All you need is pop: quando le politiche migratorie sono distruttive

La relazione di Yasha Maccanico per la festa di Radi Popolare è molto bella ed è un peccato che non abbia potuto esporla tutta. Per questo impegniamoci a diffonderla il più possibile. Guido Viale

di Yasha Maccanico

In questo intervento vorrei sfatare alcune delle assurde polemiche di questi giorni, attraverso un racconto dei contenuti dei documenti europei nello studio dei quali è specializzata l’organizzazione inglese per la quale lavoro, Statewatch, in modo complementare a quello che abbiamo ascoltato dai partecipanti a questo dibattito. In particolare, mi vorrei soffermare sull’Agenda Europea sull’Immigrazione, la cui gestazione è avvenuta nella seconda metà del 2014 e la cui messa in campo è formalmente partita nella primavera del 2015. Segnala un appiattimento delle posizioni della Commissione Europea su quelle di Frontex, l’agenzia per il controllo delle frontiere esterne dell’Unione Europea.

In particolare, c’è da segnalare che le posizioni della Commissione e della fantomatica “Europa” della quale si lamentano le due compagini che fanno parte del governo non sono distanti da quelle che vorrebbero imporre. Questo perché la logica che viene seguita da oltre vent’anni è una politica di chiusura, di esclusione e di morte, molto simile a quella proposta dai vari Salvini e altri governi e politici di destra presenti in Europa. Una richiesta di aiuto da parte dell’Italia e della Grecia per la gestione dei flussi migratori misti (di rifugiati e cosiddetti migranti economici) ha permesso alle autorità continentali di dettare legge, e queste ultime si sono mosse come se fossero posseduti da un delirio di onnipotenza.
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Nuovo dizionario delle parole italiane: impatto ambientale e dintorni

di Cristina Biondi

Dal «Nuovo dizionario delle parole italiane».

Impatto

Sostantivo maschile (l’agente dell’azione d’impatto è invariabilmente di sesso maschile) il cui primo significato è: punto d’incontro del proiettile con il bersaglio. In senso figurato significa urto, cozzo violento, botta, collisione.

Impatto ambientale

Il concetto nasce in America negli anni Sessanta, un po’ tardi, dunque, per valutare preventivamente l’impatto ambientale di un paio di cosette già fatte e mai sconfessate. La prima regola, deducibile dagli sviluppi storici a livello internazionale, è che la valutazione dell’impatto ambientale è fortemente condizionata da dove si trova casa tua. Purtroppo l’italiano tende a interpretare alla lettera il concetto di casa e perimetra le aree protette considerando solo l’estensione della propria abitazione (sindaci compresi).

I lungimiranti ci sono e si dividono in due categorie: quelli che fanno danni lontano da casa e quelli che sono disposti a trasferirsi, una volta devastato l’esistente intorno a sé. Far danno lontano da casa è appannaggio delle grandi potenze e più in generale di chi può disporre di capitali e risorse ingenti, chi fa danno a casa propria spera che le sue azioni sconsiderate ricadano soprattutto sul vicino, di modo che il suo prato non sia più così verde.

I rappresentanti di entrambe le categorie di devastatori (ecologici) tendono ad allearsi tra loro e producono sinergie in nome di quel progresso nella cui pubblica utilità non crede più nessuno, loro compresi. Essi tacciano i loro oppositori di oscurantismo, soprattutto perché costoro vorrebbero evitare di morire di una malattia moderna come il cancro e preferirebbero, se fosse ancora possibile, patologie più banali, come la polmonite o la decrepitezza.
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Messico: due mesi dopo il terremoto tra tragedia e speranza

di Cristina Sànchez Parra. Traduzione di Luca Crisma

Lo scorso 19 settembre, gli abitanti di Città del Messico sentirono gli allarmi sismici. Erano le 11 della mattina e tutto faceva parte di un’esercitazione che, anno dopo anno, si realizza dai tempi dell’indimenticabile terremoto del 1985, che divise la storia della città in due, lasciando come bilancio più di diecimila vittime. A partire da allora, si programmarono delle attività per educare le persone a proposito di come ci si deve comportare in caso di sisma, e ogni cittadino messicano sa cosa significa: “non corro, non grido, non spingo”, la frase che insegnano ai bambini nelle scuole per istruirli in caso di terremoti.

Tuttavia, con il passare degli anni, le esercitazioni iniziarono a non produrre conseguenze. Molte persone assicurano di aver ignorato questo tipo di attività, quindi il tempo ha cancellato il ricordo di quelle terribili scene del 1985, soprattutto nelle generazioni più giovani. Tutto questo è cambiato due mesi fa; quasi due ore dopo l’esercitazione, quando alle 13:14 la terra sorprese gli abitanti della capitale con un terremoto di 7.1° sulla scala Richter. L’epicentro, localizzato ad appena 120 km dalla capitale non diede tempo agli allarmi di avvertire gli abitanti affinché trovassero un luogo sicuro.
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Blu - Foto Iguana Press

Bologna, Blu è andato via e resta un dono collettivo distrutto

di Noemi Pulvirenti Il gesto di Blu ha ormai fatto il giro dei quotidiani e dei blog, su Facebook ognuno commenta la vicenda esprimendo la propria opinione. Ci sono quelli che sostengono Blu a spada tratta, quelli che considerano il suo un gesto capriccioso, e quelli che sono felici di vedere la città ripulita. Io, […]

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