Isola d’Elba: “Se perdo non solo vado a casa, ma mi ritiro dalla politica”

di Mauro Zani

“Se perdo non solo vado a casa ma mi ritiro dalla politica”. Detto e ripetuto. Di fronte a una tale assertività ancora una volta mi son fatto sviare.

Pensavo: a costui (che non ha niente a che fare , anche solo pallidamente con la mia idea del mondo), non mancano le palle. Uno che si gioca tutto in una volta sola. Innovativo. Sul serio. Con qualche larvata affinità (udite , udite) col mio modo di concepire e praticare la politica.

Come quando nel secolo scorso (1999) ebbi a mandare a fare in culo (Parigi non vale una messa) quanti nel mio partito mi avevano preparato un trappolone al solo scopo, di fermarmi, o almeno condizionarmi. Uno stile aperto e sfidante insomma. Tout azimut. E vada come vada.

Weberiana etica della convinzione. Mi sarebbe piaciuto un avversario così. Fossi stato ancora in politica.

Invece no. Faccia come il culo. La solita merda.

Emerge, alla luce di questo sole di dicembre, un semplice buffone. Il solito politicante che non merita l’onore delle armi. Uno senz’arte né parte. Né dignità personale. Craxi, che politicamente combattevo, ma il cui stile a volte apprezzavo (vedi sopra) a confronto è stato un gigante.

Adesso il poveretto cerca di fare il cartaro dietro le quinte. S’immagina che quel 40% sia tutto suo. La vedo dura.
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Referendum: sconfitto il sì, Renzi si dimette

Ecco alcuni estratti del discorso di dimissioni del presidente del consiglio dei ministro Matteo Renzi, che nel pomeriggio si presenterà al capo dello Stato Sergio Mattarella, dopo la vittoria del no al referendum costituzionale: Le percentuali sono state superiori a tutte le attese. Questo voto consegna al fronte del no oneri e onori insieme alla […]

Dimissioni di Tsipras: in democrazia decide il popolo, con la democrazia il popolo vince

Alexis Tsipras - Foto di Wikipedia
Alexis Tsipras - Foto di Wikipedia
dell’Altra Europa con Tsipras

Con la scelta delle dimissioni Alexis Tsipras rende sempre più chiara la sua politica. La bussola è la democrazia, come è stato fin dall’inizio. In democrazia decide il popolo. Con la democrazia il popolo vince. Mentre in questa Europa dell’austerità e del potere tecnocratico e dei governi si fa di tutto per impedire che i popoli si esprimano e che possano cambiare le cose, Tsipras percorre la strada opposta, quella per cui è il popolo a decidere.

Contemporaneamente Tsipras non si sottrae alle proprie responsabilità, alla responsabilità della politica. Fa un discorso di trasparenza e chiede al popolo di esprimersi sulla durissima battaglia condotta in questi mesi. Le sue parole sono chiare. Tra la Scilla delle conseguenze delle colpe gravissime dei vecchi governi e la Cariddi della rovina del Paese, ha navigato nella tempesta per portare in salvo il suo popolo.

In verità ci siamo tutti in questo mare in tempesta che è l’Europa, in particolare noi Paesi e Popoli del Mediterraneo. Abbiamo sempre più bisogno che altre navi si mettano in cammino da altri Paesi e che, soprattutto, si faccia di tutto perché finisca la tempesta scatenata da austerità, poteri finanziari, prepotenze delle tecnocrazie e dei governi. Solo la politica improntata alla democrazia può placarla. Siamo sempre più convinti che serve un’altra Europa e che solo se sapremo combattere tutti insieme, uniti, potremo conquistarla.
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Sinistra: non c’è rosa senza Spine-lli

Barbara Spinelli
Barbara Spinelli
di Sergio Caserta

Nel 1976, alla vigilia delle elezioni politiche, si respirava un’aria di attesa di grandi cambiamenti per il nostro paese. Le sinistre avevano conquistato, l’anno precedente alle elezioni amministrative, le più importanti città d’Italia, Napoli, Roma, Milano e si auspicava di compiere un nuovo grande balzo per mandare finalmente la Dc all’opposizione. C’era quasi il timore per un futuro pieno di incognite ed anche di promettenti speranze, lo slogan più riuscito della campagna elettorale era “insieme costruiremo un Paese dieci volte più bello”.

Non andò così, la Dc non perse anche se il Pci raggiunse la percentuale più alta della sua storia, il 34,4 % che rese la sinistra indispensabile per qualsiasi maggioranza parlamentare. Da lì in avanti cominciarono i problemi.

Con mia grande sorpresa e curiosità venni a sapere che Antonio Guarino, professore di Diritto costituzionale all’Università Federico II, con cui avevo svolto l’esame molto severo, si candidava come indipendente nelle liste del partito. Insieme con lui altri illustri intellettuali, esponenti del mondo laico e di quello cattolico progressista, partecipavano in prima persona nelle liste del Pci che rappresentava in quel momento storico il partito più affidabile per realizzare in Italia i cambiamenti che si consideravano indispensabili.
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Parte oggi il conclave: Joseph Ratzinger, dimettersi per contare / 4

Joseph Ratzinger - Foto di Ernst Moeksisdi Crescita Politica, newsletter dell’Unione dei Comunisti Anarchici d’Italia

Il concilio vaticano I e il dogma dell’infallibilità

Non siamo più nel 1870 anno nel quale si svolse il Concilio Vaticano I. Allora dominava il colonialismo e l’Europa costituiva ancora il fulcro dell’economia mondiale egemonizzando politicamente il globo. L’infallibilità del Pontefice di Roma, proclamata proprio mentre veniva definitivamente distrutto il potere temporale della Chiesa rispondeva in qualche modo ai bisogni del tempo e sanciva l’egemonia del mondo cattolico. Oggi la definitiva globalizzazione degli scambi, il nuovo assetto policentrico delle relazioni internazionali impone l’unità delle confessioni cristiane come strumento di geopolitica atto a fronteggiare l’avanzare sulla scena di altri popoli e di altre culture e il Papa, sulla scia del discorso di Ratisbona di Giovanni Paolo II, la persegue lucidamente, nel secolo e per il secolo.

Il sillabo

Il Sillabo è un insieme di verità di fede proclamate da Pio IX e ritenute valide dai suoi successori. Le proposizioni enunciano le false convinzioni per cui è da ritenersi eretico chi ritiene che “IX:. Tutti indistintamente i dommi della religione cristiana sono oggetto della naturale scienza ossia filosofia, e l’umana ragione, storicamente solo coltivata, può colle sue naturali forze e principi pervenire alla vera scienza di tutti i dommi, anche i più reconditi, purché questi dommi siano stati alla stessa ragione proposti”.  la proposizione  LVII aggiunge:. “La scienza delle cose filosofiche e dei costumi, ed anche le leggi civili possono e debbono prescindere dall’autorità divina ed ecclesiastica”. In pratica coloro che non credono per fede nell’immutabilità dei valori cristiani e li “rileggono” alla luce del mutare dei tempi sono eretici.  I credenti devono invece attenersi all’infallibilità del Papa, dogmaticamente affermata, pena l’eresia.
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Verso il conclave: Joseph Ratzinger, dimettersi per contare / 3

Joseph Ratzinger - Foto di Ernst Moeksisdi Crescita Politica, newsletter dell’Unione dei Comunisti Anarchici d’Italia

Le ragioni economiche del gesto pontificio

Sbaglierebbe chi pensasse che la decisione del Papa di rimettere il mandato secondo una procedura programmata sia dovuta a ragioni di carattere bioetico, teologiche o religiose e non rientrino nell’adozione di questa strategia ragioni di carattere economico. Non è così, prova ne sia che la “Commissione Cardinalizia di Vigilanza dell’Istituto per le Opere di Religione”. ha nominato, dopo otto mesi di vacatio, il nuovo direttore dello IOR nella persona del Barone Ernst von Freyberg, uno dei leader dell’Associazione per i pellegrinaggi a Lourdes dell’Arcidiocesi di Berlino, e ciò è avvenuto non senza il consenso del Papa regnante, Joseph Ratzinger che ha approvato la nomina. Il consenso papale e i regolamenti in vigore manterranno von Freyberg in carica per 5 anni.

Benché ci raccontino che la scelta è frutto del lavoro di una Agenzia Indipendente di selezionatori di “teste”, la Spencer & Stuart, ciò che rileva sono i rapporti del nuovo Direttore con la Diocesi di Berlino e la Conferenza Episcopale Tedesca e la sua appartenenza ai Cavalieri di Malta, da sempre fedeli al Papa, mentre non rileva il suo ruolo di industriale, membro di società che producono armamenti (navi da guerra). Il connubio tra Banca e industria bellica è una costante dello IOR che è stato in passato principale azionista della Breda. Del resto von Freyberg,succede a Ettore Gotti Tedeschi – banchiere in disgrazia, coinvolto in numerose inchieste – fiduciario del Banco di Santander in Italia e soprattutto appartenente all’Opus Dei.
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Verso il conclave: Joseph Ratzinger, dimettersi per contare / 2

Joseph Ratzinger - Foto di Ernst Moeksisdi Crescita Politica, newsletter dell’Unione dei Comunisti Anarchici d’Italia

La natura politica e di potere della decisione

È noto il vecchio adagio: “Muore un Papa, se ne fa un altro”. Ma l’elezione di un nuovo Papa può avvenire in situazioni molto diverse tra loro e soprattutto subire differenti tipi di condizionamento.

Il primo di questi è dato dal fatto che il vecchio Papa potrà “guardare nelle palle degli occhi” il nuovo, anche se dal romitaggio e anche qualora scelga e pratichi il silenzio, quanto meno per il fatto di essere in vita. Inoltre – come Joseph Ratzinger sta facendo – potrà condizionare le scelte del suo successore, predeterminando alcune condizioni, come ad esempio ha fatto facendo nominare il nuovo Direttore dell’IOR nella persona del barone Ernst von Freyberg e soprattutto azzerando (con ignominia) la Curia romana dopo aver arringato su di essa e sulle sue divisioni davanti al clero della sua diocesi (udienza del 15 febbraio 2013).

È pur vero che con il nuovo Papa vengono sempre azzerati tutti gli incarichi curiali, ma le parole del Papa che lascia hanno tracciato in modo indelebile un segno sul curriculum di molti personaggi eminenti della Curia, dei palazzi apostolici e dell’entourage di molti circoli cardinalizi, delle diverse congregazioni.

È noto che da Curia Romana costituisce da anni il vero governo della Chiesa. Approfittando del progressivo deteriorarsi delle forze, del vigore, delle capacità decisionali di Giovanni Paolo II, minato dalla malattia e dalla vecchiaia, si è svolta ed è in corso nella Curia una guerra per bande nella lotta per impossessarsi dei vari gangli del governo della Chiesa, della direzione dei suoi affari economici, della gestione dei rapporti disciplinari, delle nomine di nuovi porporati. La pubblicizzazione di documenti pontifici ad opera dei cosiddetti “corvi” è solo una fase di questo scontro.
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Joseph Ratzinger - Foto di Ernst Moeksis

Verso il conclave: Joseph Ratzinger, dimettersi per contare / 1

di Crescita Politica, newsletter dell’Unione dei Comunisti Anarchici d’Italia

La decisione di Joseph Ratzinger di rimettere il mandato di Papa in carica (Canone 332.2) è stata accolta da manifestazioni di solidarietà e comprensione umana, qualificata come un gesto di umiltà, e addirittura di laicità. D’altra parte la società dello spettacolo ha bisogno di simboli ed eroi e il gesto papale ben si presta a fare notizia, a parlare alla “pancia” del pubblico, a operare un transfert dei propri desideri e bisogni, soprattutto in Italia dove chiunque ricopra una carica si attacca alla poltrona in ogni modo.

Non è stata colta la profonda natura politica e di potere della decisione assunta, sfuggono le implicazioni ecclesiologiche e di politica ecclesiastica, le ragioni economiche del gesto pontificio, che si caratterizza invece per la piena accettazione della secolarizzazione di valori e principi. A ben vedere la scelta di Benedetto XVI non costituisce una rinuncia al proprio ruolo, ma l’articolazione strategica del programma del suo pontificato ed è un modo per rilanciare e imporre la sua presenza per il futuro, inducendo i suoi successori a seguire la sua politica, a sposare la sua visione della Chiesa e del mondo – in un certo senso loro malgrado. Si realizza così il primo degli obiettivi che il Papa si propone: il prolungamento del suo potere e dell’efficacia delle sue scelte oltre se stesso, oltre la stessa morte. In questa scelta egli persegue obiettivi del tutto mondani.

Poco importa che Joseph Ratzinger abbia piena e compiuta coscienza dell’efficacia del suo progetto perché gli effetti delle sue decisioni sono nelle cose. Del resto avremo la riprova di quanto diciamo analizzando nei prossimi mesi quanto avverrà, mentre sarà necessario qualche anno per verificarne gli effetti.
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