Stop F35, ultima possibilità

di Giulio Marcon Nel giro di un paio di giorni i mezzi di informazione ci hanno prima informato che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha rassicurato il segretario di Stato americano Mike Pompeo sul nostro impegno per gli F35 (si va avanti, nessun ripensamento) e poi che i primi sei F35 italiani sono stati […]

Il complesso militare: la saga infinita degli F35, l’aereo che nessuno vuole (tranne gli italiani)

F35
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di Leopoldo Nascia

Matteo Renzi si è accorto che tra i tagli possibili ci sono i cacciabombardieri F35 americani. Ma l’annuncio, come nel suo stile, è durato lo spazio di una dichiarazione. Nessun pericolo per la Lockheed Martin e per i generali italiani. Eppure gli F35 sono la sintesi di tutti gli errori possibili, d’Italia e d’Europa. Con la spesa in bilancio nel 2014 si potevano mettere in sicurezza 1500 scuole. Hanno costi enormi e gli stessi vertici Usa ne denunciano i problemi tecnici non risolti. Sono già stati cancellati o ridimensionati da vari paesi, ma l’Italia è determinata ad andare avanti. Riflettono il monopolio militare americano e il fallimento dell’integrazione europea nella difesa. Mettono l’integrazione delle armi in ambito Nato davanti a quella europea.

L’Europa è sempre più “nano politico”, ma le sue armi continuano a crescere, al servizio del potere americano, degli interessi geopolitici dei paesi più ambiziosi – Francia e Gran Bretagna innanzi tutto, le due potenze nucleari del continente – e degli apparati militari-industriali di ciascun paese.

Il “nano politico” si è visto all’opera in Ucraina: subalterno alle ambizioni della Nato, con una politica estera ridotta agli accordi commerciali, ma trascinato poi – era già avvenuto nell’ex-Jugoslavia – nei conflitti innescati da frammentazione politica, declino economico e nazionalismi. Ancora peggio è andata in Siria o in Libia: divisioni europee, pressioni sbagliate per interventi militari, nessuna soluzione politica capace di costruire stabilità e democrazia.
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Alba: ecco le armi della pacificazione Pd-Pdl

del comitato operativo nazionale di A.L.B.A. (Alleanza Lavoro, Benicomuni, Ambiente) Scrive Barbara Spinelli, citando Franco Cordero che “il tempo storico ha degli scatti, e ogni tanto gli scenari mutano improvvisamente: un tabù civilizzatore cade; avanza un nuovo che scardina la convivenza cittadina regolata”. Nel giro di un giorno sono successi due fatti che possiamo leggere […]

“Cura la tua destra”. Perché non tagliare le spese militari?

Nella serata di sostegno al Manifesto che si terrà venerdì 29 alle 18:30 nella Sala dello Zodiaco della Provincia – organizzata dal PdCI, con la partecipazione di Leopoldo Nascia di “Sbilanciamoci” e di Tommaso Di Francesco del Manifesto – si parlerà di crisi del debito e di spesa militare. Sul tema interviene Giorgio Tassinari* per segnalare come dalla messa a confronto della spesa militare tra i paesi del G8 emerga un’anomalia tutta italiana. Leggi di più a proposito di “Cura la tua destra”. Perché non tagliare le spese militari?

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