Acqua Pubblica

Bologna, ex scuole Ferrari: l’acqua della vergogna

di Sergio Caserta

E così Bologna si scopre anche crudelmente burocratica, taglia la luce e perfino l’acqua alle ex scuole Ferrari, occupata dai poveracci. La ragione spiegata dall’assessore Frascaroli è che i funzionari non potevano fare altrimenti, perché sarebbero incorsi, continuando a pagare le indebite bollette, nel reato di procurato danno erariale.

La forza della legge! Invece chissà perché, quando si tratta di autorizzare varianti ai piani regolatori per trasformare aree verdi in zone edificabili, allora cambiare le norme è possibile, in nome del profitto privato che diventa interesse pubblico. Sta qui il grande inganno e la ragione dell’involuzione di un territorio che era stato la culla degli ideali del socialismo dal volto umano, della giustizia sociale e delle opportunità.

Hanno dimenticato da dove sono nati, da quelle lotte bracciantili e operaie contro il latifondo e contro il fascismo, dalla resistenza che modellò una classe dirigente che rese queste città un modello di sviluppo economico e integrazione sociale. I figli e i figli dei figli dei cooperatori che realizzarono le società di mutuo soccorso che propugnavano gli ideali di uguaglianza e solidarietà, sono diventati, algidi burocrati, adoratori del dio profitto, nemici di chi è più debole, freddi esecutori delle leggi, quando si tratta di perseguire le diversità.
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