La rivoluzione del nostro tempo: a Bologna un dialogo sul nuovo socialismo

di Sergio Caserta

Viviamo un tempo di sconquassi sociali, economici, ambientali e politici. La più grave crisi scoppiata in occidente dopo quella fatidica del 1929, ha mostrato la capacità distruttiva del liberismo nella sua forma estrema del turbocapitalismo finanziario. Una crisi aggravata dalle conseguenze della globalizzazione che avendo spalancato le porte alla concorrenza sfrenata tra imprese e sistemi Paese, ha determinato la caduta delle barriere protettive che avevano garantito bene o male, le condizioni di vita in Europa e in tutto l’occidente.

Abbiamo visto prima crescere impetuosamente la disoccupazione e l’attacco ai livelli salariali con l’espansione incontrollata di tutte le possibili forme di precariato, conseguentemente la riduzione di diritti sociali conquistati con dure lotte nel secolo precedente: le pensioni, la sanità, la previdenza, e perfino la salute e l’istruzione sono diventati sempre più merci da comprare a duro prezzo.

Ora dopo un’apparente breve tregua la crisi è ripartita sotto forma di guerra commerciale, inaugurata dal Presidente degli Usa che per difendere a suo dire l’industria americana, non trova di meglio che imporre dazi ai concorrenti, blocchi e sanzioni ai presunti nemici, muri contro i migranti, rottura di accordi per la limitazione degli armamenti ed il ritorno alla proliferazione delle armi nucleari.
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In memoria di un “intruso”: Bruno Amoroso

di Salvatore Bomadonna

L’intruso, come Bruno Amoroso si definisce nel suo bellissimo racconto biografico, “Memorie di un Intruso”, pubblicato a Settembre, dopo avere lottato per anni con la malattia, e sofferto molto negli ultimi mesi, se ne è andato nella notte del 20 gennaio.

Chi intende scavare fino alle radici della odierna “barbarie trionfante” e ricercare quei fili con cui tessere la tela di un’alternativa non può eludere i ragionamenti contenuti nella sua ricca produzione di economista originale, di intellettuale autonomo. Bruno Amoroso lancia con il suo libro di memorie una sfida che è possibile raccogliere a partire dal rendersi autonomi dalla realtà che ci circonda, attraverso la ricerca di un nuovo pensiero critico, una vera e propria alternativa antropologica rispetto a quella che conduce il mondo e l’umanità verso le forme di barbarie cui assistiamo.

È la elaborazione di una sconfitta epocale quella di cui Bruno Amoroso ci ha lasciato testimonianza ed è, insieme, la sfida a non rimuoverla e a non rinunciare a promuovere una nuova battaglia. La battaglia che non si dà è persa in partenza e non ne ricavi nemmeno l’onore della sconfitta e gli insegnamenti che da essa possono derivare.

Giovane studente, il padre comunista fin dalla clandestinità, matura la scelta dell’impegno politico e assume ruoli di direzione, a partire dai “pionieri” nella gioventù comunista. A Monteverde, il quartiere de I ragazzi di vita, incontrerà Pasolini la cui domanda d’iscrizione al PCI viene in prima battuta respinta, Pietro Secchia cui si rivolge per capire il perché venissero frenate le iniziative di movimento che i pionieri mettevano in campo, Giuliano Pajetta che lo induce a non rinnovare la tessera del PCI dati i suoi comportamenti non allineati.
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