La banalizzazione della paura: da via terapeutica a strumento di potere

di Aldo Lotta “Noi lo diciamo, loro lo hanno fatto” (Ada Colau, sindaca di Barcellona) – “Le persone sono più importanti delle storie” (Wim Wenders, regista, autore de “Il volo”, sull’esperienza di Riace). Sono testimonianze vivide, emotivamente partecipate, sulla vicenda del paesino della Calabria che in questi tempi è assurto al centro dell’attenzione del mondo […]

Fascismo - Foto di Ian M.

Prove di estrema destra

di Gianfranco Pagliarulo

In Abruzzo vince il centrodestra a trazione leghista, con l’annunciato boom del partito di Salvini, perde in modo pesante il Movimento 5Stelle, ottiene un risultato segno di una qualche ripresa l’alleanza di centrosinistra. Una parziale conferma di questo trend proviene dal recente sondaggio sulle elezioni europee che dà la Lega oltre il 32% e il M5S a meno del 26%. Questo è l’essenziale; vedremo se in qualche misura tali prospettive verranno confermate dai ravvicinatissimi ulteriori appuntamenti elettorali. In ogni caso val la pena la pena soffermarsi su alcune questioni.

Inesorabilmente il baricentro del governo, già fortemente sbilanciato a favore della Lega in barba all’esito delle elezioni politiche e dei conseguenti rapporti di forza in Parlamento, si sta spostando verso il partito di Salvini. Le scelte del ministro-segretario del partito e degli altri ministri e sottosegretari leghisti indicano che in Italia c’è oggi un governo di estrema destra che non ha alcun riscontro dal dopoguerra e che può portare il Paese ad una forma moderna di Stato autoritario. Altro che scomparsa della destra e della sinistra!

Questo governo non ha mai speso una parola (e tanto meno dato vita ad un fatto) per contrastare l’azione dei gruppi neofascisti, che è sempre più diffusa e pericolosa; c’è il web, dove alla tradizionale debordante presenza di pagine “nere” si aggiunge – come dimostrato da un’interessante inchiesta di Left in via di pubblicazione – il moltiplicarsi di gruppi “segreti” della stessa matrice, che sguazzano nell’odio, nella violenza e nel razzismo e in cui sempre più spesso si fa richiamo all’uso delle armi da fuoco.
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L’invasione dei cromocosmi: il Gender Bender a Bologna

di Silvia Napoli

Non vanno mai deserte le conferenze stampa di Gender Bender, uno dei festival fiore all’occhiello della città, un festival che marca un territorio e fa letteralmente la differenza, nel già affollato mondo bolognese di rassegne filmiche, teatrali, presentazioni librarie o vernici d’arte visiva.

Anzi, assomigliano ad una festa per il clima amichevole che si respira tra operatori e giornalisti e, quest’anno, avvicinandosi la maggiore età per questa programmazione giunta alla sedicesima edizione, più estesa che mai temporalmente, dal 24 ottobre al 3 novembre, era da segnalare la presenza di due assessori alla Cultura, quali Lepore e Mezzetti per la municipalità e la Regione e di tutti i rappresentanti dei main sponsor della manifestazione, che ogni anno crescono in numero e peso.

Gender Bender è naturalmente un grande evento prodotto dal Cassero LGBTQI center sotto la direzione artistica del brillante e attento Daniele Del Pozzo, una figura unica di programmatore culturale di livello internazionale come il numero e l’espansione delle collaborazioni world around nuove e consolidate dimostra. Ma è molto di più, in termini di ricognizione dal punto di vista meno considerato delle congruenze o dei clash tra forma e contenuto artistici.
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