Potere al popolo: la sfida al populismo

di Silvia Napoli

Se la sigla che in principio ha mosso le acque tra autoconvocati refrattari del Brancaccio, Je so’ pazzo, poteva evocare disoccupati organizzati meridionali in odore di masaniellismo, arrivati come in tour di assemblea in assemblea, sulla linea gotica bolognese, siamo alla declinazione di un potere al popolo che programmaticamente, facendo tesoro di insegnamenti molto rock, sceglie di sfidare la narrazione pubblica sul populismo, come virus letale di tutti i moti di protesta globali.

Il coordinamento si fa ospitare da 20 Pietre, la Casa del popolo risorta dalle ceneri della Motorizzazione civile dopo un lavoro volontario veramente hard sulla struttura, che fa da centro di aggregazione e propulsione per nuove forme di civismo in quartiere e in città sorte sulla base del recupero di uno spirito antico di mutualismo che scalda i nostri cuori in inverno.

Arrivo tardi, quando l’assemblea è in corso già da due ore e, a proposito di clima, non fa tanto caldo nel grande stanzone recuperato e allestito di sedie, ancora molto pieno nonostante tutto: vino rosso e torte salate per ristorare gli intervenuti e pagare le spese, mentre a lato l’altro grande salone è affollato di aspiranti ballerini che seguono il loro corso settimanale. Non si può dire che il luogo non evochi un cantiere aperto e tale è lo spirito di questa neonata rete di insoddisfatti della proposta politica del momento, in vista delle prossime elezioni, che sembrano essere il grande momento di big bang coagulante di questa galassia.
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Padova sperimenta: l’esperienza di Coalizione Civica

di Giuliana Beltrame

Padova l’11 giugno voterà per scegliere il sindaco e per il rinnovo del consiglio comunale. Due anni e mezzo di giunta leghista capeggiata dal sindaco Bitonci hanno ridotto Padova ad una situazione di degrado politico, sociale e culturale difficile da immaginare qualche tempo fa. Dopo aver cacciato diversi assessori, ridotto al silenzio i suoi sostenitori che si permettevano deboli critiche, il prode Bitonci si è trovato sfiduciato dai suoi stessi supporter. E senza aver, non dico risolto, ma neppure affrontato nessuno dei suoi temi forti come sicurezza e nuovo ospedale, solo per citare i due più urlati.

L’esperienza di Coalizione civica nasce in questo contesto e si caratterizza subito per la novità e la capacità attrattiva: parte dalla proposta di Padova2020, lista civica presente alle elezioni del 2014 e protagonista di una sofferta vicenda di rapporti con il PD, che con un appello a dicembre lancia un primo appuntamento per costruire un percorso di alternativa in vista delle elezioni amministrative. A sorpresa accorre una folla che la sala non è in grado di contenere e a distanza di pochi giorni una seconda convocazione vede la presenza di più di 250 persone.
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Bologna, la follia al governo: testa-coda in Piazza San Francesco

di Fausto Tomei, consigliere Quartiere Porto-Saragozza

Uno dei nuovi arredi di Piazza San Francesco è stato colpito (e rattoppato in modo orribile) da un’auto che ha fatto un testa coda. Ora, è possibile fare un testa coda (e non vedersi ritirata a vita la patente) in un’area ad ‘alta pedonalità’? È possibile che a lavori finiti non sia stata ancora fatta la delibera che ne sancisce la semi-pedonalità, i 10 km/h, chi può entrare o meno nella piazza, le telecamere di controllo?

È possibile che non siano state organizzate le necessarie cure e pulizie di Hera sui nuovi arredi, come avviene nelle altre piazze del centro storico? Arredi che ricordo a tutti non hanno un fine estetico (la meraviglia della basilica è più che sufficiente a questo), ma urbanistico: aprire il sagrato che prima era assediato dalle macchine, stringere l’area carrabile, evidenziare che la piazza è uno spazio aperto in cui nessuno è padrone della strada, ma tutti sono ospiti: pedoni, ciclisti, mezzi dei residenti.

Chi vuole fare fallire questo progetto nell’incuria e nei ritardi? Perché io mi sono un poco rotto le scatole che qualcuno giochi a far saltare un progetto che ha richiesto anni, che è costato anche troppo e che rivendico con forza, avendoci lavorato in prima persona.
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Bentornati nel futuro: la corsa di Coalizione civica per Bologna non si arresta

di Federico Martelloni Bentornati nel futuro! A Bologna abbiamo fatto, insieme, una grande cosa. Grazie agli oltre 12 mila voti di Coalizione Civica Bologna, ai suoi candidati, ai suoi volontari… alle suole consumate di tutti e tutte noi, oggi possiamo dire che c’è lo spazio per una sinistra nuova e diversa, per un laboratorio politico […]

Perché votare Lista civica per Bologna e Federico Martelloni sindaco

Coalizione civica per Bologna
Coalizione civica per Bologna
di Vittorio Capecchi, candidato per Coalizione civica per Bologna

Domani si vota a Bologna per le elezioni a sindaco e mi sono candidato nella Lista civica per Bologna per appoggiare Federico Martelloni a sindaco e partecipare alle attività del quartiere Santo Stefano. Perché votare la Lista civica per Bologna e Martelloni sindaco? Presento due risposte: una biografica e una più politica legata a una valutazione degli scenari nazionali ed europei.

La risposta biografica può iniziare con il mio arrivo da Pistoia alla Bocconi di Milano nel 1956. I testi di politica economica erano cambiati proprio quell’anno (il docente era Ferdinando Di Fenizio) ed erano tutti basati su Keynes e il docente di economia era Giovanni Demaria che ci faceva studiare Lo stato sociale moderno in cui ricostruiva la sua esperienza di esperto per la stesura della Costituzione nella parte lavoro e welfare.

Il mio primo esame alla Bocconi fu poi quello di statistica matematica con Francesco Brambilla e Brambilla avendo visto in me la passione per la matematica decise di fare l’esperienza di formare tre assistenti da matricola (insieme a chi scrive c’erano Giorgio Faini e Michele Cifarelli). Brambilla era stato uno dei segretari di Parri e da allora ho sempre abbinato la matematica alla sinistra e alla resistenza.

Poi appena laureato con una tesi di sociologia matematica (con Brambilla e il sociologo Angiolo Pagani) due altri incontri fortunati:
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Da Madrid a Bologna, Iglesias in video per Martelloni: “Forza compagni”

di Giovanni Stinco

Da Madrid a Bologna, e il filo è quello della comune militanza politica e di un’antica amicizia. Pablo Iglesias, leader di Podemos, sostiene il candidato sindaco Federico Martelloni di «Coalizione Civica», la formazione che ha messo assieme quasi tutta la sinistra bolognese.

«Bologna è stata la mia città quando ero studente Erasmus, è la mia seconda città e ho tantissimi ricordi – ha detto Pablo Iglesias in un video proiettato in una piazza piena soprattutto di giovani e giovanissimi – Per questo sono felice che Federico e Gianmarco abbiano la possibilità di governare Bologna. Con loro sicuramente sarà una città più bella e più giusta». Infine lo slogan e l’invito al voto: «Il 5 giugno l’alternativa si chiama Coalizione Civica, forza compagni».

Il Federico citato nel video è ovviamente il candidato sindaco di Coalizione Civica, che infatti su Facebook ricorda di «conoscere Pablo dai tempi del G8 di Genova». Racconta Martelloni di un Iglesias che «era a Bologna in Erasmus e condivise con noi quella stagione, dottorandosi poi a Madrid proprio con una tesi sulle tute bianche».
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La mobilità nella città metropolitana, partiamo dai quartieri periferici

People mover - Marconi Express
People mover - Marconi Express
di Silvia Lolli, candidata alla presidenza quartiere Borgo e Reno per Coalizione civica Bologna, grafica di Antonio Bonomi

Il quartiere Borgo e Reno ha una mobilità che in molti punti oggi presenta delle criticità sia stagionali (l’autostrada A1 che si deve immettere nella A14 e nella A13 d’estate è certamente una fonte di inquinamento) sia quotidiane; innanzi tutto la presenza dell’aeroporto Marconi che, per mantenere un’economia di scala sostenibile economicamente, può solo ampliare il suo traffico, poi la forte urbanizzazione degli ultimi 20 senza prevedere ampliamenti di vecchie strade e sviluppo di mobilità diversa (Via Emilia, Via Battindarno, Via della Barca, Via Triumvirato, Via Caduti di Casteldebole, lo stesso asse dell’ottantanove….), stanno producendo in molte ore della giornata traffico intenso.


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Cercare di conoscere le verità nascoste di Bologna: non solo per la campagna elettorale

di Silvia Lolli, candidata alla presidenza quartiere Borgo e Reno per Coalizione civica Bologna, grafica di Antonio Bonomi Il primo incontro di informazione aperto alla cittadinanza organizzato dalla lista Coalizione Civica del quartiere Borgo e Reno si è svolto all’Auditorium del Centro Bacchelli mercoledì 11 maggio 2016. Il 31 maggio alle 20,30 nello stesso luogo, […]

Martelloni e Bonaga

Un flash mob a Bologna per la partecipazione e una città costituente

di Stefano Bonaga e Federico Martelloni

Venerdì 29 aprile 2016 in piazza S. Stefano a Bologna alle ore 18 si è svolto un flash mob in cui i cittadini avevano in mano cartelli con dodici slogan diversi tutti concernenti il tema della cittadinanza attiva. Davanti a loro, un quartetto di archi suonava Mozart nel silenzio generale. L’obiettivo era valorizzare i messaggi e non i messaggeri. Il titolo del flash mod era “Bologna costituente”.

L’iniziativa aveva come punti di riferimento l’ideatore del flash mob Stefano Bonaga e Federico Martelloni, candidato a sindaco per la lista Coalizione civica per Bologna.

I titoli dei cartelli:
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Bologna: Coalizione civica prosegue la navigazione

Coalizione civica per Bologna
Coalizione civica per Bologna

di Sergio Caserta

A Bologna la campagna per le elezioni amministrative registra una sola vera novità: la lista di Coalizione civica, partorita da un’idea di Mauro Zani, attraverso un appello del luglio scorso che raccolse in piena estate seicento firme ed approdato dopo circa sei mesi, all’elezione attraverso il voto di 1600 elettori, iscritti o sostenitori della coalizione di Federico Martelloni giuslavorista a candidato sindaco.

È stato l’unico percorso partecipativo per la scelta della candidatura alternativa al sindaco uscente Virginio Merola, le altre opposizioni cinque stelle e destra leghista, hanno stabilito le loro candidature all’interno dei rispettivi gruppi dirigenti.

A Bologna la crisi di consenso dell’amministrazione uscente è ben visibile anche se viene accuratamente nascosta dai media, scaturisce dalla mancata presa d’atto dell’esaurimento di un modello amministrativo e di governo della complessità obsoleto, dallo stanco trascinarsi di una gestione “ordinaria” priva dello spirito e della qualità necessarie ad affrontare una fase di vita delle città che richiederebbe invece coraggio e innovazione.
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