Matera 2019: se l’Europa si allontana. Qualche parola su queste elezioni

di Michele Fumagallo Prevedibili ma brutti i risultati di queste elezioni europee del 26 maggio. A Matera e in tutta la regione. Anche per queste elezioni vale ciò che scrissi per quelle regionali: l’analisi del voto non può più essere quella, più o meno razionale, che si faceva nella Prima Repubblica. La decadenza e l’irrazionalità […]

Sui veri risultati italiani delle Europee 2019. Non facciamoci abbagliare da percentuali di percentuali

di Wu Ming Un solo esempio per far capire quanto l’astensione al 44% distorca la “fotografia” e renda i ragionamenti sulle percentuali dei votanti – anziché del corpo elettorale – del tutto sballati: alle politiche del 4 marzo 2018 il PD prese 6.161.896 voti. Alle Europee di ieri, 6.045.723. Non c’è nessun «recupero», sono oltre […]

Matera 2019: le elezioni di domani sono una spia della “coerenza” europea della città

di Michele Fumagallo Ci sono state varie polemiche in città sul primato della lotta per avere l’anno di capitale europea della cultura. Mettiamole da parte perché interessano poco. La cronaca narra che il Partito Democratico ha avuto un ruolo decisivo nel raggiungere l’obiettivo. Come questo è stato raggiunto, poco importa qui. Importa invece come sono […]

Il voto per la Sinistra Europea: un invito e un chiarimento

Riceviamo la segnalazione di questo appello pubblicato da Inchiesta Online il 16 maggio 2019 e riproponiamo. di Enrico Pugliese Il panorama politico europeo è quanto mai confuso con una frammentazione che attraversa gruppi e coalizioni. Anche l’Italia dà il suo contributo in questo senso con un partito che non si dichiara né di destra né […]

Partiti di sinistra, dove siete?

di Luigi Ambrosio People Rise Up. Il popolo insorge. Uno slogan che campeggiava su un grande striscione in piazza Syntagma ad Atene durante le proteste contro l’austerità e i tagli imposti dall’Europa. Uno slogan che oggi è ricomparso – indovinate un po’? – alla conferenza stampa con cui Salvini ha iniziato la campagna elettorale per […]

Elly Schlein: “Non mi candido, alla sinistra serve una scelta unitaria”

di Daniela Preziosi Elly Schlein, europarlamentare uscente. Tutte ma proprio tutte le liste del centrosinistra le hanno chiesto di candidarsi. Lei non ha scelto nessuna, ha scelto di non correre. Perché? È una scelta sofferta ma inevitabile per il senso di tutto il mio lavoro di questi cinque anni a Bruxelles. So che scontento molti […]

Per cambiare la Grecia e l’Europa: la risoluzione del Comitato Centrale di Syriza per le elezioni europee

di Syriza, traduzione di Argiris Panagopoulos

Le elezioni europee del 2019 rappresentano un fatto importante e cruciale sia per il futuro dell’Unione europea che per ciascun paese singolarmente. Saranno condotte in un contesto di prolungata incertezza, in un mondo in rapido cambiamento, e con le sfide che ci attendono che sono molte e particolarmente complesse.

L’austerità si è dimostrato che non ha rappresentato per il neoliberismo una scelta congiunturale alla crisi economica, ma il veicolo per trascinare storicamente verso il basso i bisogni del mondo del lavoro e trasformare le società europee in società con basse aspettative, per imparare loro a vivere con meno, anche se producono di più.

L’austerità permanente e la svalutazione del lavoro si riproduce come una tendenza costante, tendenza che rappresenta il risultato obbligato della sottomissione voluta dell’EU alle regole imposte dai mercati monetari internazionali. Una tendenza, per la cui inversione serve lo spostamento degli equilibri politici a favore del mondo del lavoro, dell’ecologia e della pace, con un programma radicale di cambiamento, che agirà come un baluardo di fronte al potere dei mercati ed un programma radicale di cambiamenti per la condivisione del rischio, elemento necessario per fermare il potere della disciplina che cercano di imporre i mercati.
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Pd - Foto di Orsonisindaco

Europee, il Pd forse apre a sinistra. Ma c’è una sinistra all’altezza della sfida?

di Sergio Caserta

Le prossime elezioni europee segnano uno spartiacque per l’attuale governo in carica, retto dal patto-contratto di governo tra M5s e Lega. Se confermeranno l’irresistibile ascesa del partito di Matteo Salvini, allora per Luigi Di Maio & C. la situazione potrebbe diventare insostenibile: piegarsi definitivamente ai diktat del “capitano” o rinunciare alla prosecuzione del governo e anche alla leadership nel Paese, già allo stato presente alquanto usurata? In ogni caso il risultato delle Europee sarà determinante.

Tra i due maggiori competitor però si è reinserito il Partito democratico, dato in buona ripresa dopo l’elezione di Nicola Zingaretti, come in parte hanno indicato le Elezioni regionali in Abruzzo e in Sardegna in cui il centrosinistra, guidato da due candidati non diretta espressione del Pd – Giovanni Legnini e Massimo Zedda -, ha recuperato una parte dei voti persi alle politiche di un anno fa, seppur non si possa certo parlare di successo.

Ora sembra che Zingaretti intenda almeno per le Europee rilanciare la centralità del Pd, ma riesumando l’apertura ad alleanze anche a sinistra. Non è per niente chiaro però in quale direzione, soprattutto per quanto riguarda le politiche del lavoro e ambientali sulle quali si è rotto la testa Matteo Renzi.
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