I rimedi alla povertà dei bambini

di Chiara Saraceno Rallegriamoci per quel milione di persone che, secondo i dati provvisori di Eurostat, nel 2018 è uscito dalla “grave deprivazione materiale”, cioè dalla impossibilità di far fronte a quattro o più tipi di spesa su un elenco di dieci: il pagamento del mutuo, dell’affitto o delle bollette, il riscaldamento per l’abitazione, le […]

La Rai senza immaginario

di Vincenzo Vita Il manifesto di domenica scorsa ne ha già parlato. Tuttavia, la polemica è cresciuta molto. Giustamente. Si tratta dell’ipotesi di cambio di destinazione d’uso dei canali 24 e 25 del digitale terrestre, oggi utilmente adibiti a trasportare «Rai Movie» e «Rai Premium»: pezzi forti dell’offerta di film, audiovisivi e fiction del servizio […]

Congresso mondiale delle famiglie: il Circo Barnum del regresso

di Adele Orioli

Si scrive Congresso mondiale delle famiglie si legge intolleranza e inciviltà. Molti occhi sono puntati su Verona dove per il prossimo fine settimana si terrà un apparentemente innocuo consesso dall’altrettanto apparentemente rassicurante titolo di Congresso mondiale delle famiglie, organizzato annualmente in varie parti del globo dall’Organizzazione mondiale per la famiglia (IOF), lobby cristiana statunitense sorta con il dichiarato scopo di “unire e dotare i leader di tutto il mondo di strumenti per promuovere la famiglia naturale come sola unità stabile e fondamentale della società”.

Dove per famiglia naturale, casomai ci fossero dubbi, è da intendersi esclusivamente “l’unione di un uomo e una donna in un’alleanza permanente suggellata col matrimonio” e dalla quale deriva evidentemente la netta condanna di tutto ciò che non ne sia pienamente conforme.

D’altronde la stessa nascita dell’Iof, consacrata a Praga nel 1997 con la prima edizione di questo Congresso, prometteva male: da una sinergia tra il white nationalism americano e il suo omologo russo, in particolare dalle prime elaborazioni di Allan Carlson, reganiano di ferro, Anatoly Antonov e Viktor Medkov che identificano nella rivoluzione sessuale e femminista la causa della crisi demografica occidentale, evidentemente non sono nati diamanti.
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Stefano Cucchi: storia di una normale famiglia italiana

di Fabio Anselmo, avvocato della famiglia Cucchi

La storia della famiglia Cucchi è quella di una normale famiglia italiana. Giovanni, geometra, ha lavorato fino alla pensione. Rita, maestra, anche lei in pensione. Ilaria è amministratrice di condomini. Stefano, fratello più piccolo, pure lui geometra, è morto da nove anni. Una famiglia piccolo borghese cattolica e di sani principi. Si sono misurati tutti uniti con le difficoltà di Stefano dovute alla sua fragilità di carattere. Intelligente, spesso brillante, sempre allegro e canzonatorio. Ma doveva fare i conti con il suo aspetto di ragazzino piccolo di statura e minuto, tanto da farlo sembrare quasi un bambino. Non poteva accettare di essere visto così dal momento che lui, dentro, si sentiva, ed era, un gigante.

La droga era stata presto la facile via di fuga da una quotidianità che mal tollerava. Mentre papà, mamma e la sorella Ilaria vivevano una vita “perfettamente normale”, lui in quella vita proprio non riusciva a riconoscercisi, sempre alla ricerca di essere diverso e più grande di come si sentiva, afflitto da un insopportabile complesso di inferiorità che era la sua camicia di forza.

È stato così che la tranquillità di una normale famiglia italiana venne sconvolta dalla tossicodipendenza di Stefano. A momenti di serenità e tranquillità famigliare succedettero ciclicamente periodi difficili e bui dove la droga metteva di fronte a loro un altro Stefano che cadeva e, con il loro aiuto mai mancato, si rialzava per poi cadere di nuovo. Ma la famiglia Cucchi una certezza ce l’aveva e non l’avrebbe mai perduta: il rispetto per la legge e la fiducia nello Stato. Al di sopra di tutti la fede in Dio.
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Famiglia: il ddl Pillon e i pericoli di una legge infarcita di ideologia

di Mauro Grimoldi

Non sembra certo essere questo il migliore dei mondi possibili secondo il neo senatore promoter dei Family day Simone Pillon. Nelle scuole italiane trova sempre qualcuno di troppo che racconta favole di streghe ai bambini, succede che alcune gravidanze indesiderate vengono interrotte e anche che talvolta qualcuno si innamori di una persona dello stesso sesso e reclami il diritto all’uguaglianza. Tutte brutte faccende per lui, di cui si sta alacremente occupando da quando è iniziato il suo mandato, stregoneria inclusa.

In più, suo recente cruccio, i matrimoni in Italia non sono indissolubili dal referendum sul divorzio del 1974. Un po’ come in tutti gli altri paesi occidentali. Senza più troppa fede in un Dio che unisce ciò che l’uomo non può dividere, nel corso degli ultimi vent’anni sia le separazioni che i divorzi sono più che raddoppiati. Così ecco comparire, gocciolante di limpida acqua di fonte battesimale il ddl Pillon, ambiziosamente destinato a risolvere tutte le sperequazioni dell’odierno diritto di famiglia “rimettendo al centro la famiglia e i genitori”.

Punti essenziali, tempi di collocamento paritari tra papà e mamme dopo una separazione, mantenimento in forma diretta dei figli cercando di evitare gli assegni di mantenimento e contrasto di tutte quelle situazioni in cui i figli rifiutino di incontrare uno dei genitori. Il tutto confezionato con l’ambiziosa etichetta di “bigenitorialità perfetta”. Leggendo un po’ meglio, tuttavia, ci si accorge che la perfezione è in effetti attributo non umano.
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“Un affare di famiglia”: ma che cosa si intende per famiglia?

di Dario Zanuso e Aldo Zoppo

Durante la proiezione la memoria corre ad un precedente film di Kore-eda, “Father and son”, del 2013. Qui due famiglie tra loro diversissime, una molto ricca e una povera, crescono per sei anni un figlio, quando scoprono che, per uno scambio avvenuto nella culla poco dopo la loro nascita, non si tratta del loro vero figlio. La scelta più scontata sembra quella di rimediare all’errore, attraverso un nuovo scambio. Ma è davvero la soluzione migliore? Che natura hanno i legami che tengono unita una famiglia? Conta il sangue, la biologia, o non piuttosto il tempo passato assieme e ciò che questo è capace di costruire?

Gli stessi interrogativi, posti con ancora maggiore radicalità, sono al centro anche di “Un affare di famiglia. Quella evocata nel titolo è la famiglia Shibata. Ci viene presentata con le tonalità lievi della commedia. Il padre, Osamu, con la complicità del giovane figlio, taccheggia un supermercato. In fin dei conti, osserva divertito, finché i prodotti sono sugli scaffali non hanno ancora un proprietario.

Sulla via di casa intravedono, tra le inferriate di un balcone, gli occhi tristi di una bambina. Sembra piuttosto malconcia e abbandonata a sé stessa. Decidono di portarla con loro per rifocillarla. Arrivati a casa scoprono che ha il corpo pieno di ferite. Forse è meglio tenerla con loro, pensano, piuttosto che restituirla ai genitori. In fin dei conti, di nuovo osserva Osamu, se non chiediamo un riscatto non può trattarsi di un rapimento.
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La Costituzione per l’uguaglianza e la democrazia

di Roberta Mistroni

La Costituzione è la legge fondamentale della Repubblica italiana. È stata approvata dall’Assemblea Costituente della Repubblica il 22/12/1947 ed è entrata in vigore il 1° gennaio del 1948. Il testo comincia con 12 articoli che definiscono i principi fondamentali e prosegue con l’enunciazione dei diritti, doveri e libertà dei cittadini (artt.13-54) suddivisi in quattro parti: sui rapporti civili, etico-sociali, economici e politici. La seconda parte della Costituzione è dedicata all’ordinamento dello Stato (artt.55-139) ed è suddivisa in 6 titoli: il Parlamento, il Presidente della Repubblica, il governo, la magistratura, le regioni, le province e i comuni e le garanzie costituzionali.

La nostra Costituzione ha, tra le altre, due caratteristiche fondamentali:

  • 1. è una Costituzione rigida nel senso che la sua revisione non può essere effettuata con legge ordinaria, ma solo con una legge che preveda una procedura di approvazione rafforzata, cioè con una procedura più complessa di quella prevista per le leggi ordinarie al fine di assicurare una maggiore ponderazione (vedi art.138).
    Purtroppo la rigidità della nostra Costituzione da molti anni è stata superata con l’introduzione di numerose leggi ordinarie che, pur non modificandola formalmente (d’altra parte non sarebbe stato possibile!), l’hanno fatto materialmente. Ritorneremo tra poco su questo argomento;
  • 2. è una Costituzione sociale nel senso che nella prima parte non si limita ad affermare i diritti e le libertà dei cittadini ma si impegna a garantirli e a rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla loro applicazione: art.2 – la Repubblica riconosce e garantisce i diritti fondamentali dell’uomo; art.3 – tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali di fronte alla legge .. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impedisce il pieno sviluppo della persona umana; art.4 – la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto.
    Gli articoli citati sono solo un’esemplificazione del carattere sociale della nostra Costituzione. In realtà tale carattere si evince da molti altri articoli contenuti nei principi fondamentali e nella prima parte, su molti dei quali ci soffermeremo tra poco.

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Brasile: un Paese per tutti contro la povertà

Un Paese per tutti di Gianfranco Cordisco
Un Paese per tutti di Gianfranco Cordisco

di Sergio Palombarini

Nel libro Un paese per tutti è esposto uno studio interdisciplinare sull’impatto della Bolsa Família, il programma statale in corso da tredici anni in Brasile per ridurre la povertà che prevede l’erogazione di un sussidio in denaro a favore delle famiglie con basso reddito a condizione che i bambini e i ragazzi che ne facciano parte frequentino regolarmente la scuola, siano vaccinati e sottoposti a periodiche visite mediche.

Lo scopo dell’iniziativa è interrompere la trasmissione generazionale della povertà, cioè evitare che i figli di persone povere abbiano la loro esistenza segnata dall’analfabetismo o da malattie contratte nei primi anni di vita, attraverso un reddito minimo di cittadinanza che stimoli il comportamento attivo di tutto il nucleo famigliare. La Bolsa Família è la più grande iniziativa di contrasto alla povertà mai promossa da uno Stato poiché coinvolge oltre 50 milioni di persone.
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