Nessuno spazio a Forza Nuova: Bologna è antifascista

di Coalizione Civica per Bologna

La presenza di Forza Nuova a Bologna, come quella di Casa Pound, con gli indegni caroselli di Berselli, sono una provocazione nella città Medaglia d’oro alla Resistenza. Lo sono da sempre. Lo sono dichiaratamente. E male hanno fatto le istituzioni cittadine a sottovalutare il problema, per tutto questo tempo, obbligando la città a subire la situazione odierna. Formazioni politiche che si richiamano direttamente al fascismo sono fuori dall’arco costituzionale e, in un paese capace di fare i conti con il proprio passato e di applicare la Costituzione, sarebbero già state messe al bando e sciolte da tempo.

Per questo chiediamo con forza che sia revocato l’uso di Piazza Galvani per il comizio di Forza Nuova domani, venerdì 16 febbraio. A livello di potestà comunale, chiediamo nuovamente che sia accelerato l’iter, per dare corso a quanto sancito dal Consiglio Comunale con l’approvazione dell’ordine del giorno di Coalizione Civica (Bologna è antifascista): nessuno spazio sia concesso a chi non rispetta il dettato costituzionale. Un passo piccolo, ma necessario, che sta avendo riscontri anche nei comuni della città metropolitana, come in molte altre città.
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Cronache dalle province: giù le mani dalla scuola Rodari di Poggetto

di Sergio Caserta

Quando si parla di scuola pubblica, ed i nostri governanti hanno voluto togliere la qualificazione pubblica dalla denominazione del ministero dell’istruzione e dalle leggi, perché hanno il “tarlo” dell’equiparazione con la scuola privata, non solo svalutano un bene che è il primo elemento di distinzione di un paese civile ma con questo atteggiamento, mettono in pericolo fondamentali conquiste democratiche, culturali e civili che sono alla base di un’istruzione qualificata, gratuita ed accessibile a tutti.

Non è un caso che l’ondata privatista e regressiva che dagli anni 80 attraversa l’intero occidente, nel nostro paese abbia contaminato più di una coscienza e minato convinzioni consolidate sulla funzione dell’educazione pubblica.

Esemplificativo in tal senso, è il caso della scuola primaria Gianni Rodari di Poggetto, frazione del comune di San Pietro in Casale, nella campagna bolognese, ai confini con la provincia di Ferrara, in quelle zone dove il verde predomina ancora e nonostante le trasformazioni del tempo, quando vai nella piazza del paese respiri ancora l’atmosfera della terra d’Emilia profonda di belle tradizioni e di ricca umanità.

La scuola primaria comunale in questione è un vero e proprio “fiore all’occhiello” non solo del paese ma di tutto il territorio ex provinciale, ora metropolitano (è la stessa cosa).
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Estrema destra e lo ius soli: come ci si infiltra nel dibattito politico

Destre - Foto di Corriere Immigrazione
Destre - Foto di Corriere Immigrazione
di Sergio Bontempelli

Una serranda imbrattata di vernice rossa. Un volantino con la scritta «No allo Ius Soli, ministro Kyenge dimettiti». Così si presentava la sezione Pd del quartiere Salario-Trieste, a Roma, dopo l’incursione notturna di Forza Nuova giovedì scorso. Uno spettacolo non troppo diverso da quello di altre città. A Palermo, davanti alla sede Pd del quartiere Noce, una scritta sul muro recitava «l’immigrazione uccide. No ius soli, Kyenge dimettiti». A Bari, i militanti democratici hanno trovato un piccone e vernice rosso-sangue sull’asfalto; a Pesaro, a Pescara e a Pontedera (in provincia di Pisa) una bandiera italiana insanguinata e varie scritte, contro lo “ius soli” e il ministro dell’Integrazione.

Raid notturni, simboli violenti, slogan minacciosi. Così il gruppo di estrema destra cerca di inserirsi nel dibattito politico, cavalcando i sentimenti anti-immigrati e contestando la proposta di introdurre lo “ius soli” nelle norme sulla cittadinanza. L’obiettivo polemico è il Partito Democratico, accusato di voler stravolgere i fondamenti dell’identità nazionale.

C’è una strana convergenza tra le azioni intimidatorie di Forza Nuova e le polemiche contro le dichiarazioni del ministro Kyenge, cui abbiamo assistito in questi giorni. Pur con linguaggi diversi, e soprattutto con mezzi differenti, sono ormai molte le voci che identificano nello “ius soli” una proposta del Partito Democratico: dismesse le attenzioni veltroniane al tema della “sicurezza”, si dice, il Pd sarebbe tornato ad una politica “di sinistra” in materia di immigrazione. Sarà bene, allora, fare un po’ di chiarezza.
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Verona, storia di un assalto squadrista e di un’aula senza luce

di Paola Bonatelli L’ultimo episodio, l’aggressione di una trentina di neofascisti di Blocco Studentesco, CasaPound e Forza Nuova – si noti l’insolito connubio tra i “fascisti del terzo millennio” e i forzanovisti – durante una conferenza sul tema delle foibe all’università della storica non allineata Alessandra Kersevan, risale al 12 febbraio scorso. Per quel giorno, […]

Il debito e noi: tutti i colori del riformismo e l’assenza di un’idea di riforma

Coscienza - Foto di Nulladi Daniele Barbieri

Bisogna abbassare il debito, il debito non è un problema, bisogna tagliare la spesa pubblica, bisogna alzare l’IVA, bisogna riformare il lavoro, bisogna ottenere il pareggio di bilancio, bisogna usare la spesa pubblica per far ripartire l’economia, bisogna tirare la corda e controllare che tutto scenda, aiutandosi con lo spazzolino.

Fioccano le proposte di riforme da fare, tutti si dicono riformisti, chi moderati progressisti riformisti, chi liberisti sfrenati riformisti, chi concatenatamente riformista di sinistra e chi di destra. Insomma di riformisti ne abbiamo un sacco. Cosa è, però, la riforma? Quello che intendono pare sia come trovare delle regole per far funzionare meglio questo sistema. Chi pensa a regolare il mercato per dare un aiuto alla mano invisibile a distribuire meglio, chi dice che non è il caso di distribuire e si distingue dalle masse. Tutti accettano il mercato, c’è chi dice che bisogna considerarlo, bisogna essere realisti, e poi c’è chi è il mercato, quella parte che ci guadagna.

Si discute di come assicurare un lavoro in fabbrica, sarà un po’ uno schifo, inquinerà l’ambiente, provocherà più danni che guadagni ma è, a seconda del punto di vista, una realtà ineludibile o una grossa fonte di guadagno.
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Foto di Cau Napoli

“No nazi in my town”: da Rimini all’Europa il ritorno dell’estrema destra e le risposte dell’antifascismo

di Angelica Erta

Nella Grecia a rischio default si assiste all’irresistibile ascesa di Alba Dorata. La Troika impone l’austerity, il governo greco ormai orfano di sovranità cede su tutti i fronti mentre le squadracce del partito di estrema destra moltiplicano i raid dei suoi militanti in divisa. Immigrati, gay, attivisti e giornalisti non allineati sono potenziali obiettivi. Alcuni iniziano a domandarsi se la Grecia sia ancora una democrazia, ma il consenso intorno al partito cresce, mentre la polizia ellenica sembra assecondarne le mosse. Dal 7% delle elezioni di maggio, che consentì ai suoi esponenti di sedere in Parlamento, al 15% odierno secondo i sondaggi. E se la Grecia rappresenta il parossismo della malattia, è pur vero che il filo d’odio corre veloce anche nel resto dell’Europa dove si osserva un’ascesa dei movimenti e dei valori neofascisti.

È in questo quadro che ha attecchito Forza Nuova, partito antisistema che si mostra come il difensore più puro dell’identità nazionale. Lo schema si ripete in tutta Europa. Le infrastrutture e il welfare vengono distrutti e i movimenti di estrema destra fanno proselitismi, intrecciando l’ideologia razzista e xenofoba ad analisi socioeconomiche semplificate, chiedendo il ritorno di regimi protezionisti e nazionalisti contro il ‘nemico’, l’immigrato o il rom che rosicchia il benessere degli autoctoni. Connessioni fra crisi economica e revival del nazionalismo (e della xenofobia?) tracciate anche dal convegno di forza Nuova dell’8 novembre prossimo, a Rimini, dal titolo “Crisi economica e crisi della nazione. Quale futuro?”
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Dopo lo striscione omofobo, Forza Nuova si fa sentire sull’ipotesi dibattito pubblico: “Accettiamo l’invito dell’Arcigay”

Quando la consigliera comunale Cathy La Torre (Con Amelia con Vendola) aveva lanciato la disponibilità a confrontarsi in un dibattito pubblico, ci chiedevamo se Forza Nuova avrebbe accettato. Accadeva poche ore dopo il deprecabile exploit della formazione di estrema destra contro l’Arcigay: sui muri del Cassero di Bologna era comparso uno striscione omofobo in base […]

Foto di Marco Billeci

Omofobia, Forza Nuova e le pervesioni da curare: per l’idiozia invece non c’è rimedio

di Marino Buzzi

Per l’idiozia invece non c’è rimedio, mi verrebbe da dire leggendo lo striscione che il gruppo di Forza Nuova ha appeso alla sede Arcigay di Bologna, al Cassero, quel luogo che dovrebbe essere memoria storica e sociale di una città che ha lottato per ottenere diritti e uguaglianza, luogo di sorellanza e fratellanza, in cui le persone di ogni origine, religione, orientamento sessuale, genere, colore si sono confrontate, nel corso degli anni, cercando gli uni negli altri qualcosa da imparare.

La diversità dovrebbe essere un valore, così come dovrebbero esserlo la pace e la convivenza, la condivisione di emozioni, sentimenti, emozioni. Non c’è speranza per chi vede in noi solo perversione, non sono neppure convinto che serva a qualcosa cercare un dialogo con chi del nostro essere riesce a vedere solo l’atto sessuale, come se i nostri sentimenti fossero in realtà solo un film pornografico. È quello che pensano i signori che hanno affisso questo inaccettabile e intollerabile striscione. È un atto gravissimo da non sottovalutare perché un attacco così meschino, fatto di notte, di nascosto, al cuore della vita GLBT bolognese è da considerarsi un attacco intimidatorio alla libertà di tutte le cittadine e i cittadini.

Ogni giorno ci confrontiamo con un numero crescente di attacchi alle nostre persone, non c’è solo la violenza fisica che attraversa, senza distinzioni, questo paese privo di tutele per le persone omosessuali. Ci sono anche, e a volte sono quelle che fanno più male, le offese, le prese in giro, le parole dette a metà che si insinuano sotto la pelle e che rimangono per anni.
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Bologna, striscioni omofobi di Forza Nuova. La Torre: “Sono certe frustrazioni che vanno curate”

Risveglio di intolleranza a Bologna, con lo striscione di Forza Nuova sul muro del Cassero, sede dell’Arcigay affisso alla vigilia del Festival Gender Bender. “Le pervesioni vanno curate”, recita l’ingiuria neofascista e Vincenzo Branà, presidente del Cassero, ha risposto che quando “l’Italia si avvicina alle scadenze politiche si abbruttisce”. Sul sito di Radio Città del […]

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