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La sinistra “rinasce” dai sindaci

di Daniela Preziosi

Grande confusione sotto il cielo della sinistra radicale italiana ma la situazione non è eccellente, almeno per ora. Al lato sinistro del Pd il 2019 si apre con la nebbia fitta. Per la seconda settimana di gennaio De Magistris ha convocato la nuova – ennesima – riunione che dovrebbe sancire l’inizio della raccolta delle firme per la sua lista alle europee del 26 maggio.

Saranno della partita Sinistra italiana, Rifondazione comunista ma anche la «vecchia» Altra Europa con Tsipras, il cui simbolo potrebbe partecipare di diritto alla competizione per Bruxelles. Ma il sindaco di Napoli preferisce una strada più civica: si è convinto, con fatica, che la sua faccia e il suo marchio – anche con la parola magica «popolo» nel simbolo – non sono abbastanza per un exploit alle urne e ora è a caccia di nomi-simbolo.

Corteggiato numero uno è l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano. Che fin qui ha affettuosamente declinato. Qualche sì «di peso» però è arrivato: quello ancora non ufficiale di Fabio Anselmo, avvocato della famiglia Cucchi (Ilaria ha declinato). La sinistra ancora tramortita dal flop delle politiche guarda con speranza anche a un evento esterno ma non troppo: l’elezione di Maurizio Landini a segretario Cgil. L’ex leader della Fiom, a suo tempo leader della Coalizione sociale con Stefano Rodotà e don Luigi Ciotti, potrebbe favorire la ripresa di fiato della sinistra.

De Magistris prepara la lista e lancia l’Opa sui delusi M5S

di Salvatore Cannavò

Il progetto politico che il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha lanciato ieri a Roma, non è una riedizione dell’unità a sinistra. Per lo meno non nelle forme che abbiamo visto finora. De Magistris punta al bersaglio grosso e lo dimostra l’obiettivo principale dei suoi attacchi lanciati in un Teatro Italia gremito ieri in tutte le sue parti: il Movimento 5 Stelle.

Attacchi diretti a Roberto Fico che non sta facendo nulla per rispettare gli impegni storici, come l’acqua pubblica, e attacchi violenti al ministro Danilo Toninelli che aveva dichiarato la scorsa estate di voler chiudere i porti contro i migranti: “Lancio un appello alle navi, venite a Napoli, abbiamo due gommoni e quando ci sarà da salvare dei migranti sulla prima barca ci salirò direttamente io. Vediamo se vorranno spararci: Toninelli vergogna”.

L’attacco è scagliato in nome di un bene superiore, costruire l’opposizione contro il “nemico numero uno”, l’onda nera che avanza in Europa e che in Italia ha il volto del ministro “più a destra della storia della Repubblica, il fascista e razzista Matteo Salvini: non sarà il ping pong Fico-Di Maio a risolvere i problemi”, scandisce. E quindi, fa capire, la vera alternativa alla Lega sono io perché il “M5S ha tradito i suoi valori: Fico quand’è che rendi l’acqua un bene comune?”.

Elezioni europee e regionali: il prossimo voto in Emilia Romagna

Regione Emilia Romagna - Foto di Wikipedia

di Sergio Caserta

In Italia, si sa, da quando ai partiti si sono sostituite congerie di apparati al servizio di gruppi economici o di vari interessi, la politica prende veramente vita solo in corrispondenza di scadenze elettorali, che per le peculiari caratteristiche del Paese, totale discordanza tra diversi livelli istituzionali, avvengono con frequenza e cadenze ravvicinate. Cosicché non abbiamo ancora digerito le elezioni politiche del 4 marzo che hanno terremotato il quadro politico, che si avvicinano rapidamente quelle europee e le regionali in Emilia Romagna, Piemonte, Sardegna, Abruzzo e Calabria, più un centinaio di comuni per lo più al di sotto dei quindicimila abitanti.

Il governo giallo verde a meno di improvvisi scossoni difficilmente andrà in crisi, la prova del nove è rappresentata dal DEF che se conterrà provvedimenti anche parziali in tema di reddito di cittadinanza, flat tax e pensioni, è destinato a consolidare il Salvimaio, almeno fino alle europee, con buona pace della “ruota della fortuna” auspicata da Renzi. Lo ha detto chiaramente Salvini, rispondendo a Berlusconi: va bene allearsi alle amministrative, ma il governo non si tocca. È chiaramente un gioco delle parti che consente ai due di spalleggiarsi, tranquillizzando i propri elettorati, quello residuale di Berlusconi è ormai rappresentato pressoché unicamente dal mondo Fininvest.

Perché voto la lista Tsipras

Alexis Tsipras - Foto di Wikipedia

Alexis Tsipras - Foto di Wikipedia

di Silvia R. Lolli

Vista la continua disinformazione per tutte le liste partecipanti alle elezioni europee il voto per la lista Tsipras, mi convince sempre di più. Sui canali televisivi nazionali, salvo un po’ quello regionale, mancano sempre le voci, durante la passerella dei candidati, di quelli della lista Tsipras. Un po’ meglio va a La7, ma non sarà un caso se l’informazione italiana evita di dare le notizie e di fare vedere i suoi candidati.

Un po’ di contro-informazione nella partecipazione al voto potrebbe solo fare bene visto il momento d’incertezza culturale esistente. Ci sono altri elementi che mi fanno ritenere importante questa scelta. Il candidato della lista è un greco, cittadino di uno Stato europeo che ha dovuto subire le scelte di un sistema che di politico, in termini di diritti e di solidarietà, ha sempre di meno.

La proposta di riprendere la strada dei diritti diventa la priorità. È il tema politico principale che contraddistingue la lista. Un altro elemento è quello di sostenere i paesi del Sud Europa, che non possono essere in subordine a quelli del Nord solo per i loro problemi economici, e che diventano importanti, riconoscendogli autonome responsabilità, per fare da cuscinetto ai tanti poveri migranti. È a questi paesi che viene richiesto di rimediare ai centenari sbagli fatti dall’Occidente.