Bologna, Coalizione civica: Federico Martelloni vince le primarie

Federico Martelloni e Paola Ziccone - Foto di Coalizione civica per Bologna
Federico Martelloni e Paola Ziccone - Foto di Coalizione civica per Bologna
di Radio Città del Capo

È Federico Martelloni il candidato sindaco di Coalizione civica per le prossime elezioni amministrative bolognesi. Martelloni, 40 anni, leccese di nascita e bolognese per scelta, giurista e dirigente di Sel, ha vinto le primarie della Coalizione con il 59,84% dei voti, 924 preferenze. Per Paola Ziccone invece il restante 40,16%, 633 voti. È il risultato della giornata di “consultazioni civiche” che Coalizione civica ha lanciato per scegliere il proprio candidato sindaco e sfidare così il Partito democratico alle prossime comunali.

Complessivamente sono stati 1589 i residenti a Bologna e provincia che hanno votato per i due candidati della formazione che raccoglie al suo interno quasi tutta la sinistra bolognese, dai centri sociali Tpo e Làbas agli ex 5 stelle passando per i civici, i militanti di Sel-Sinistra Italiana, l’associazione La Boa dell’ex assessore Ronchi, i civatiani di Elly Schlein e i comunisti di Rifondazione.
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Coalizione civica per Bologna: i video dei candidati alle primarie di Bologna

Domenica prossima, 28 febbraio, a Bologna ci sono le primarie per la scelta del candidato sindaco di Coalizione civica. Per chi non ci fosse stato a Di tutto e di Nettuno, l’evento per la presentazione dei candidati, ecco i video in cui si raccontano e raccontano la loro idea di programma. Sono Paola Ziccone e […]

Coalizione civica per Bologna: le ragioni di una scelta all’ombra delle maggioranze silenziose

Coalizione civica per Bologna
Coalizione civica per Bologna
di Silvia R. Lolli

Domenica 14 febbraio alle Scuderie di Bologna si sono finalmente presentati i due candidati di Coalizione Civica: Federico Martelloni e Paola Ziccone. Era ora, visto che fin dal luglio scorso chi ha studiato i contenuti politici per una nuova stagione per Bologna metropolitana aveva voglia di continuare un percorso interrotto in troppe occasioni negli ultimi dieci anni; è avvenuto spesso solo per l’emergere di interessi nascosti di molti partecipanti arrivati sul carro all’ultimo momento. Intanto nella città medaglia d’oro della Resistenza è rimasta la squallida percentuale dei votanti alle ultime elezioni. Un bel risultato per la democrazia, non c’è che dire.

Due candidati entrambi competenti che intanto hanno permesso di rendere una maggior visibilità a lavoro di questi mesi. Al termine della presentazione, c’è stata l’assemblea, voluta dal gruppo di coordinamento nominato a gennaio per cercare di appianare tutte le complicazioni arrivate dall’estensione di partecipanti, spesso non iscritti all’associazione. Assemblea per modificare uno Statuto scritto solo qualche mese prima. A quale scopo questa revisione? Per accettare, fino al momento della votazione per il candidato a sindaco, chiunque voglia partecipare e sottoscriva il documento iniziale di Coalizione Civica. Ho votato anch’io per la massima partecipazione alla politica, ci mancherebbe altro, non voglio far parte di gruppi nascosti.
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Lettera aperta ai due candidati sindaco di Coalizione Civica Bologna

Coalizione civica per Bologna
Coalizione civica per Bologna
di Rudi Ghedini

Coalizione Civica sta per scegliere il proprio candidato sindaco, la figura che più di ogni altra è destinata a incarnare il progetto politico. Paola Ziccone e Federico Martelloni vanno innanzitutto ringraziati per la disponibilità ad assumere un ruolo gravoso, e sarebbe il caso di chiedersi perché tanti altri si siano dichiarati indisponibili; ma questo richiede una riflessione sul “potere” a Bologna, una riflessione che manca da tempo immemorabile, e sui prezzi da pagare per chi osa proporsi come alternativa al sistema di potere che controlla questa città.

Coalizione Civica è un’entità ancora fragile e inafferrabile, i suoi confini sono difficili da circoscrivere, la rinuncia a un esplicito riferimento identitario – la sinistra – mi pare positivo: può significare che c’è un ampio margine di apertura, di capacità attrattiva, verso aree bolognesi che non si lasciano sovrapporre al tradizionale voto “a sinistra del Pd”.
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Coalizione civica per Bologna, Paola Ziccone: “Verso un percorso politico condiviso e dal basso”

Paola Ziccone
Paola Ziccone

di Paola Ziccone

Mi approssimo a compiere 53 anni. Ho due figlie di 20 e 17 anni e un figlio di 9. La mia vita è costituita da un’alchimia di provenienze, in cui l’essere bolognese gioca però un ruolo di primaria importanza, perché a Bologna ho studiato, vivo, lavoro, mi sono innamorata e ho dato alla luce i miei figli. Mi piace soprattutto camminare per la città; salire fino a San Luca è per me una sorta di percorso dell’anima. Faccio il pane tutte le mattine con la mia pasta madre perché così mi assicuro di aver fatto almeno una cosa buona al giorno.

Nella mia formazione ha avuto un ruolo fondamentale lo scoutismo, nel quale ho imparato il gusto di progettare, camminare, conoscere e mettere sé stessi a disposizione degli altri, dei più deboli, in particolare. Sono una cattolica, molto meno bigotta di tanti atei devoti: declino la mia religiosità secondo le categorie della libertà, dell’uguaglianza e del rispetto dignitoso per ogni diversità. Un’ispirazione che ritrovo forte e netta nei princìpi della Costituzione repubblicana, che laicamente ho giurato di servire nel momento in cui ho iniziato a lavorare.
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Coalizione civica per Bologna, Federico Martelloni: “Voglio la città meno diseguale d’Europa”

Federico Martelloni
Federico Martelloni

di Federico Martelloni

Ho quarant’anni, e ho scelto Bologna più di vent’anni fa: sono arrivato dopo le scuole superiori, e non sono più andato via. Ho scelto Bologna per studiare e non ho mai smesso. L’ho scelta per partire: la carovana della dignità indigena in Chiapas, il G8 di Genova, poi la Palestina, con Action for Peace, il dottorato di ricerca, tra Venezia e Parigi, riportando a casa esperienze, relazioni e progetti sempre nuovi.

Ho scelto Bologna per fare l’avvocato del lavoro, e ho voluto farlo da una parte sola, perché questa città ti permette – e persino ti domanda – di coniugare vita e impegno sociale. Ho scelto Bologna per insegnare. L’ho scelta per crescere, insieme alla mia compagna, due figli che qui sono nati e qui frequentano le scuole, i centri sportivi, le biblioteche, le piazze. Ho scelto Bologna mille volte per ciò che un tempo è stata e per ciò che ancora potrebbe essere.
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Bologna, «Coalizione civica» per ritrovare la «febbre del fare»

Coalizione civica per Bologna
Coalizione civica per Bologna
di Giuseppe Scandurra e Leonardo Tancredi

Il 21 aprile del 1945 Bologna è libera. L’anno seguente Giuseppe Dozza, comunista, viene eletto sindaco. Tra i primi atti del consiglio comunale appena formatosi il Piano per dare alloggio a chi è rimasto senza casa a causa dei bombardamenti. Nel 1949 viene istituita l’Azienda Farmaceutica Municipalizzata pensata anche per gli aventi diritto all’assistenza sanitaria gratuita. Negli anni Sessanta l’assessore Campos Venuti presenta una radicale proposta di legge urbanistica contro la rendita fondiaria. Nel 1969 il nuovo sindaco Guido Fanti, comunista, inaugura il primo nido d’infanzia. Nel 1973, in piena giunta Zangheri, comunista, parte l’iniziativa delle fasce orarie gratuite dei servizi di trasporto pubblico locale.

Queste sono solo alcune tra le azioni politiche promosse a livello centrale dai governi comunali che si sono succeduti dal 1945 al 1980 a Bologna, durante quei trentacinque anni che i documentaristi Michele Mellara e Alessandro Rossi hanno chiamato nel loro lavoro filmico gli anni de «La Febbre del Fare». Quella febbre che spinse la giunta comunale a indire il primo Pap-Test gratuito a fine anni Sessanta per le donne con un tumore al seno; la stessa febbre che portò negli stessi anni l’assessore Adriana Lodi a spendere le sue vacanze in Svezia per studiare le scuole del Nord Europa al fine di costruire un sistema analogo in città.
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Bologna 2016, il senso della coalizione civica

Coalizione civica per Bologna
Coalizione civica per Bologna

di Sergio Caserta

L’idea di coalizione civica, scaturita da Mauro Zani e maturata in un gruppo eterogeneo di persone chiamate da lui a discuterne, viene a concretizzarsi in questi giorni con la candidatura di Paola Ziccone, dirigente del ministero della Giustizia e con quella  di Federico Martelloni giovane giuslavorista.

È un soggetto politico nuovo che prende forma e si mette in movimento in relazione alla scadenza delle elezioni amministrative ma non nasce dal nulla e non è privo di riferimenti politici più ampi.

Così come in altre realtà europee la crisi sta producendo diverse fratture nelle famiglie politiche storiche, anche in Italia la lunga crisi della sinistra non poteva non determinare il coagularsi di nuove aggregazioni che altrove prendono il nome di Podemos, Syriza, die Linke, che affrontano l’impervia situazione determinata dalla globalizzazione e dalla crisi delle istituzioni comunitarie che sta producendo non pochi sommovimenti. In Italia finora non è maturato alcun processo delle dimensioni di quelli in corso di accadimento in Grecia, in Spagna e in Portogallo dove le formazioni della sinistra alternativa stanno maturando esperienze di governo importanti sia a livello locale che nazionale.
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Coalizione civica per Bologna: primarie per il candidato il 28 febbraio

Coalizione civica Bologna
Coalizione civica Bologna
di Giusi Marcante

Alla fine saranno le primarie a scegliere il candidato o la candidata sindaco per Coalizione civica per Bologna, la forza a sinistra del Pd che si pone come alternativa di governo al sindaco Virginio Merola ricandidato dai democratici. La data è stata fissata per il 28 febbraio e la sfida, per ora, sarà tra Paola Ziccone e Federico Martelloni. L’ex direttrice del carcere minorile del Pratello e il giuslavorista di Sel sono di due nomi emersi finora in un percorso che nelle ultime settimane era apparso bloccato proprio sulla scelta del nome da far correre alle prossime amministrative.

Paola Ziccone si è candidata per rilanciare il profilo civico della Coalizione, ha spiegato in un’intervista durante la nostra trasmissione Sulla bocca di tutti. Durante la mattinata il presidente dell’associazione Andrea Gaddari ha specificato i termini con i quali si svolgerà il voto: non voteranno, come inizialmente ipotizzato, solo gli iscritti all’associazione, ma tutti quelli che si recheranno al seggio, verseranno due euro e si impegneranno a sostenere la coalizione alle elezioni, sottoscrivendo l’appello.

“Abbiamo deciso di aprire la consultazione – ha detto Gaddari – non solo ai cittadini del comune di Bologna, ma anche a tutti quelli del territorio provinciale. Questo perché il sindaco della città capoluogo è di diritto il numero uno della città metropolitana”.
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Bologna, la coalizione civica ha lasciato gli ormeggi

Coalizione civica per Bologna
Coalizione civica per Bologna

di Sergio Caserta

Il “brigantino” della coalizione civica per Bologna ha lasciato gli ormeggi per cominciare la navigazione verso le elezioni amministrative del prossimo giugno. Non era affatto scontato che un rassemblement cosi ampio e articolato di forze si unisse sotto la bandiera sventolata da Mauro Zani nel mese di luglio, per dire che era ora di costruire una proposta del tutto inedita per il governo della città che fu la più “rossa” d’Italia. Si sono uniti nel progetto civico gruppi, movimenti, singole personalità che rappresentano in città una larga fetta di opinione pubblica, semplicemente stanca di un modo di amministrare privo di qualsiasi idea e progettualità, incapace ormai chiaramente di portare Bologna fuori dal lungo periodo di crisi e di offuscamento.

In un’affollata assemblea di circa duecento persone, è stato votato praticamente all’unanimità con due sole astensioni, il comitato direttivo che “gestirà” i principali aspetti della campagna elettorale, che costruirà il metodo per la scelta dei candidati a sindaco; entro il prossimo 28 febbraio sarà scelto o scelta attraverso al partecipazione diretta degli iscritti.

È un cammino impegnativo e affascinante, iniziato già da alcune settimane con le riunioni tematiche e di quartiere molto partecipate da tante persone di età, esperienza e condizione sociale diversa. Il compito è immane: costruire una proposta innovativa e vincente per una città abituata ad un sistema di governo molto tradizionale e sperimentato. Questo sistema che si basa essenzialmente oggi nella stabilizzazione di tutti i poteri, non è più in grado da tempo di garantire un superamento della lunga crisi economica che colpisce in modo molto duro tanta parte dell’economia e delle famiglie.
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