Ma le sardine sanno perché vince Salvini?

di Tomaso Montanari Tutto ciò che va contro Salvini, tutto ciò che riporta in piazza la gente dalla parte giusta, va bene. Ma lo strepitoso successo delle Sardine annuncia un’erosione elettorale della destra, o alla fine lascerà intatte le ragioni di quel consenso? Marco Revelli ha notato che le critiche alle Sardine assomigliano ai discorsi […]

Pubblico o privato nell’erogazione dei servizi sanitari: le evidenze a favore del primo

di G. Trianni, medico sanità pubblica, A. Gazzetti, esperto di economia sanitaria, e A. Baroncini, medico genetista (Forum per il Diritto alla Salute) Con un articolo dal titolo “Health systems should be publicly funded and publicly provided”, pubblicato su BMJ lo scorso settembre corredato di ben 46 citazioni bibliografiche, N. Modi, J. Clarke e M. […]

Italia e Germania: storie parallele, verso quale futuro?

di Susanna Böhme-Kuby

A un mese dalle elezioni parlamentari tedesche anche nella stampa italiana (p.es. l’Espresso 35/2017) si parla già di una “beatificazione” della Cancelliera Merkel ripetendo il cliché, caro alle destre, di un suo presunto “spostamento a sinistra” – dall’accoglienza dei migranti nel 2015 alle recenti riforme civiche. Eppure non si tratta d’altro che dell’abile pragmatismo conservatore della cancelliera che riesce spesso a cogliere delle tematiche nell’aria facendole sue, smontandole e rendendo obsolete le rispettive richieste politiche dell’ opposizione. Questo è una prassi conservatrice collaudata in Germania, basti ricordare le riforme di welfare ante litteram di un Bismarck, che introdusse nell’ Ottocento di fronte alla temuta avanzata della SPD già una prima previdenza sociale o del Cancelliere Adenauer, che varò nel lontano 1957 un consistente aumento delle magre pensioni di vecchiaia e il loro aggancio dinamico ai salari, assicurando con ciò la maggioranza assoluta alla sua CDU nelle elezioni successive.

Secondo tutte le previsioni la cancelliera seguirà dunque i suoi predecessori Kohl e Adenauer ponendosi per un quarto mandato alla guida del governo della Bundesrepublik, più che altro per la non-esistenza di una vera alternativa politica, ritornello ripetuto da anni dalla stessa Merkel. «Keine Experimente» (nessun esperimento): in Germania vince ancora quella vecchia massima della CDU, anni ’60, contro cui la SPD già allora seppe contrapporre solo un timido: «Osare più democrazia!» (“Mehr Demokratie wagen”.)
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La ManiFesta 2016

1-4 luglio 2016: torna a Bologna la Manifesta, la festa dell’Associazione il manifesto in rete

Torna per il quinto anno consecutivo la Manifesta – La festa dell’Associazione il manifesto in rete. Dall’1 al 4 luglio 2016 nella Casa del popolo Venti Pietre (via Marzabotto 2 Bologna) quattro giorni di incontri, scontri, pentimenti e ripensamenti, sentimenti e risentimenti, della sinistra fratturata con ingorde abbuffate.

Ecco il programma per decidere quali eventi seguire e a quali cene partecipare.

Venerdì 1 luglio

  • ore 17.30: brindisi di apertura festa
  • ore 18.00: Guido Viale presenta l’Europa salvata da profughi e migranti.Con l’autore ne discutono Massimo Tesei e Giorgio Ardeni
  • ore 20.00: cena piatti d’amare
  • ore 21.30: spettacolo di teatro e musica da altri mari

Sabato 2 luglio

  • ore 18.00: la stagione referendaria e l’Italia allo specchio, ne discutono Pier Giovanni Alleva (giuslavorista e consigliere regionale dell’Altra Emilia Romagna), Francesca Chiavacci (Arci), Anna Cocchi (Anpi), Angelo D’Orsi (Unito), Bruno Papignani (Fiom), Alessio Festi (Cgil). Modera Loris Campetti
  • ore 20.00: cena tropicale
  • ore 22.00: DEMASIADO: la crociera (a Cuba) dei rivoluzionari mancati (deriveapprodi), di e con Sandro Medici

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Un silenzio preoccupante a sinistra

Cosmopolitica - Foto Fondazione Luigi Pintor
Cosmopolitica - Foto Fondazione Luigi Pintor
di Valentino Parlato

Il 19, 20 e 21 febbraio al Palazzo dei Congressi, a Roma, ci sono state tre giornate di intenso lavoro e dibattito con la dichiarata e ribadita volontà di dar vita a una nuova forza politica della sinistra. Sono stati tre giorni di impegnato lavoro in un salone affollato da persone impegnate e di prestigio. Come Carlo Galli, Laura Bazzicalupo, Ida Dominijanni, Lucio Baccaro, Piero Bevilacqua, Vladimiro Giacchè, Giorgio Airaudo, Luca Casarini e tanti altri dei quali mi scuso di non fare i nomi: il salone era pieno.

Spero di sbagliarmi e di essere prontamente smentito, ma ora domina il silenzio. Quella che mi pareva una straordinaria e utile iniziativa non è più visibile. Ripeto che spero di essere prontamente smentito, ma non ci conto molto: siamo – e non da oggi – a una dissoluzione della sinistra, che ha radici profonde,che noi ignoriamo e non mettiamo in evidenza, forse non vogliamo vedere. Insomma se – e non da ieri, ma da molto tempo – c’e’ una indubbia crisi della sinistra italiana sarebbe ora di occuparsene, di individuare le sue manifestazioni e le sue cause. Siamo – e non lo dico solo io – una una gravissima crisi economica , sociale e anche culturale che non vogliamo vedere , pensando che se tutto va male è colpa solo di alcuni personaggi (magari Matteo Renzi), ma senza chiedersi come e perché questi personaggi sono emerse si sono fatti protagonisti.
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Sinistra

Bologna: il 9 e il 10 gennaio un “world cafè” per la sinistra

di Guido Viale

Dopo il ventennio berlusconiano e tre governi nominati, un parlamento eletto con una legge illegittima vara riforme che stravolgono l’ordinamento dello Stato, colpiscono i diritti dei lavoratori, la scuola, la gestione del territorio, i beni comuni, i diritti dei cittadini sanciti dalla Costituzione a partire dal ripudio della guerra. Si stanno chiudendo le finestre della democrazia sia formale che sostanziale, non c’è più tempo per tergiversare. L’autoritarismo non è più strisciante, ma è ormai conclamato.

Mentre la politica si avvita praticando, in varie versioni, il cosiddetto «pensiero unico» neoliberista, che coincide con la privatizzazione di tutto l’esistente, un mondo operoso e attento ignorato dall’informazione e dalle istituzioni, se non apertamente combattuto, lavora da tempo sottotraccia per cercare di cambiare le proprie vite e il Paese.

Che fare?

La gravità della situazione in cui la politica, in tutte le sue versioni, risulta incapace di una visione rivolta all’interesse collettivo anziché a quello delle solite lobby con cui è irrimediabilmente compromessa, ci induce a cercare insieme risposte creative ed originali, in grado di avviare, attraverso un dialogo concreto con quelle parti della società in cui ciascuno di noi è immerso, un percorso virtuoso e onesto per ricostituire condizioni di vita accettabili per tutti. È un proposito molto ambizioso, ma realistico: milioni di persone in Italia, in Europa e nel mondo stanno operando con lo stesso intento e il nostro non sarà che un contributo a un disegno comune.
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