L’emergenza italiana è la corruzione: contro il partito unico degli affari

Corruzione
Corruzione
di Nicoletta Folli

La proposta alternativa è piuttosto semplice: perdere l’abitudine italiana di correre in soccorso del vincitore. Dobbiamo invece cercare di rallentarne la marcia trionfale in senso autoritario con qualche sassolino nelle scarpe, creando un circuito condiviso di difesa dell’etica e della Carta Costituzionale. In questa ottica è molto importante creare una “Carta del Cittadino” che ne riporti i doveri e un “Codice di comportamento degli amministratori locali”.

La corruzione

Indubbiamente soffriamo di un pregiudizio culturale: chi ruba è un farabutto, mentre chi ruba per il partito in fin dei conti non lo fa per sé e quindi è più moralmente accettabile. In realtà si tratta di un crimine peggiore, in quanto diventa un sistema di corruzione della democrazia con effetti enormemente moltiplicati. In Italia il livello delle attività illegali è purtroppo altissimo e produce una distorsione profonda di tutti i processi democratici.

Per quanto riguarda il percorso della legge elettorale, è vero che non esiste il sistema perfetto e che ogni sistema ha i suoi pregi e difetti, ma questo particolare sistema elettorale, in combinazione con le riforme costituzionali, è particolarmente pericoloso in quanto potenzialmente allenta o annulla i controlli, i pesi e contrappesi previsti dalla Carta concentrando enormemente il potere in un numero limitatissimo di soggetti.
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Vivere da precari significa vivere un perenne stato di eccezione

Vita precaria - Foto dell'Anpi
Vita precaria - Foto dell'Anpi
di Azzurra Sottosanti

Quando ero bambina mia madre mi diceva che da grande avrei dovuto stare attenta a non diventare mai schiava di due cose: un uomo e un lavoro. Lei che, prossima alle nozze, aveva lasciato il fidanzato perché si sentiva soffocata dall’idea del posto fisso. Aveva paura della stasi – diceva – dell’assenza di cambiamenti. Abbandonò l’impiegato comunale e sposò mio padre, elettricista con ambizioni da cantautore. Sono tra scorsi decenni: di un marito nella mia vita neanche l’ombra, men che meno di un lavoro fisso. Sono arrivati gli Anni Zero, gli anni della rivoluzione digitale, di Internet, della democratizzazione del sapere.

Oggi ho 30 anni, una laurea con lode in filosofia, due master in marketing e comunicazione, diverse esperienze di lavoro all’estero, tre stage, numerosi corsi di recitazione e una significativa formazione professionale. Sono l’emblema della mia generazione, quella per cui la precarietà non è una circostanza, ma una condizione esperita quotidianamente. Sei anni fa mi sono trasferita dalla Sicilia a Roma. Ho fatto la commessa, l’insegnante, la cameriera, l’addetta stampa, la consulente d’impresa, l’aiuto-regista, la babysitter, la comparsa, l’attrice, la giornalista, l’organizzatrice di eventi, la segretaria, l’animatrice.
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Altreconomia: inchiesta sulle fondazioni, sui politici e sulla scarsa trasparenza sui contributi

Si intitola Chi sostiene l’onorevole l’inchiesta di Altreconomia su fondazioni e associazioni guidate da politici e non tenute a essere trasparenti a proposito di fonte dei contributi: Benvenuti nel grande mondo delle “fondazioni politiche” italiane. Chiunque volesse addentrarsi (comprese associazioni o think tank riferibili a parlamentari, o comunque uomini pubblici attivi nella politica italiana) sappia […]

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