Come combattere i paradisi fiscali: indagine sui paradisi fiscali

di Thomas Piketty

Per chi ha a cuore i temi dell’ineguaglianza, della giustizia globale e del futuro della democrazia “La ricchezza nascosta delle nazioni” di Gabriel Zucman è una lettura fondamentale. Si tratta forse del miglior libro mai scritto sui paradisi fiscali e su quello che possiamo fare per contrastarli. Non è eccessivamente tecnico, si legge con piacere e raggiunge tre obiettivi in modo conciso ed efficace.

Prima di tutto ricostruisce l’affascinante storia dei paradisi fiscali: come sono nati nel periodo tra le due guerre, e come hanno via via assunto il ruolo essenziale che svolgono oggi. Fornisce inoltre la stima più completa e rigorosa mai proposta dell’entità finanziaria dei paradisi fiscali nell’attuale economia mondiale. Infine, soprattutto, suggerisce una linea di condotta precisa e realistica per cambiare le cose, cominciando con la creazione di un catasto mondiale dei patrimoni finanziari che registri i proprietari delle azioni e obbligazioni in circolazione.

I paradisi fiscali, e con loro l’opacità finanziaria, sono una delle principali forze trainanti alla base delle crescenti ineguaglianze economiche nel mondo e costituiscono una seria minaccia per le nostre società democratiche. Perché? Molto semplicemente perché le democrazie moderne si reggono su un contratto sociale fondamentale: tutti devono pagare le tasse su una base equa e trasparente per finanziare l’accesso a un gran numero di beni e servizi pubblici. Come è ovvio sussiste un margine di disaccordo su che cosa significhi imposizione «giusta» e «trasparente».
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È un condono, c’è poco da fare

Euro - Foto di Images Money
Euro - Foto di Images Money
di Alfiero Grandi

È legge, dopo il voto del Senato, un provvedimento di cui governo e maggioranza non hanno motivo di vantarsi. È una revisione politica e di principio radicale sull’evasione fiscale. Tanto più incomprensibile in questa fase, dopo gravi episodi di corruzione, che si reggono sull’occultamento dei capitali. Il Giornale fa bene a sottolineare che grazie a questo governo è caduto a sinistra il tabù dei condoni fiscali. Purtroppo il Senato ha evitato qualunque miglioramento del testo. Questa legge riduce le sanzioni e taglia di netto le pene per quanti hanno esportato illegalmente capitali all’estero ed è stata estesa con gli stessi vantaggi anche a quanti hanno lasciato i quattrini in Italia, il “nero domestico”. Un’equità rovesciata.

Il termine per i vantaggi previsti dalla nuova legge è stato portato al 30 settembre 2014, praticamente ad evasione ancora calda. Non si era ancora spenta l’eco di una ripresa della fuga dei capitali dall’Italia che subito è stato loro offerto un trattamento di favore fino all’ultimo istante possibile. Il tempo di accertamento dell’evasione fiscale è un altro regalo importante. Il raddoppio vigente dei tempi di prescrizione per reati fiscali come l’esportazione illegale di capitali viene ridimezzato con questa legge e quindi l’accertamento sarà possibile solo su 5 anni anziché su 10, gli altri non saranno più perseguibili. Un bel regalo.
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A cavallo della chiusura delle urne, ancora sul voto utile

Votazioni 2013di Mauro Antonio Miglieruolo

Si stanno chiudendo le urne per il voto politico 2013 e sue sono le possibilità sulle quali sono interessato a ragionare: se si vota per realizzare un determinato obiettivo o determinati obiettivi l’appello al voto utile è una evidente assurdità: si dovrebbe votare per chi quegli obiettivi si propone; se invece il voto non è “per” ma “contro” qualcuno allora il voto “utile” acquista un suo senso, sia pur degradato.

A tale proposito dichiaro che, nonostante la scarsa fiducia che nutro nella effettiva democraticità delle elezioni (per come è organizzata la società molto prima che in ragione delle norme elettorali), voto per intervenire nel gioco delle forze politiche per (cioè intervengo nella congiuntura politica particolare per):

  • realizzare il necessario rinnovamento delle persone, dei programmi, delle pratiche politiche degenerate dietro le quali prospera la classe politica attuale; e se non il rinnovamento, almeno il ridimensionamento;
  • quindi in favore di chi offre prospettive di operare in tale senso, mostrando nel contempo attenzione agli obiettivi che più mi stanno a cuore, il recupero del potere d’acquisto di salari e pensioni, dei diritti dei lavoratori, del ridimensionamento del ricorso al lavoro precario, ricostruzione della legalità, la lotta all’evasione e speculazione e, fondamentale, chi si proponga di finanziare le attività produttive e non il finanziamento della finanza.

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