Università - Foto di Ciocci

Bologna, la successione al vertice dell’università: il rettore che vogliamo

di Maurizio Matteuzzi e Giorgio Tassinari per i Docenti Preoccupati

La università di Parigi, teologica, fu dei maestri; in Bologna, giuridica, degli scolari […]. Gli scolari ben presto si divisero in due università o corporazioni, degli italiani e degli stranieri, citramontana ed ultramontana, distribuite per nazioni. Le nazioni eleggevano i consiglieri, uno o due per ciascuna, a mesi. Dal voto dei consiglieri uscivano a volta di nazioni due rettori, uno per università, ad anno. I rettori, nell’esercizio delle lor funzioni, , passavano innanzi a vescovi ed arcivescovi, non che ai cardinali scolari […]. Erano, all’uscir di seggio, giudicati da quattro sindaci […]. Era costituzione democratica.
Giosuè Carducci

Così eravamo fatti, dunque, tra la pace di Costanza e la signoria dei Pepoli, periodo di massimo sviluppo dell’Alma Mater, quasi monopolista in quell’epoca. Questa idea di una valutazione di fine mandato da parte di quattro giudici parrebbe veramente un’ottima cosa, peccato sia andata persa nel tempo.

Poiché si avvicina la scadenza dell’attuale mandato rettorale, e le elezioni per la nomina del successore sono previste per la fine della prossima primavera, sta per aprirsi la stagione della campagna elettorale. Ma già i notabili di ateneo scaldano i motori, e qualche segnale, per adesso debole, ma destinato a farsi via via più forte, aleggia in forme più o meno esplicite. Non sarà fuor di luogo, allora, questa nostra riflessione, anche se a qualcuno può sembrare prematura. Ma il punto è che, probabilmente, alcune cose è meglio dirle prima, una volta per tutte, piuttosto che esercitarsi nella critica dei programmi che circoleranno a firma dei papabili.
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Docenti preoccupati: appello per la candidatura di Alexis Tsipras

Alexis Tsipras - Foto di Wikipedia
Alexis Tsipras - Foto di Wikipedia
di Francesco Mele, Cristina Contri, Emma Giurlani (Modena); Roberta Roberti, (Parma); Mauro Presini (Ferrara), Giovanni Cocchi, Mirco Pieralisi, Stefania Ghedini, Maria Grazia Rodeghiero, Giorgio Tassinari, Bruno Moretto, Maurizio Matteuzzi (Bologna); Marta Gatti, Marco Donati (Milano); Andrea Bagni, Giuseppe Bagni, John Gilbert, Corrado Mauceri, Tomaso Montanari, Luisa Simonutti, Sergio Tamborrino (Firenze); Anton Maria Chiossone, Marco Bertullacelli, Norma Bertullacelli (Genova); Celeste Grossi (Como)

Come persone di scuola e università, abbiamo visto anno dopo anno il frutto delle politiche di austerity. Abbiamo contato ore, anni e docenti tagliati, abbiamo visto crescere la precarietà e diminuire la qualità, abbiamo visto il venir meno delle risorse per compensare, nella scuola, quello che nel resto della società provoca diseguaglianza nelle opportunità. Abbiamo visto ridurre la complessità dell’apprendere alla misurazione attraverso i test, abbiamo visto affiorare e via via imporsi metodi e linguaggi votati alla competitività, abbiamo visto il perpetuarsi della selezione classista nel gonfiarsi delle liste dei bocciati e nelle scelte dei corsi di studio, abbiamo accompagnato impotenti la silenziosa rassegnazione che leggevamo negli occhi di tanti migranti.

Abbiamo chiesto invano un’inversione di rotta, la fedeltà alla nostra Costituzione perché la scuola pubblica e l’università fossero al centro degli investimenti del nostro Paese

Ora non ci vogliamo arrendere. Abbiamo imparato che una buona scuola, quella che costruisce gli strumenti culturali per contrastare l’ingiustizia con cui essa stessa convive, ha bisogno di una visione alta dei saperi e delle relazioni tra persone che apprendono e insegnano; che una buona scuola non si arrende alla meritocrazia come certificazione della disuguaglianza ma ha bisogno di uguaglianza come prerequisito del merito.
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La produzione culturale a Bologna, progettare spazi tra mercato e libertà: i video della serata / 1

Iniziamo da oggi a proporre in più puntate i video dell’iniziativa ideata e organizzata dall’Associazione il manifesto in rete dal titolo La produzione culturale a Bologna – Progettare spazi tra mercato e libertà. Sul tema abbiamo già pubblicato due interventi di Donata Meneghelli (ecco i link al primo e al secondo). Adesso è la volta […]

I docenti preoccupati: “Noi sosteniamo Bartleby. Le istituzioni dialoghino con gli studenti”

Foto di Annalisa Dall'Oca

dei Docenti preoccupati dell’ateneo di Bologna

In questi ultimi giorni stiamo seguendo con grande apprensione le notizie di stampa relative a un possibile e imminente sgombero forzato della sede di via San Petronio Vecchio attualmente assegnata dall’ateneo di Bologna al Collettivo Bartleby. Di fronte ad un’esperienza che giudichiamo estremamente ricca e positiva sotto ogni punto di vista, sia per l’ateneo sia per la città (per tutti valga il recentissimo progetto di dare vita ad una sezione “Roberto Roversi” della Bartleby Common Library), non ci rassegniamo al fatto che il problema sia ricondotto a un semplice tema di gestione dell’ordine pubblico.
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