C’era una volta in Transnistria: il racconto nel film “Educazione siberiana”

Educazione siberianadi Ivan Andreoli

C’è qualcosa di Sergio Leone in Educazione siberiana, l’ultimo lavoro del premio Oscar Gabriele Salvatores. Come nel capolavoro dello scomparso maestro C’era una volta in America, anche qui seguiamo la storia di due ragazzi che attraverso tre spazi temporali, il 1988, il 1995 e il 1998, sviluppano la loro amicizia fino a trovarsi rivali su fronti opposti. Tutto comincia quando l’Unione Sovietica sta ormai concludendo la sua parabola storica. Opportune didascalie ci informano all’inizio del film che il luogo è la Transnistria, regione (separatista) della Moldavia dove Stalin aveva confinato criminali di varie etnie, fra cui diversi siberiani. E sono siberiani Urka, come l’indimenticabile Dersu Uzala raccontato da Kurosawa, Kolimà e Gagarin, poco più che decenni, che vediamo apprendere uno strano codice di comportamento dal nonno del primo, il “criminale onesto” Kuzja.


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