intuire che la situazione sarebbe precipitata. Lodi aveva preso circa 600 preferenze contro l’attuale sindaco, Teresa Vergnana, ma anche dopo il voto interno gli attriti fra le due componenti del partito non si sono mai attenuati. Così giovedì notte si è arrivati al capolinea.

Escono dal direttivo Linda Montevecchi, Lara Gallini, Mario Guerra, Maria Loscalzo, Gianluca Salsini, Thomas Montori, Ilaria Geminiani, Donata Canuso, Maria Giovanna Napolitano e Zakaria Jardi. Le ragioni del gesto eclatante sono scritte nel comunicato diffuso immediatamente dopo la scissione: “Oltre alla totale assenza di dialogo interno, non abbiamo condiviso molte scelte strategiche importanti. Abbiamo fatto proposte, mai accolte, e siamo quindi arrivati alla decisione di uscire e creare un nostro movimento politico”.
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Galliera, la discarica della discordia in provincia di Bologna

Rifiuti - Foto di Radio Città del Capo
Rifiuti - Foto di Radio Città del Capo
di Massimo Corsini

Anche a Galliera, purtroppo, sta accadendo quello che in altri comuni della regione ha già allertato i cittadini. La discarica in gestione alla società di cui il comune stesso faceva parte, Gal.A, 60% Hera, 20% Galliera e 20%Baricella, dovrebbe essere ormai chiusa. L’estate scorsa, stranamente, in quattro e quattro otto, l’amministrazione stessa decide di uscire dalla società senza alcun motivo apparente.

Passa un po’ di tempo e, arrivando all’ultimo consiglio comunale, neanche un mese fa, un cittadino che abita vicino alla discarica, alla presenza del direttore di produzione di Hera Ambiente, Paolo Cecchin, fa presente che, nonostante quest’ultima sia ormai chiusa, continuano ad arrivare camion che scaricano. Per il sindaco, ovviamente, questo non è possibile, ma Cecchin cogliendo di sorpresa anche il primo cittadino ammette che è vero: continuano ad arrivare camion che trasportano carichi speciali di macerie provenienti dalle zone terremotate della regione. Nessuno sapeva nulla. Difficile da credere, ma neanche il primo cittadino di Galliera.

Se è vero che a pensare male degli altri ci si prende sempre, i casi sono due: o il sindaco, Teresa Vergnana, non ne sapeva nulla veramente, e il fatto la dice lunga su come Hera si serva delle amministrazioni comunali, e al Comune probabilmente è stato chiesto di uscire dalla partecipata per poter fare meglio il proprio lavoro, oppure il sindaco mente, e il fatto la dice lunga su come le amministrazioni si servano di Hera. Il fatto è che opposizione, cittadini e parte della stessa maggioranza, si stanno ponendo delle domande: si stanno chiedendo allarmati che tipi di rifiuti ci siano tra le macerie del post terremoto, chi le trasporta e, poiché si paga a conferire in discarica tali carichi speciali, perché il comune e i cittadini debbano rinunciare a questo introito.
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Biomasse - Foto di Simone Fratini

Biogas a Galliera: Comune da sempre d’accordo e intanto arriva l’interrogazione parlamentare M5S

di Massimo Corsini

Mentre il caso della centrale a biogas di Galliera sta per approdare in parlamento per un’interrogazione parlamentare proposta dai due deputati del Movimento 5 Stelle, Paolo Bernini e Vittorio Ferraresi, con il consiglio comunale della settimana scorsa si è avuta finalmente la prova del nove che l’amministrazione comunale non è mai stata contro la centrale come ha sempre voluto far credere d’essere. È stato un bluff, e per giunta mal riuscito. Diverse sono le prove che mettono a nudo il vero intento della condotta del primo cittadino Teresa Vergnana.

Siamo giunti alla scadenza dei termini per poter fare ricorso al Tar, ricorso che il sindaco di Galliera ha sempre detto e promesso di voler fare, ma di tutte le richieste avanzate dai comitati cittadini nessuna sembra essere stata presa in considerazione. Tanto per fare alcuni esempi molto semplici: era stato chiesto di inibire la circolazione sulle strade che dovrebbero percorrere i camion per andare alla centrale e che la stessa amministrazione ha giudicato inadatte, ma non è stato fatto nulla, era stato richiesto al sindaco di partecipare a fianco dei cittadini ad una manifestazione di protesta davanti alla Provincia ma non ha accettato, era stato chiesto sempre al primo cittadino di chiedere ragioni alla Provincia del fatto che la società fideiussoria si è scoperto non essere la stessa che costruirà e che gestisce impianti, a quanto pare, alimentati anche con rifiuti, ma tutto ha continuato a tacere.

E questi sono solo alcuni esempi di come l’amministrazione comunale sembra essere rimasta silenziosa rispetto agli eventi, lasciando che tutto accadesse senza alcun intralcio. Ma la chicca delle chicche è forse un’altra. Proprio in occasione di quest’ultimo ricorso al Tar, l’avvocato Marzia Calzoni, presidente del Comitato Territorio e Vita, ha dato la propria disponibilità ad effettuare gratuitamente il ricorso come professionista entrando a far parte del collegio difensivo del comune di Galliera.
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Galliera: fideiussione per la centrale a biogas, compare una nuova società

Centrale a biomassedi Massimo Corsini

A Galliera sta succedendo qualcosa di strano. Sbirciando l’albo pretorio della Provincia di Bologna si può facilmente constatare che per la famosa centrale a biogas, che dovrebbe essere costruita dalla BG Galliera (la parte proponente che in questa parte della bassa sta facendo una vera e propria collezione di centrali ormai) e per la quale la stessa Provincia dopo un annullamento del permesso di costruzione del TAR del Lazio si è affrettata a concederne immediatamente uno nuovo, ci si accorge che la fideiussione, che ammonta a circa 280 mila euro, richiesta a garanzia del ripristino ambientale dopo i quindici anni in concessione alla centrale, non è a carico della parte proponente, ma di un’altra società.

Nella quasi totalità dei casi le fideiussioni richieste sono a carico della società che costruisce, in questo caso no. Cosa significa? Avviene così che l’anomalia stimoli la fantasia di coloro che tengono continuamente sotto controllo gli eventi. Se la cosa si verificasse anche per altri casi si potrebbe quasi immaginare che il business della società sia proprio quello di ottenere permessi per poi rivendere il tutto. Invece no, solo a Galliera. Si potrebbe anche pensare che l’attuale proprietà abbia deciso di passare la palla, ormai avvelenata, a qualcun altro: in questo caso la Syneco GMBH di Bolzano. La battaglia in corso a Galliera tra comitati e BG – Comune (quest’ultimo ha sempre recriminato il suo impegno a difesa dei cittadini contro la centrale, anche se gli stessi ne hanno sempre denunciato una certa ambiguità di condotta) si sta portando troppo per le lunghe, e siccome il tempo è denaro, è ormai probabile che il gioco non valga più la candela.
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