Una lettera dall’Emilia Romagna, regione non più ‘rossa’

di Piero Cavalcoli

Carissimi compagni, una cosa la possiamo fare: smettere di piangerci addosso. Allo scopo, mi perdonerete la scivolata retorica, ma sento l’esigenza di richiamarvi il passo conclusivo delle Città invisibili di Calvino, un passo che conoscerete certamente e che è diventata abitudine citare quando si è, come oggi, in grande difficoltà. Un passo che tuttavia dimentichiamo spesso, e proprio quando siamo in difficoltà.

«L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare di riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio»

Un po’ di «attenzione e apprendimento» ci ha portato, qui in Emilia-Romagna, a tentare di contrastare l’ennesima sciagurata «accettazione dell’inferno» da parte del governo locale a proposito delle regole dell’urbanistica. Mdp, Sinistra e Altra Emilia Romagna (lista ex Tsipras) hanno condotto una lunga battaglia unitaria per impedire l’approvazione della legge (all’inizio, alla fine del 2016 – e dunque molto prima che ci si orientasse alla costruzione di un movimento unitario – partecipavano al lavoro comune persino i 5Stelle.
Leggi di più a proposito di Una lettera dall’Emilia Romagna, regione non più ‘rossa’

Jobs act: il grande bluff con il trucco

di Piergiovanni Alleva È ormai possibile tirare le somme dell’operazione Jobs Act e incrementi occupazionali che è stata, nell’ultimo biennio il cuore politico e pubblicitario del governodi Matteo Renzi. Che il Jobs Act in sé considerato consiste solo in una sistematica distruzione dei diritti che assicuravano dignità ai lavoratori italiani, è ormai chiaro a tutti […]

Jobs act

Il Jobs Act non funziona: tutti i dati dello studio che lo certifica

di Gianni Balduzzi

Il Jobs Act è stato probabilmente l’argomento politico più usato sia dal campo governativo, in particolare quello renziano, ma anche da diversi suoi detrattori. L‘abolizione dell’articolo 18 per motivazioni economiche è stato l’elemento che ha più infiammato gli animi, si trattava di un tema in discussione da almeno 15 anni, e l’ambito della riforma per molti si è ristretto a questo, ma in realtà c’è di più, e questo di più influnza sugli effetti del Jobs Act stesso, che ora sono giustamente diventati l’argomento di polemica e discussione.

Un working paper di tre studiosi dell’Istituto di di Studi Politici di Parigi e della Scuola Superiore San’Anna fa chiarezza, e il Jobs Act non ne esce affatto bene.
Jobs Act, invece di aumentare diminuisce la proporzione di contratti a tempo indeterminato

L’abolizione del reintegro del lavoratore anche nel caso di licenziamento ingiustificato, e l’introduzione della decontribuzione, erano mirati a diminuire il costo, non solo monetario, dell’assunzione di un lavoratore a tempo indeterminato, nella convinzione che fosse questo costo una delle principali cause del basso tasso di occupazione e soprattutto del crescente ricorso al tempo determinato, che possiamo vedere molto bene di seguito, in particolare per i più giovani (scala a destra). In pochi anni l’incidenza del tempo determinato è salito dal 20% al 60% tra i 15 e i 24 anni.


Leggi di più a proposito di Il Jobs Act non funziona: tutti i dati dello studio che lo certifica

Altreconomia: inchiesta sulle fondazioni, sui politici e sulla scarsa trasparenza sui contributi

Si intitola Chi sostiene l’onorevole l’inchiesta di Altreconomia su fondazioni e associazioni guidate da politici e non tenute a essere trasparenti a proposito di fonte dei contributi: Benvenuti nel grande mondo delle “fondazioni politiche” italiane. Chiunque volesse addentrarsi (comprese associazioni o think tank riferibili a parlamentari, o comunque uomini pubblici attivi nella politica italiana) sappia […]

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi