Referendum, Erri De Luca: “Politici corrotti, giù le mani dalla Carta”

Erri De Luca - Foto di Lettera43.it
Erri De Luca – Foto di Lettera43.it

di Giacomo Russo Spena

Dopo istigatore alla violenza e cattivo maestro, adesso verrà definito anche un parruccone o, addirittura, “conservatore” perché, secondo lui, è un grave errore toccare la nostra Costituzione. Erri De Luca – scrittore, poeta impegnato e uomo di cultura – prende posizione sul referendum costituzionale del 4 dicembre dove si recherà al seggio per esprimere il suo NO, un voto principalmente contro Renzi, reo di aver personalizzato la partita. Non ha competenze specifiche in materia, lo ammette lui stesso, ma è sicuro che questa classe dirigente – con la corruzione ormai diffusa nelle istituzioni – non sia legittimata e idonea a revisionare la Carta: “Considero la Costituzione italiana l’equivalente laico di un testo sacro, perciò intoccabile”, ci dice.

De Luca, che idea si è fatto della discussione sul referendum costituzionale?

Il dibattito è tra sordi, come si conviene al nostro Paese. Per me resta più un referendum sul governo e meno sulla materia costituzionale. È in corso un assaggio di campagna elettorale.

Saranno molti gli elettori che come Lei voteranno NO per le condizioni di disagio socio-economiche del Paese, senza entrare nel merito del quesito referendario?

Assolutamente, del resto confermo il mio voto: il NO è un pronunciamento contro il governo in carica.

Voterà NO come Salvini e Brunetta. La imbarazza?

Se è per questo, mettiamoci pure D’Alema tra i votanti che sperano di trarre vantaggio politico dal NO. Io, invece, non ho nessun vantaggio da ottenere, solo la difesa di quel nobile pezzo di Carta.
Leggi di più a proposito di Referendum, Erri De Luca: “Politici corrotti, giù le mani dalla Carta”

No Tav: una rondine non fa primavera, ma uno stormo di rondini…

No Tav
No Tav
di Nicoletta Dosio

Avvertita di una mia presunta dichiarazione comparsa sul quotidiano La Stampa, in un articolo dal titolo “Noi siamo tenaci. Ma De Luca attira solo gli irriducibili”, sono andata a leggermi l’articolo. Si riferisce all’assemblea tenutasi a Bussoleno dopo la sentenza e, a proposito del mio intervento, si riportano parole di elogio alla “magistratura” che non ho mai detto, e non le ho mai dette perché non le penso.

Una sentenza giusta può essere caso mai ascritta a merito della persona che l’ha pronunciata, ma non basta certo ad assolvere una magistratura che non solo rispetto ai processi contro i NO TAV, ma in infiniti altri casi (e si potrebbe dire da sempre), salvo pochissime eccezioni, dimostra esattamente il contrario, con imputazioni, procedure e sentenze prone ai poteri forti e punitive per le vittime.

Considero la giusta sentenza nei confronti di Erri De Luca non la regola, ma l’eccezione, rispetto a cui si potrebbe dire che “una rondine non fa primavera”. L’inverno della repressione lo respiriamo ogni giorno nella nostra Valle militarizzata, nelle prigioni diventate più che mai strumento di controllo sociale, nei tribunali dove tanti nostri compagni, soprattutto giovani, si vedono infliggere anni di carcere per una resistenza condivisa e praticata collettivamente e, quella sì, giusta perché rivolta alla difesa di diritti inalienabili.
Leggi di più a proposito di No Tav: una rondine non fa primavera, ma uno stormo di rondini…

Erri De Luca - Foto di Lettera43.it

Erri De Luca, giustizia è fatta

di Paolo Flores d’Arcais

In un paese civile e democratico, una sentenza giusta non dovrebbe essere motivo di giubilo, perché dovrebbe costituire la normalità la routine la ovvietà. In Italia non è così: troppe assoluzioni per imputati colpevoli e troppe condanne per imputati innocenti.

Per ogni democratico è dunque motivo di gioia la sentenza con cui è stato assolto Erri De Luca dall’imputazione di istigazione a delinquere. Questo processo in realtà non avrebbe mai dovuto cominciare. La sentenza pone in chiaro la distanza abissale fra una libera opinione e quel reato specifico che è l’istigazione a delinquere.

L’Italia ha dovuto subire l’umiliazione di veder intervenire il Presidente della Repubblica francese e il ministro della Giustizia di quel paese. Erri De Luca ha ribadito in aula il diritto di invitare a sabotare come legittima difesa e la sentenza rende omaggio non solo alla libertà di espressione ma anche alla lingua italiana.

In Italia ogni giorno viene compiuto il reato di istigazione a delinquere da parte di razzisti e il delitto di apologia di fascismo, entrambi nella più sfacciata impunità, mentre si è voluto imputare di istigazione quella che era e resta solo una libera opinione. Giustizia è fatta, almeno questa volta.
Leggi di più a proposito di Erri De Luca, giustizia è fatta

La parola contraria: Erri De Luca o dell’istigazione

di Luca Mozzachiodi

Perché recalcitrate a quella voglia
a cui non puote il fin mai esser mozzo,
e che più volte v’ha cresciuta doglia?
(Dante, Inferno IX)

Ricordo i giorni di fine estate in cui ci arrivò notizia della denuncia contro Erri De Luca depositata da LTF, la ditta che ha in carico la costruzione della linea di alta velocità Torino-Lione, l’ormai famigerata Tav; in quel momento ho pensato: stanno denunciando uno scrittore per quello che dice, sono forse decenni che non succede! Che sia un segno di salute del mondo culturale italiano? Possibile che qualche potere sia ancora in difficoltà di fronte alla parola di uno che scrive poesie e romanzi?

A dimostrazione del fatto che non sempre e non tutti i processi danno un’immediata notorietà devo dire che, almeno personalmente, non corsi in libreria a comprare i libri di De Luca e mi limitai a seguire le vicende giudiziarie, finché poco tempo fa, in concomitanza con la ripresa autunnale delle udienze e con la richiesta, da parte dell’accusa, di otto mesi di reclusione per istigazione al sabotaggio, ho ceduto al consiglio di un amico lasciandogli vincere la mia ritrosia nei confronti dei narratori italiani contemporanei e ho letto La parola contraria (Feltrinelli, 2015).
Leggi di più a proposito di La parola contraria: Erri De Luca o dell’istigazione

Erri De Luca - Foto di Lettera43.it

Erri De Luca, ecco perché non si può accusare di istigazione uno scrittore

di Davide Steccanella per Gli Stati generali

Si è svolta davanti al Tribunale di Torino la prima udienza che vede imputato lo scrittore Erri De Luca per alcune affermazioni contenute in una intervista rilasciata dallo stesso ad Huffington Post a proposito della attività di sabotaggio in corso da anni in Val di Susa contro la costruzione della linea ad alta velocità.

Il processo scaturisce dalla denuncia presentata da una impresa costruttrice, e che la Procura di Torino, con il succesivo avallo del Giudice della Udienza preliminare, ha ritenuto qualificare ai sensi dell’art. 414 del Codice Penale che punisce con pena da 1 a 5 anni “chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più delitti”. Al di là della evidente eclatanza della iniziativa, non si riscontrano in epoca recente analoghi casi di scrittori mandati “alla sbarra” come istigatori per avere espresso una opinione, qualsivoglia essa sia , qualche considerazione giuridica sulla fattispecie penale contestata si impone.

“Istigare”, se le parole hanno ancora un senso, significa qualcosa di più di “convincere” qualcuno a fare qualcosa (o di rafforzarne il proposito), necessita quanto meno di una condotta attiva volta a determinare in altri un comportamento delittuoso che altrimenti non verrebbe, senza la predetta istigazione, posto in essere. Occorrono dunque due requisiti che la locale Procura non pare abbia ritenuto di ricercare ossia: 1) la effettiva capacità di influenzare in modo significativo le altrui condotte e 2) una precedente assenza di autodeterminazione in capo al soggetto istigato.

Sul punto si osserva che per prima cosa lo scrittore non può essere equiparato al leader di un Partito o di un Movimento politico in grado, per il suo ruolo, di incitare gli iscritti ad agire secondo la linea politica loro indicata, ed è appena il caso di ricordare che mai in precedenza noti e reiterati incitamenti a varie forme di disobbedienza fiscale o di diversa natura da parte di alcuni leader politici risultano essere stati “attenzionati” dalle numerose procure italiche.
Leggi di più a proposito di Erri De Luca, ecco perché non si può accusare di istigazione uno scrittore

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi