L’addio a Maurizio Matteuzzi: domani la camera ardente e le esequie a Bologna

Le esequie del professor Maurizio Matteuzzi, scomparso lunedì scorso, si terranno domani, venerdì 28 aprile, alle ore 10.30 presso la Chiesa di San Benedetto, Via Indipendenza 64, Bologna e seguirà alle alle ore 12 presso la Cappella Bulgari dell’Archiginnasio. La camera ardente presso l’Ospedale Malpighi resterà aperta dalle ore 8 alle ore 10 dello stesso […]

Fermo: siamo tutti Emmanuel, contro un Paese involuto

di Sergio Sinigaglia

Il fine settimana ha visto inevitabilmente Fermo al centro dell’attenzione nonostante gli eventi americani. Anzi per molti aspetti le vicende marchigiane sono l’altra faccia della medaglia di quelle statunitensi. Oltre le questioni legate all’inchiesta giudiziaria con il risultato dell’autopsia e il tentativo della difesa di Mancini di far passare il tutto come una rissa, o ancora peggio un atto di legittima difesa dell’assassino e non come un atto di razzismo, erano previsti due appuntamenti pubblici: la manifestazione indetta dai centri sociali e dalle associazioni di base per sabato pomeriggio e funerali di Emmanuel domenica.

La manifestazione nonostante i tempi stretti in cui è stata convocata è sostanzialmente riuscita dal punto di vista numerico. Era stata decisa giovedì sera in un’assemblea a Porto San Giorgio presso il centro sociale “Il trenino”, che si è accollato l’organizzazione dell’appuntamento. Compagni che sono stati un po’ travolti da un evento di questa portata e hanno cercato di fare il loro meglio. La cosa importante era verificare che tipo di risposta avrebbe dato la città. E purtroppo questa è stata ampiamente negativa.
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La passione laica di Pietro Ingrao

di Alfredo Reichlin

Vor­rei espri­mere il più grande ram­ma­rico per la scom­parsa di Pie­tro Ingrao. Per l’uomo che egli è stato, il grumo di pen­sieri e di affetti anche fami­liari che ha rap­pre­sen­tato, ma soprat­tutto per il segno così pro­fondo e tut­tora aperto e vivo che egli ha lasciato nella vita italiana. «È morto il capo della sini­stra comu­ni­sta», così, con que­sto flash, la Tv dava dome­nica pome­rig­gio la noti­zia. In que­sta estrema sem­pli­fi­ca­zione e nei com­menti di que­sti giorni io ho visto qual­cosa che fa riflettere.

Vuol dire che dopo­tutto que­sto paese ha una sto­ria. Non è solo una con­fusa som­ma­to­ria di indi­vi­dui che si distin­guono tra loro solo per i modi di vivere e di con­su­mare. Ha una grande sto­ria di idee, di lotte e di pas­sioni, di comu­nità, e di per­sone, anche se que­sta sto­ria noi non l’abbiamo saputa custodire.

Perché volevamo la luna? Oppure perché non l’abbiamo voluta abbastanza? Non lo so. So però che adesso siamo giunti a un pas­sag­gio molto dif­fi­cile e incerto della nostra sto­ria. E che la gente è con­fusa e torna a porsi grandi domande e ad espri­mere un biso­gno insop­pri­mi­bile di nuovi biso­gni e signi­fi­cati della vita.
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