Emendamenti alla legge regionale sull’urbanistica in Emilia Romagna: perché non sono d’accordo

di Antonio Bonomi

Nei giorni scorsi sono stati pubblicati i 13 punti per emendare il progetto di legge urbanistica regionale in Emilia Romagna. Non sono d’accordo con alcuni dei punti elencati, anche perché non coerenti con l’indirizzo generale della proposta e quindi di ardua formulazione. Esempio:

    1. non può essere la legge, di per se a garantire la fine del consumo di suolo, se non nei termini dell’art.2, della vigente L.R.20/2000 che recita: f) prevedere il consumo di nuovo territorio solo quando non sussistano alternative derivanti dalla sostituzione dei tessuti insediativi esistenti ovvero dalla loro riorganizzazione e riqualificazione. Solo l’obbligo a redigere prioritariamente un Piano Urbanistico Regionale che vincoli e salvaguardi tutti i terreni esclusi dai luoghi urbanizzati, quale che sia la loro destinazione di Piano o accordi, come risultanti dal rilievo satellitare può arrestare il consumo di suolo fertile permeabile e lo spreco dello stesso (in quanto bene comune primario).
    2. Fra le fonti legislative è necessario citare la “Dichiarazione universale dei diritti umani” del 1948 segnatamente Art 17 che garantisce il diritto di abitazione e da esproprio arbitrario di tale diritto.

Granarolo: nuovo centro sportivo del Bologna, ma c’è chi non è d’accordo

di Sandro Nanetti

Granarolo, tra via Prati e la San Donato, è il luogo in cui sorgerà il nuovo centro sportivo del Bologna calcio. E per capire lo stato dell’arte informando i cittadini, nei giorni scorsi l’amministrazione comunicale ha convocato un’assemblea. Ad affiancare il sindaco Loretta Lambertini ci sono il vice presidente della Provincia Giacomo Venturi, il responsabile dei servizi tecnici del Comune e perfino due funzionari della ditta che impianterà i campi in erba sintetica. Il pubblico, dal canto suo, è equamente diviso tra favorevoli e contrari alla nuova realizzazione.

Loretta Lambertini apre con una puntigliosa descrizione dei passaggi che hanno portato a quest’ultima fase: pubblicazione degli atti definitivi e sessanta giorni di tempo per valutare obiezioni, suggerimenti, diversi pareri. Poi, il 4 febbraio 2013, il decreto della Provincia che segnerà un’altra importante tappa del percorso per la realizzazione dell’opera.

L’amministrazione comunale non ha dubbi sul fatto che per Granarolo si tratti di un’opportunità irripetibile: il Bologna Calcio per cinquant’anni si assumerà impegni di manutenzione del parco pubblico che sarà realizzato al posto dell’attuale area sportiva comunale di via Roma. Agli sportivi giovani e meno giovani del paese sarà destinata una porzione (circa 5 ettari) dei ventitré ettari occupati dal nuovo centro del Bologna Calcio. Anche le infrastrutture viarie saranno realizzate dalla società bolognese che, a tutela del comune, dovrà fornire garanzie fideiussorie per il 110 percento degli oneri previsti.
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