I problemi del reddito di cittadinanza

di Roberta Carlini

Il divano c’è sempre, ma la donna è in piedi e un fumetto con una lampadina le accende il pensiero.

Alle spalle, uno scaffale con qualche libro. Anche sul sito del governo lanciato il 4 febbraio per illustrare il reddito di cittadinanza – e su cui dal 6 marzo si potranno presentare le domande – il totem che ha dominato la discussione sulla misura simbolo del Movimento 5 stelle resta il divano. O meglio, la paura che il provvedimento, immaginato come “una misura di politica attiva del lavoro di contrasto alla povertà, alla diseguaglianza e all’esclusione sociale”, finisca per disincentivare il lavoro, inducendo le persone a restare sul divano di casa invece di “attivarsi” e cercare un impiego.

Tuttavia, com’è risultato evidente durante la presentazione del sito e della “card” fatta dal vicepremier Luigi Di Maio, il reddito di cittadinanza non è un reddito ma una carta acquisti delle Poste italiane che vale 18 mesi; e non è di cittadinanza perché per averla servono altre condizioni oltre a essere cittadini italiani. Ossia, bisogna essere poveri e disponibili a lavorare.
Leggi di più a proposito di I problemi del reddito di cittadinanza

Ex Telecom: gli occupanti di Bologna

L’indignazione dell’operatore sociale: riflessioni dopo lo sgombero dell’ex Telecom

di Serena Panico

Sono un’operatrice sociale che da giorni si pone alcune domande circa lo sgombero dell’Ex Telecom di via Fioravanti a Bologna: ma oltre alle domande ci sono anche delle certezze, e da queste voglio partire.

  • 1. La prima certezza è che l’indignazione è una qualità fondante di un operatore sociale. Se ripenso a quando ho incontrato per la prima volta una persona che dormiva per strada, alla prima volta che ho dovuto dire a qualcuno di loro che potevo offrire solo una coperta perché i posti letto erano finiti, alla prima volta che ho incontrato un’intera famiglia senza casa, ricordo bene l’indignazione che provai.

    Con il tempo ogni operatore impara a convivere con questo sentimento. Sottolineo che si tratta di convivere, però, non lasciarsi assuefare. E non è facile. Non è facile neanche comprendere che è proprio mantenendosi in contatto con quella sana dose d’indignazione, nata dal disgusto che la disuguaglianza mostra, che si riesce ad affrontare con consapevolezza il proprio lavoro. Ed è proprio l’indignazione a motivare la fatica costante di un impegno quotidiano, che ricerca costantemente nuove soluzioni e possibilità da offrire a chi ne ha bisogno, per rendere tutti “meno disuguali”. Un proverbio italiano, poco conosciuto, dice: “Chi non ha sdegno non ha ingegno”.

Leggi di più a proposito di L’indignazione dell’operatore sociale: riflessioni dopo lo sgombero dell’ex Telecom

Sgombero alla ex Telecom, Bologna

Bologna, sgombero alla ex Telecom: manganelli contro peluche

di Giuseppe Scandurra

Ennesimo sgombero alla Bolognina. Accompagnando i bimbi a scuola, prima di prendere il treno, mi stupisce visivamente un enorme peluche che si affaccia dalla finestra degli “occupanti” verso le camionette (ben 14) della polizia. Un’immagine che non può che non evocare una forma di “israelizzazione” del conflitto (manganelli e armi da fuoco contro peluche e sassi atti).

Da ormai dieci anni faccio ricerca nel territorio della Bolognina (dove nel 2006 presi casa). Prima che l’attuale sindaco si insediò a capo della Giunta, quando era assessore all’Urbanistica, con il giornalista Leonardo Tancredi gli chiedemmo cosa sarebbe stato di questo territorio una volta operaio ora che un modello produttivo (la fabbrica) era finito e che le percentuali di cittadini di origine straniera, in termini di residenza, in specifiche aree del quartiere Navile iniziavano a raggiungere percentuali sopra il 20%. Allora non ottenemmo alcuna risposta.

Qualche anno dopo un Piano Strutturale Comunale decise che in quest’ampia periferia a nord della città sarebbe stato realizzato il people mover (dopo l’edificazione del Nuovo Comune), nuovi palazzi a scopo abitativo (la trilogia Navile), dalle ceneri delle fabbriche sarebbero nati centri commerciali: sarebbe nato, in sintesi, un quartiere del “terzario” ricco di uffici stretti tra la Stazione e la Fiera.
Leggi di più a proposito di Bologna, sgombero alla ex Telecom: manganelli contro peluche

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi