Caro Federico, auguri a te che oggi non hai potuto compiere trent’anni

di Marco Zavagli

Oggi avrebbe compiuto trent’anni. Oggi non ha compiuto trent’anni perché al ritorno da una serata in discoteca con i suoi amici si è fermato in un parchetto da solo prima di rincasare. E in quel parchetto sono arrivati quattro poliziotti.

Non so cosa farebbe oggi Federico Aldrovandi all’alba della sua quarta decade. Non so cosa facesse il 17 luglio del 2005, quando raggiunse la maggiore età e non poteva immaginare che quello sarebbe stato l’ultimo compleanno. Posso immaginare che farebbe qualcosa di simile a quello che fanno oggi i suoi amici. Quelli che passarono con lui l’ultima notte. Quelli che durante l’interrogatorio in questura venivano chiamati “drogati” o “tossici” e dipinti come “sciacalli” da un dirigente nazionale di un sindacato di polizia.

Andrea si è sposato. Vive e lavora a Ferrara. Ha due figli. Il primogenito si chiama Federico. Parme lavora anche lui in città. Si vedono ancora. La Spal è quasi sempre l’occasione per incontrarsi. Burro se ne è andato da tempo. Già al giudice Caruso spiegava che dopo quanto successo al suo amico non se la sentiva di proseguire gli studi.
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Stefano Cucchi e i suoi fratelli: quando la morte arriva in circostanze sospette. E orribili

Stefano Cucchi - Foto di cordatesa.noblogs.org
Stefano Cucchi - Foto di cordatesa.noblogs.org
di Giornalettismo

Sta facendo molto discutere la sentenza di primo grado per il processo Stefano Cucchi. Infatti, per la morte del giovane, deceduto dopo un fermo di polizia, sono stati incolpati solo i medici che gli avevano somministrato i farmaci, mentre i poliziotti che l’avrebbero menato fino alla morte sono stati assolti. Quella di Stefano Cucchi non è però l’unica storia del genere accaduta nel belpaese, oltre a lui ricordiamo Federico Aldrovandi, Marcello Lonzi, Aldo Bianzino, Riccardo Rasman, Gabriele Sandri e Giuseppe Uva.

FEDERICO ALDROVANDI – La sua è forse la storia più nota. Era la mattina del 25 settembre 2005, quando Federico stava rientrando a casa passeggiando per Ferrara di ritorno a una serata con gli amici al link di Bologna. Alle 5.47 Federico incontra i poliziotti, che alle 6.10 chiamano il 118. Otto minuti dopo arriverà l’ambulanza, ma per Federico è già troppo tardi.

MARCELLO LONZI – È il 29 giugno 2003 quando Marcello Lonzi muore nel carcere di Livorno. Nonostante in seguito compariranno delle foto che ritraggono il corpo del ragazzo martoriato, pieno di ecchimosi e striature viola, secondo l’autopsia la morte del giovane sarebbe avvenuta per cause naturali.
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Stefano Tassinari - Foto di Wu Ming Foundation

A un anno dalla scomparsa, rimane più viva che mai la voce di Stefano Tassinari

A un anno dalla scomparsa dello scrittore, drammaturgo e sceneggiatore di origine ferrarese ma bolognese d’adozione Stefano Tassinari, domani alle 18 gli verrà intitolata una sala del Comune. Intanto, per ricordarlo, pubblichiamo un intervento di Marco Trotta uscito l’8 maggio 2012 su Comune-info.net

di Marco Trotta

“Victor Jara? E chi si ricorda più di Victor Jara?”. Quante volte ho sentito parlare Stefano di persone che non conoscevo o le cui storie mi erano scivolate accanto tra le pieghe di libri che non avevo letto, posti che non avevo visto. E da lì cominciava un racconto. Magari leggendo qualche pagina. O andando a memoria. La sua memoria. Quella degli anni ’60 e ’70. Il Cile, Bologna, l’Irlanda. Devo molto a Stefano, alle storie che ho conosciuto tramite lui. Perché questo faceva. Trovava pagine ingiallite dal tempo o disperse dalla storia e sapeva donargli l’incanto di versi e prosa, restituendo umanità e dignità. Era quello che ti affascinava della sua opera e non c’era differenza che fosse da un palco o seduti a un tavolino. Stefano ci metteva sempre la stessa identica passione.

Passione che metteva anche nell’impegno civile per le storie di oggi. Ho tre ricordi nitidi di lui. La volta che ha presentato il suo libro sul G8 di Genova, “I segni sulla pelle”, la cui genesi ha raccontato in una bellissima intervista che gli ha fatto qualche tempo dopo Francesco Barilli. Era la storia di una giornalista alle prime armi, buttata nell’inferno di una vicenda che, pagina dopo pagina, diventeva più grande di lei. Una storia che sentii un po’ anche mia. Ed era un romanzo, certo, ma scritto con l’esperienza di chi a Genova c’era e ha voluto testimoniare anche in questo modo la denuncia per le speranze prese a manganellate di un’intera generazione. Lo consiglio ancora a chi vuole trovare le domande giuste da farsi dopo aver visto un film come Diaz.
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Ferrara, #StopTheCoisp: scatti dal sit in in solidarietà alla famiglia di Federico Aldrovandi

Foto di Daniele Leardini Ferrara, in piazza Savonarola, per manifestare solidarietà a Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, in risposta alla manifestazione del Coisp a favore dei quattro poliziotti condannati per l’omicidio colposo del diciotenne.

Non mi avete convinto

Quando “la politica vinceva su tutto”. A Venezia il documentario di Vendemmiati su Ingrao, “Non mi avete convinto”

di Giaime Garzia

A leggere le cronache di oggi, sembrano lontani i tempi in cui “la politica vinceva su tutto”. Eppure così continua a pensarla Pietro Ingrao, secondo il quale chi è venuto dopo il Pci – le sue successive incarnazioni in Pds, Ds e Pd – non si è mai liberato da una colpa originaria: aver dato vita a una “scatola vuota” a cui mai come i contenuti sarebbero sempre mancati. Per credere che ancora oggi ci sia chi la pensa così, si provi a vedere il documentario Non mi avete convinto del giornalista Rai d’origine ferrarese Filippo Vendemmiati presentato alle Giornate degli Autori – Venice Days 2012, che terrà banco fino all’8 settembre prossimo a Venezia, all’interno della mostra del cinema.

Trailer 1 Non Mi Avete Convinto from tomatodoc&film on Vimeo.


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