Strage di Bologna, ancora speranze o fatti?

Strage di Bologna
Strage di Bologna
di Silvia R. Lolli

Trentacinque anni sono passati da quel sabato in cui anche nella prima periferia della città si trasmisero subito vari sentimenti: annichilimento, stupore, dolore, partecipazione, aiuto. Tutto ciò diventò negli anni e per molti indignazione, rabbia, soprattutto per l’incapacità e la non volontà dello Stato italiano a far luce sulla vicenda; il dolore profondo che oltre ai familiari delle vittime, molti bolognesi e italiani provarono allora non è ancora sparito per chi partecipò allora al lutto privato e nazionale.

Con il passare degli anni questi sentimenti hanno portato tanti a mantenere il ricordo sia in forma pubblica sia privata, spesso silenziosa. Si sono avuti ricordi pubblici con manifestazioni di contestazione, fischi durante gli interventi di uomini delle istituzioni discussi per la loro moralità democratica e poco all’altezza dell’evento.

I discorsi di quest’anno non hanno avuto questo seguito, qualcosa si sta muovendo per giungere alla condanna dei mandanti? Lo speriamo, fiduciosi che non si tratti di una piazza ormai rassegnata al nuovo corso politico giovanile. Speriamo invece che quest’anno la rabbia si sia placata, come successe due anni fa, perché il rappresentante delle istituzioni è una persona stimabile che ha praticato la responsabilità civile nel suo percorso professionale e istituzionale, prima magistrato ora presidente del Senato. Quel Senato che però si sta facendo di tutto per eliminare, attaccandone l’identità costituzionale ricevuta dai padri della nostra Repubblica, dopo la seconda guerra mondiale, soprattutto dopo il fascismo.
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L’uomo che depistò le indagini sulla strage di Bologna: il nuovo arresto, l’estradizione e un passato all’ombra della P2

di Giaime Garzia

È stato estradato a tempo di record. Elio Ciolini, nato 66 anni fa a Firenze e divenuto celebre per aver depistato le indagini sulla strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, era stato arrestato all’inizio di settembre in Romania. Oltre ai documenti falsi presentati all’aeroporto di Otopeni, era ricercato perché contro di lui era stata emessa a inizio 2011 un’ordinanza di custodia cautelare per manipolazione del mercato dopo che di recente era finito nei guai anche per una storia di titoli di Stato americani falsi.

In Italia Ciolini è arrivato la settimana scorsa su un aereo della linea di bandiera romena Tarom partito da Bucarest e atterrato a Fiumicino. Al Leonardo Da Vinci è stato preso in consegna dagli agenti italiani, che lo hanno fotosegnalato e gli hanno notificato l’arresto. Dopodiché, mentre raggiungeva un furgone della polizia penitenziaria che lo ha trasferito nel carcere di Regina Coeli, ha tentato di nascondere il viso con un foglio di carta dietro il quale si è riparato da giornalisti e operatori che lo attendevano.
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